Eugéne Delacroix (Charenton-Saint-Maurice 1798 - Parigi 1863)


 

Autoritratto e una fotografia dell'artista
Autoritratto giovanile del 1821 (Museo Delacroix)

 

 

 

 

 

E' stato uno dei più grandi pittori del diciannovesimo secolo. Nato da una famiglia dell'alta borghesia, presunto figlio naturale di Tayllerand, seguì gli studi classici nel Liceo imperiale, ponendo le basi della sua solidissima cultura. A diciotto anni entrò nello studio del pittore Pierre-Narcisse Guérin, seguace di David: mentre due anni dopo si iscrisse alla Scuola di Belle Arti dove conobbe Géricault, le opere del quale lo colpirono soprattutto per l'intensità d'espressione. L'influenza di Géricault fu determinante per la sua formazione, accanto a quella di Gros, Rubens e dei pittori veneziani studiati al Louvre. Grande colorista Delacroix costruisce per accordi tonali dominanti e mezze tinte, giungendo a colori vibranti nella piena luce; anche disegno e linee assumono nella sua opera un valore essenzialmente pittorico. La prima commissione pubblica è del 1819, quando dipinge per la chiesa di Orcemont la Vergine delle messi ispirata a Raffaello.

Del 1820 è l'incarico di eseguire la Vergine del Sacro cuore per il vescovado di Nantes che venne poi rifiutata e attualmente è collocata presso la Cattedrale di Nostra Signora dell'Assunzione ad Ajaccio.


Sua prima opera impegnativa fu il Dante e Virgilio (Parigi, Louvre) ancora fedele al disegno scultoreo dei neoclassici.


 

 


Frequentatore di salotti mondani, Delacroix stringe amicizia con il pittore inglese Copley Fielding con il quale divide uno studio. Con il Massacro di Scio e Torquato Tasso in manicomio, esposti al Salon del 1824, si oppose violentemente al classicismo. 

 

Massacro di Scio (Parigi, Louvre)

 


Torquato Tasso in manicomio (collezione privata)

Nel 1825, Delacroix fu per alcuni mesi in Inghilterra: le trasparenti atmosfere dei paesaggisti inglesi, soprattutto di Constable e Turner, produssero in lui una forte impressione. Perfezionando la tecnica dell'acquerello, giunse a una leggerezza di mano raffinatissima quale si trova, ad esempio, nella Donna col pappagallo. 

Donna col pappagallo (Museo di Lione)

Nel 1826 realizza la Grecia  spirante sulle rovine del Missolungi. 

 

Grecia spirante sulle rovine del Missolungi (Parigi, Museo Delacroix)

Nei quadri di soggetto orientale, vivamente sensuali, lo splendore delle vesti, l'aristocratica eleganza e l'ardore vitale dei cavalli di razza (Delacroix ritrasse con arte molto personale cavalli e leoni) si esaltano nell'acceso cromatismo veneziano e rubensiano: tumultuosa e inebriante nell'intensità della materia e del colore è la Morte di Sardanapalo il cui tema è tratto da Byron suscitando grande clamore all'epoca. 

 

Morte di Sardanapalo (1827, Parigi, Louvre)

cavallo impazzito  

Cavallo impazzito

uccisione del leone  

Uccisione del leone

leone sbrana un cavallo  

Il leone  che divora un cavallo

leone che divora un coniglio

 Il leone  che divora un coniglio

caccia alla tigre

Caccia alla tigre 

caccia del leone  

Caccia al leone

 



Andromeda Aspasia Donna nuda seduta
 
Odalisca su divano bianco Odalisca Femmina nuda sul divano



Delacroix  espresse e sublimò il suo tormento interiore nella stupenda serie di litografie ispirate al  Faust di Goethe (1828).

 



Le tendenze contraddittorie del suo temperamento sono palesi nella Libertà che guida il popolo (Parigi, Louvre) dipinta per celebrare la rivoluzione del 1830 che portò al potere Luigi Filippo d'Orléans.

 

 



Allo stesso momento creativo appartengono l'Assassinio del vescovo di Liegi (Parigi, Louvre) in cui lo sfondo tenebroso, brulicante di folla, è squarciato dal bianco della tovaglia, la Battaglia di Poitiers, ordinatagli dalla Duchessa di Berry e la Battaglia di Nancy (Museo di Nancy) che denuncia la vena più intimamente romantica del pittore insieme alla Battaglia di Taillebourg.

 

assassinio del vescovo di liegi battaglia di nancy battaglia di taillebourg

L'assassinio del vescovo di Liegi - La battaglia di Nancy - La battaglia di Taillebourg

 


Nel dicembre del 1831, il conte di Mornay, ambasciatore di Luigi Filippo presso il sultano, scelse Delacroix come pittore-storiografo della sua missione in Marocco. Nel gennaio del 1832, dopo tredici giorni di navigazione, Delacroix scoprì i profili di Maiorca e della Spagna («tutto Goya palpitava intorno a me» scrisse nel Diario) e degli africani fatti piatti dalla luminosità. Nella luce delle coste marocchine egli ebbe la rivelazione dell'aspetto solare, sereno, classico dell'arte e ne fissò all'acquerello le impressioni, con rapida immediatezza, nei Taccuini del viaggio (Parigi, Louvre), che si concluse nella città santa di Meknès. I vasti orizzonti del Marocco furono nuova sorgente d'arte per il pittore, che nei grandi spazi desertici fece vibrare il suo colore con l'intensità stessa della luce. Nel Salon del 1834 i colori delle Donne di Algeri e, successivamente nel 1845, Il sultano del Marocco rivelarono al pubblico il vero Delacroix.


