Pierre Paul Prud’hon  (Cluny 1758 – Parigi 1823)


Se l’educazione accademica, avviata a Digione e completata a Parigi e a Roma indirizzò il gusto dell’artista verso il classicismo cinquecentesco, le opere della maturità rivelano invece una sensibilità lirica e drammatica propria del romanticismo. L’impostazione cromatica basata su toni freddi e forti contrasti chiaroscurali conferisce alle sue composizioni un tono di angosciosa irrealtà tipica della pittura del primo Ottocento.

Napoleone dopo Austerlitz con Francesco II (1808)



Bambini con coniglio







Joseph Anton Koch (Elbigenalp 1768- Roma 1839)


Pittore austriaco, si stabilì a Roma nel 1795. Influenzato dalle opere di Carstens collaborò con i Nazareni nella decorazione del Casino Massimo a Roma. Egli è soprattutto ricordato per i suoi paesaggi che erano una combinazione di pittura tra lo stile di Poussin e quello del periodo romantico.

 

Milizia tirolese nel 1809. Al centro Andreas Hofer capo della resistenza tirolese a Napoleone.

 (1819, Innsbruck, Landesmuseum Ferdinandeum)



Vicente Lopez Portaña (Valencia 1772 - Madrid 1850)


Autoritratto

Iniziò gli studi artistici a 13 anni presso la Real Academia de Bellas Artes de San Carlos dove fu premiato con una borsa di studio che gli consentì di completare la sua formazione a Madrid alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando dove nel 1790 ottenne un premio in un concorso con il dipinto I Re cattolici ricevono un'ambasciata dal re di Fez. Subì l'influenza di Anton Raphael Mengs a Madrid; tornò a Valencia e dipinse, tra gli altri, Ferdinando VII con l'abito dell'Ordine di Carlo III e numerosi ritratti degli ufficiali francesi durante la guerra d'indipendenza spagnola. La sua fedeltà alla monarchia gli guadagnò le grazie di Ferdinando VII che con la Restaurazione del 1815 lo nominò Primo Pittore di Camera. L'artista, trasferitosi definitivamente nella capitale, divenne un ritrattista molto ricercato fra l'aristocrazia e l'alta borghesia madrilena. Nel 1826 realizzò la sua opera più nota, il Ritratto del pittore Francisco Goya e nel 1831 il ritratto di Ferdinando VII con l'abito dell'Ordine del Toson d'Oro.

Ferdinando VII con l'abito dell'Ordine del Toson d'Oro


Ritratto di Francisco Goya


La señora de Carvallo

Il Marchese di Casteldosrrius


 

 

La regina Isabella II

Maria Amalia de Sajonia

L'organista Felix Lopez



Caspar David Friedrich (Greifswald 1774 - Dresda 1840)


Autoritratto del 1800 (Collezioni Reali, Copenhagen)

Ritratto dipinto da  Gerhard von Kügelgen

E' il pittore tedesco che per primo entrò nel clima del romanticismo tedesco. La Germania ebbe un ruolo fondamentale nella definizione delle teorie romantiche sia grazie ai movimenti letterari quali lo «sturm und drang» sia grazie all'opera di alcuni pensatori e filosofi quali von Schlegel e Schelling. Ma l'arte romantica per eccellenza della Germania fu soprattutto la musica che ebbe come massimo interprete Ludwig van Beethoven.

Friedrich è interessato, nella poetica del romanticismo, soprattutto al lato mistico della natura. La prima opera che lo rese noto fu la "Croce sulla Montagna" o pala di Tetschen del 1808. Questa pala d'altare è composta unicamente da un paesaggio di montagne su cui si staglia il segno nero di una croce. Che un paesaggio potesse essere un'immagine religiosa è una grossa rivoluzione che non poco stupì i critici del tempo. In essa tuttavia è chiaramente avvertibile una suggestione religiosa data dallo spettacolo della natura, intesa come opera divina, in cui la presenza della croce serve principalmente ad elevare il nostro pensiero a Dio.

Croce sulla montagna (1807-1808, Dresda Gemäldegalerie)  cliccare sull'immagine per ingrandire

Questi paesaggi di Friedrich sono lo spettacolo della natura ma servono anche a misurare la piccolezza dell'uomo nel confronto con tale vastità di orizzonti. E la categoria che più sfrutta questa pittura è proprio il sublime, così come lo aveva definito Kant  «quel sentimento misto di sgomento e di piacere che è determinato dall'assolutamente grande e incommensurabile». Il sentimento panico della natura, sede dell'infinito che ci porta a Dio, è la maggiore caratteristica di Friedrich. Ed è ciò che lo distingue da altre tendenze romantiche anche tedesche e di ispirazione religiosa, quali i Nazareni, che invece perseguirono un'immagine della religione e della fede più aderente ai modelli letterari e medievali. Friedrich, nel cercare Dio  solo nella sua creazione, è sicuramente più originale ponendosi come il maggior pittore romantico tedesco.

 

Un uomo e una donna davanti alla luna (1819, Dresda Gemäldegalerie)

I marinai (San Pietroburgo Hermitage)


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Tombe di antichi eroi Il mare di ghiaccio Le tre età dell'uomo
(1812, Amburgo Kunsthalle) (1824, Amburgo Kunsthalle) (1835, Lipsia Museum der BildendeKünste)

 

Abbazia nel querceto Viandante sul mare di nebbia Donna alla finestra
(1810, Berlino Alte Nationalgalerie) (1818, Amburgo Kunsthalle) (1822, Berlino Nationalgalerie)

Friedrich Overbeck

Italia e Germania 

(1811, Neue Pinakothek Monaco)

Peter von Cornelius

Giuseppe spiega il sogno al faraone 

(1816, Berlino Altenationalgalerie)

Il nome di Nazareni venne dato a un gruppo di pittori romantici tedeschi attivi a Roma all'inizio dell'Ottocento. Stimolati inizialmente dalle teorie artistiche di Wilhelm August von Schlegel e di Wilhelm Heinrich Wackenroder, si ribellarono al classicismo accademico aspirando ad un'arte rinnovata su basi religiose e patriottiche che stilisticamente assume un carattere arcaicizzante dato da un forte accento lineare e dall'uso del colore crudo, steso con pennellate uniformi. Lo stile, inoltre, si caratterizzò come una ricomposizione formale, quasi filologica, dello stile degli artisti del Quattrocento italiano da Beato Angelico, Filippo Lippi, Luca Signorelli, Perugino e sopra tutti il primo Raffaello. Altri artisti del gruppo si rifecero anche a Dürer e all'antica pittura tedesca. Hanno preso il nome di Nazareni a causa delle loro eleganti, lunghe capigliature e dei loro atteggiamenti monacali.



Joseph Mallord William Turner (Londra 1775 - 1851)


Autoritratto

 

Pittore e incisore inglese appartenente al movimento romantico, si può dire che il suo stile abbia posto le basi per la nascita dell'Impressionismo. Nonostante ai suoi tempi fosse visto come una figura controversa, attualmente è considerato l'artista che ha elevato l'arte della pittura paesaggistica ad un livello tale da poter competere con la maggiormente considerata pittura storica. Anche se è diventato famoso per le sue opere a olio, Turner è anche stato uno dei più grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi ad acquerello. E' più noto come il soprannome di Il pittore della luce.

Veduta di Saint-Laurent


 

Longships lighthouse. Lands end. (1834-1835, collezione privata)


 

La spiaggia di Calais con la bassa marea (1830, Londra Tate Gallery)


Pace. Esequie in mare.

(1842, Londra Tate Gallery)


Tempesta di neve all'uscita del porto

(1842, Londra Tate Gallery)


Venezia: L'Arsenale

(1840, Londra British Museum)



John Constable (East Bergholt, Suffolk 1776 - Londra 1837)


Autoritratto del 1806

Trascorse l'infanzia nella valle di Dedham, ove il padre possedeva mulini sulle rive del fiume Stour e il ricordo di quei luoghi rimase sempre elemento vivo nella sua ispirazione. Iscrittosi nel 1799 alla Royal Academy prese confidenza con la pittura di paesaggio copiando i dipinti di Claude Lorrain. Dipinse pale d'altare e ritratti (La fidanzata, Tate Gallery di Londra), ma ben presto ruppe con la tradizione del paesaggio classico ideale su modelli del Seicento per dedicarsi ad una osservazione più diretta e naturalistica dei luoghi che lo circondavano. Il suo metodo di lavoro prevedeva la realizzazione "in plein air" di schizzi e studi ad olio, caratterizzati da inquadrature casuali e da una stesura del colore a colpi di spatola che poi trasferiva sulla tela cercando di rendere più coerente la composizione e più studiato il colore. Dopo il matrimonio con Mary Bicknell (1816) la sua arte visse un periodo molto felice. Nel Cavallo Bianco (Frick Collection, NYC) la scena dell'attraversamento del lago si svolge appartata, dentro uno scenario agreste soverchiante, sotto un cielo carico di pioggia, rotta dalla macchia bianca dell'animale e da quella rossa dell'uomo che l'accompagna. Un senso di pace e di conciliazione tra uomo e natura, un silenzio rotto solo dal fruscio delle fronde caratterizzano la composizione.