Sui Taccuini del Marocco, Delacroix disegnò un triangolo dei colori su cui erano riportati ai vertici i tre colori primari della pittura (rosso, blu e giallo) e sui lati, tra un vertice ed un altro, i colori che in pittura si ottengono miscelando i tre colori prima (violetto, verde e arancione). Delacroix disegnò il triangolo in modo tale da poter individuare il complementare corrispondente di ogni colore (ogni colore del vertice ha il suo complementare nel lato opposto (rosso-verde, giallo-violetto, blu-arancio)


 

donne di algeri  

Donne di Algeri

donne marocchine  

Donne marocchine


 





Amico di Thiers, di Chopin, di Stendhal, di Merimée, di Baudelaire, di Georg Sand, di Victor Hugo, riconosciuto capo del Romanticismo, Delacroix mirò ad un'arte ordinata, a composizioni logiche, regolari, nelle grandi imprese decorative che ebbero inizio con i cicli monumentali di Palazzo Borbone (Camera dei Deputati) compiuti dal 1833 al 1842. Nel Salone del Re, valendosi di esempi veneziani, dipinse episodi ispirati alle attività umane. Nelle cupole della biblioteca i soggetti furono attinti a fonti classiche e a Dante. Un perfetto equilibrio compositivo regge anche l'Entrata dei Crociati in Costantinopoli (1840,Parigi Louvre) violacea armonia di colori.

 

Ritratto di Chopin


ingresso dei crociati in costantinopoli grenada 02 tongo 22  

Ingresso dei Crociati a Costantinopoli


Ingresso dei Crociati a Costantinopoli

Particolare


Nel 1844, Delacroix dipinse la Pietà, enorme pittura murale a cera, in Saint-Denis-du-Saint-Sacrement a Parigi che è tra le sue opere più intense e nella quale sono evidenti ricordi di Tiziano. Riceve anche l'incarico di decorare la Biblioteca del Lussemburgo. 

 


Arabo che accarezza il cavallo

 

 

Decorazione della Biblioteca del Lussemburgo


Nel 1842, una grave forma di laringite lo costringe a lunghe cure che alterna con soggiorni presso gli amici Reisener e George Sand. Non rallenta tuttavia l'attività artistica che lo vede impegnato nella realizzazione della serie di litografie per l'Amleto di Shakespeare e nella decorazione della Camera dei Deputati.  

 

Didascalia delle immagini
La regina riceve il console Amleto Amleto vede il fantasma di suo padre Il fantasma e Amleto si combattono Amleto e Polonio
Amleto rimprovera Ofelia La scena del gioco Amleto e Guilderstern Amleto incontra il re che prega
L'assassinio di Polonio Amleto e il corpo di Polonio Amleto e Gertrude La pazzia di Ofelia
La morte di Ofelia Amleto e Orazio con i becchini La lotta di Amleto e Laerte nella tomba La morte di Amleto

Nel 1850 riceve l'incarico di eseguire il soffitto della Galleria di Apollo al Louvre al quale fanno seguito le pitture nel Salone della Pace all'Hotel de la Ville. Nel 1852 pubblica un saggio su Nicolas Poussin e due anni dopo una riflessione dal titolo Questioni sul bello. Nel maggio 1855 partecipa all'Esposizione Universale con quarantadue quadri dove viene finalmente riconosciuto come Maestro della pittura francese insieme ad Ingres. Nel 1857 è accolto fra i membri dell'Institut e partecipa al suo ultimo Salon con trentaquattro opere. Negli ultimi anni della vita (1861) decorò la cappella dei Santi Angeli in Saint-Sulpice con la Cacciata di Eliodoro dal tempio e la Lotta di Giacobbe con l'angelo: lo slancio del disegno si fonde con la stupenda invenzione dei colori. Numerosissimi sono i dipinti qui non menzionati, taluni anche riprodotti su francobolli che vedremo qui di seguito: soggetti orientali, cavalli, leoni, scene di caccia, fiori, alta testimonianza insieme con i disegni del genio di questo pittore. Critico e teorico dell'arte, Delacroix ha lasciato anche un celebre Diario iniziato il 3 settembre 1822, preziosa testimonianza della vita culturale nella Francia del suo tempo.

 

La cacciata di Eliodoro dal Tempio

La lotta di Giacobbe con l'Angelo


Miscellanea di dipinti e francobolli


 


Michelangelo nel suo studio (1849-1850, Montpellier Musée Fabre)


Giocatori di Scacchi (1847, Galleria Nazionale di Edimburgo)

 


Dopo il naufragio (Mosca Museo Pushkin)


Mazzo di fiori (Museo Delacroix)


Louis-Auguste Schwiter (1826, National Gallery Londra)


Esecuzione del Doge Marin Faliero 

(1825-1826, Wallace Collection Londra)

 


La sposa di Abydos (1824, Parigi Louvre)


Arabo (marocchino) con il suo cavallo (1855, Hermitage San Pietroburgo)


Giovane orfana al cimitero (1824, Parigi Louvre)


Milton detta alle sue figlie (collezione privata Milton, Inghilterra)


Amleto e Orazio nel cimitero (1824, Parigi Louvre) 


Il buon samaritano 


Lotta di cavalli in una stalla (1860, Parigi Museo de Orsay)