The White Horse (Frick Collection, NYC)


L'artista, negli Anni Venti, si sforzò di accentuare nella sua opera la componente drammatica e si volse a dipingere temporali e tramonti effettuando studi diretti della resa atmosferica. I due quaderni del Victoria and Albert Museum sono ricchi di acutissime osservazioni sulle variazioni di luce, dei drammatici schizzi eseguiti durante il soggiorno ad Hampstead sui quali sono annotati con cura data, ora e condizioni del tempo, dai disegni di marine eseguite a Brighton, di una straordinaria trasparenza e segno. Non fu compreso dai suoi connazionali ed ebbe scarsi riconoscimenti. Una mostra sulla pittura inglese organizzata a Parigi nel 1824 gli aprì le strade del successo internazionale: Delacroix, i pittori di Barbizon e più tardi gli Impressionisti trassero dai suoi dipinti insegnamenti e spunti, tanto tecnici quanto tematici. Quasi per nulla rappresentato in filatelia.

 

 

Carretto da fieno (1821, Londra National Gallery)



Philipp Otto Runge (Wolgast, Pomerania 1777 - Amburgo 1810)


Autoritratto del 1802-1803

Entrò a far parte del Romanticismo sotto l'influsso della pittura inglese e del gruppo di Friedrich von Schlegel. Si oppose sempre alla cultura di Roma e allo studio dei modelli antichi, diventando così uno dei principali pittori romantici tedeschi. Predilesse le composizioni elaborate e di significato allegorico e intese sempre dare un'intonazione moraleggiante alle sue opere. Sfortunatamente gran parte delle opere di Runge è andata distrutta nel grande incendio scoppiato nel Palazzo di Vetro di Monaco nel 1931.

 

Il mattino (1810, Kunsthalle Amburgo) 

(a destra un  particolare)

 



Pierre Jacques Benoit (Anversa 1782 - Bruxelles 1854)


Pittore belga inserito fra i Romantici unicamente per motivi cronologici in quanto tutta la sua arte è impostata su uno stile coloniale al di fuori degli schemi di quel tempo. Egli effettuò molti viaggi nelle colonie fra gli indios e i negri e, in particolare, si stabilì per lungo tempo in Suriname. Lo scopo era quello di descrivere la vita degli schiavi verso i quali  riteneva che non ci fosse  abbastanza interesse. Egli insisterà sul fatto che i coloni non dovessero abusare del loro potere. Sosteneva che gli schiavi erano trattati con gentilezza e che  motivi umanitari spingevano coloro i quali erano contrari all'abolizione della schiavitù, di cui era un oppositore, a non avere interesse a trattar male i loro schiavi.




Giuseppe Bezzuoli (Firenze 1784-1855)


Il fiorentino Giuseppe Bezzuoli  è stato un altro interprete della pittura storica risorgimentale. I suoi quadri presentano la stessa ambiguità di fondo che caratterizza anche i quadri di Hayez: rappresentano temi romantici (tratti dalla storia medievale) con un linguaggio pittorico ancora neoclassico. La sua produzione è nota soprattutto per la tela «L’entrata di Carlo VIII a Firenze». Alla sua scuola si sono formati alcuni pittori fiorentini che divennero in seguito i protagonisti della corrente dei Macchiaioli.



Karl Christian Vogel (Wildenfels 1788 - Monaco 1868)


Ritratto eseguito da Friedrich von Amerling

Nel 1804 visita la Kunstakademie di Dresda e copia molti ritratti della Gemäldegalerie. Nel 1808 si trasferisce a San Pietroburgo dove apre uno studio ed ottiene un buon successo con i ritratti di nobili e diplomatici. Nel 1812 si reca in Italia per il Grand Tour fermandosi prima a Dresda e Berlino. Vive a Roma sino al 1920 insieme ad altri artisti tedeschi attivi in quel momento. Nei suoi dipinti ha sempre cercato una via di mezzo tra le scuole del romanticismo classicheggiante che ha finito con il prevalere sullo stile di Raphael Mengs. Oltre a dipinti religiosi, paesaggi e studi anatomici ha realizzato numerosi ritratti.

Lasciate che i fanciulli vengano a me (Firenze, Galleria di Arte Moderna)



Horace Vernet (Parigi 1789-1863)


Autoritratto

Figlio di Carl Vernet, che abbiamo già descritto nella pagine precedenti, era figlio d'arte in quanto anche suo nonno Claude Joseph era stato pittore e incisore. Horace seguì la tradizione di famiglia impegnandosi particolarmente nella produzione di genere militare, di cui fece la sua specialità, nella quale si rivelò un artista brillante, mai superficiale. Gli si devono, infatti, splendide scene di battaglie. Ma non disdegnò i paesaggi e i ritratti. Famoso, tra questi ultimi, quello della sua modella e amante Olimpia Pélissier, prima che ella divenisse la seconda moglie di Gioacchino Rossini. Il ritratto è lo studio per un quadro biblico Giuditta e Oloferne. 

Ritratto della figlia Luisa Vernet Ritratto di Olimpia Pélissier come Giuditta (1830)

Direttore dell'Accademia di Francia e Roma sino al 1834, si interessò anche della nascente arte fotografica e fu il primo a riprendere il porto di Marsiglia su un dagherrotipo nel 1839. Nel 1855, all'Esposizione Universale di Parigi Vernet occupò con le sue tele, al pari di Ingres, un'intera sala e ricevette la medaglia d'oro. Questo riconoscimento lo pose al primo posto fra i pittori della sua epoca.

La Battaglia di Friedland


Gli addii di Fontainebleau

 


La Battaglia di Wagram



Francesco Hayez (Venezia 1791 - Milano 1882)


Autoritratto a 88 anni

E' stato un pittore italiano, massimo esponente del romanticismo storico e particolarmente noto per l'opera "Il Bacio".

Il bacio (1859, Milano Brera)

Nato da padre francese di modeste condizioni economiche, già da piccolo mostrò una predisposizione per il disegno e fu avviato alla pittura da uno zio antiquario. Nel 1809 vinse un concorso indetto dall'Accademia di Venezia per l'alunnato presso l'Accademia di San Luca a Roma e si trasferì nella capitale dove divenne allievo di Canova che ne fu la guida e il protettore negli anni romani. Nel 1814 lasciò Roma in seguito ad un'aggressione avvenuta, sembra, per vicende sentimentali e si trasferì a Napoli dove gli venne commissionato da Gioacchino Murat il dipinto Ulisse alla corte di Alcinoo.

Ulisse alla corte di Alcinoo (1814-1815, Napoli Galleria di Capodimonte)

Diventò nel 1820 portabandiera dei romantici milanesi con il dipinto Pietro Rossi prigioniero degli Scaligeri a Pontremoli (Brera). Nel 1822 venne chiamato ad insegnare all'Accademia di Belle Arti di Brera, come aiuto di Luigi Sabatelli. Insegnò all'Accademia, come aggiunto, fino al 1850 quando, alla morte di Sabatelli, ne assunse la cattedra che tenne fino al 1879. Nei quadri storico-romantici si mantenne ligio ai precetti accademici e alla composizione neoclassica immersa nella malinconica luce del chiuso dello studio. Notevole artista si rivelò nei ritratti, modelli di virile dignità o di femminile gentilezza.

Ritratto di Antonietta Negroni Prati Morosini 

(1858, Milano Civica galleria d'Arte Moderna)


Ritratto di Alessandro  Manzoni (Milano, Brera)



Théodore Gericault (Rouen 1791 - Parigi 1824)


Ritratto del 1816

Autoritratto del 1821

Svolse le sue esperienze pittoriche nell'ambiente neoclassico francese che in quegli anni era influenzato da artisti come Ingres e David. La carica dell'Ufficiale dei cacciatori della Guardia Imperiale (Louvre) fu il dipinto più ammirato del Salon del 1812 per il vigore del disegno e del colore.

La carica dell'Ufficiale dei cacciatori della Guardia Imperiale

 (1812, Parigi Louvre)

Dopo un periodo di soggiorno a Roma dove ebbe modo di studiare le opere di Michelangelo e Caravaggio, fece ritorno a Parigi, nel 1817, dove conobbe Delacroix. In quegli anni realizzò il suo quadro più famoso La zattera della Medusa che fu esposto nel Salone d'Autunno del 1819 ricevendo aspre critiche. L'anno dopo ilo dipinto fu esposto a Londra come il manifesto della corrente romantica. Il pittore si fermò tre anni in Inghilterra.

La zattera della Medusa (1819, Parigi Louvre)

Negli anni successivi il suo interesse per un naturalismo nudo e crudo lo portò a prediligere temi dal gusto macabro, quali le teste dei decapitati o i ritratti di pazzi e alienati mentali rinchiusi nei manicomi. Di carattere molto introverso, Gericault rappresenta già il prototipo del successivo artista romantico: amorale e asociale, disperato e maledetto, che alimenta il proprio genio di eccessi e trasgressioni. Il gusto per l'orrido e il rifiuto della bellezza danno immediatamente il senso della sua poetica: un'arte che non vuole essere facile e consolatoria ma che deve scuotere i sentimenti più profondi dell'animo umano, proponendogli immagini raccapriccianti. Morì a soli 33 anni e la sua eredità in campo figurativa fu raccolta dall'amico Eugene Delacroix.

Teste di uomini ghigliottinati

(1817-1820, Chicago Art Institute)

Testa di uomo ghigliottinato

(1818, Stoccolma Museo Nazionale)


Cavallo spaventato dalla luce

(1817-1814, Londra National Gallery)



Ferdinand Georg Waldmüller (Vienna 1793 - Baden Vienna 1865)


Autoritratto del 1828

 

Ha brevemente frequentato l'Accademia di Belle Arti di Vienna (1807-1813) dove poi divenne professore dal 1829 al 1857. Da giovane ha finanziato la sua attività eseguendo ritratti. Nel 1811 ha lavorato come insegnante d'arte per i bambini del conte Gyulay a Zagabria in Croazia. Ha lavorato anche a Praga e Brno. E' stato il più grande maestro dello stile Biedermeier  [Il Biedermeier è un movimento artistico ornamentale sviluppatosi nel periodo storico che intercorre tra il 1815 e il 1848. Molto in voga tra la borghesia tedesca e austriaca è definito di genere romantico]. Ha dipinto scene poetiche di valli, colline e boschi inondati di sole, ritratti e scene di vita contadina. Queste sono le sue opere più importanti il cui senso del colore e conoscenza della natura la ha aiutato a raggiungere una grande maestria. I dipinti si distinguono per un atteggiamento benevolo verso le persone, la caratterizzazione di immagini e dettagli finemente delineati quasi idilliaci. Nel 1823 ha eseguito un ritratto di Ludwig van Beethoven.



Ludwig van Beethoven (1823)


Il sequestro (1847, Vienna Museo storico)


I dipinti dei francobolli qui di seguito riprodotti sono tutti esposti presso la Galleria del Belvedere a Schönbrunn (Vienna)

La madre Elisabeth Waldemüller (1830)


Rose in un vaso di vetro (1831)


Platani vicino Ischl (1831)


Rovine romane a Schönbrunn (1832)


Il conte Demetrio Apraxin (1832)


Mazzo di rose con finestra (1832)


Il principe Esterházy Mathias Kerzmann con la sua seconda moglie, contessa Majalath e sua figlia Maria (1835)


Il lago Wolfgangsee (1835)


Ragazza che adorna la Vergine con una rosa (1836)


Natura morta con una coppa d'argento (1839)


Nozze contadine nella Bassa Austria (1843)


La mattina di Natale (1844)


Panorama nel Prater (1849)


Anna Bayer, la seconda moglie (1850)


Raccoglitori nel bosco di Vienna (1855)


La mattina del Corpus Domini (1857)


Dopo la Cresima (1859)


Il ritorno dal lavoro (1861)


Agli inizi della primavera nel bosco di Vienna (1861)




Carl Joseph Begas (Heinsberg 1794 - Berlino 1854)


Fu uno degli allievi di Antoine-Jean Gros a Parigi e a Roma subì le influenze di Friedrich Overbeck. Appartiene alla corrente romantica tedesca.

Autoritratto con Johann Peter Weyer

Ritratto della famiglia Begas


Ritratto della cantante lirica Wilhelmina Schroeder-Devrient



Kruseman Cornelis (Amsterdam 1797 - Lisse 1857)


Autoritratto del 1812

Studiò prima in patria, poi soggiornò in Italia, specialmente a Roma. Dipinse scene di genere e ritratti che ebbero a suo tempo un buon successo. Le sue opere sono esposte prevalentemente ad Amsterdam al Rijksmuseum.