Albrecht  Dürer (Norimberga 1471 - 1528)  

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Sempre verso la fine del secolo XV e l'inizio del secolo XVI, Dürer eseguì molte opere che consolidarono la sua fama. Tra queste, un celeberrimo Autoritratto (1500, Monaco, Alte Pinakothek), Ritratto di giovane uomo - attribuito - (1500, Monaco, Alte Pinakothek),  alcuni bulini fra cui il noto Leprotto (1502, Albertina Vienna),  il ben più  noto acquerello Zolla erbosa (1503, Albertina Vienna),  un Autoritratto nudo a pennello e inchiostro (1505, Kunstammlung, Weimar) ed una serie di xilografie dedicate alla Vita della Vergine.

Xilografie tratte dalla "Vita della Vergine"

La copertina del libro

(1511, Monaco, Staatliche Graphische Sammlung)

L'Annunciazione della Vergine

(1500-1502, Vienna, Graphische Sammlung Albertina)

Natività e adorazione dei pastori

(1504-1505, Monaco, Staatliche Graphische Sammlung)

L'Adorazione dei Magi

(1501-1502, Vienna, Graphische Sammlung Albertina)

La fuga in Egitto

(1503, Vienna, Graphische Sammlung Albertina)

 

Altre xilografie attribuite allo stesso periodo

 

 

Catalogo – n. 26

Autoritratto

Iscrizione a sinistra data 1500 e monogramma, a destra Albertus Durerus Noricus/ipsum me proprijs sic effin./gebam coloribus aetatis/anno XXVIII

Tavola di tiglio cm 67x49

(1500, Monaco, Alte Pinakothek)

 

 

 

Ritratto di giovane uomo

 - attribuito -

 (1500, Monaco, Alte Pinakothek)

Leprotto 

(1502, Albertina Vienna)

 

 

 

Zolla erbosa

 (1503, Albertina Vienna)

 

Autoritratto nudo

Pennello e inchiostro (1505, Kunstammlung, Weimar)

 

 

Catalogo – n. 27

Ercole uccide gli uccelli di Stinfalo

Monogramma e data 1500 sulla pietra in basso a sinistra, di altra mano (?)

Tela cm 87x110

(1500, Norimberga, Germanisches Nationalmuseum)

 

 

Catalogo – n. 28

Altare Paumgartner

Iscrizione sul pilastro di sostegno della tettoia: monogramma

Olio su tavola di tiglio; tavola centrale cm 155x126; tavole laterali cm 151x61

Nel 1619 sono stati dipinti i Santi delle tavole laterali e i committenti della pala centrale; restaurati nel 1902-1903

(1500-1504 circa, Monaco, Alte Pinakothek)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Catalogo – n. 29

Madonna che allatta

Iscrizione in alto: monogramma e data 1503

Tavola di tiglio cm 14,5x18

(1503, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

 

Catalogo – n. 30

Testa di Maria

Iscrizione: monogramma e data 1503 0 1505

Acquerello su tela cm 25,5x21,5

(1503 o 1505, Parigi, Bibliothèque Nationale)

 

 

 

Catalogo – n. 31

Testa di fanciulla reclinata verso sinistra

Tela cm 23,1x17,9

(1503-1505 circa, Parigi Bibliothèque Nationale)

 

 

Catalogo – n. 32

Testa di fanciullo reclinata verso destra

Iscrizione in alto a sinistra: resti del monogramma

Tela cm 22,5x19,2

(1503-1505 circa, Parigi Bibliothèque Nationale)

 

 

 

 

Catalogo – n. 33

Morte di Crescentia Pirckheimer

Iscrizione: monogramma e data 1504

Pergamena, cm 15,4x 9,9

(1504, Brema, Kunsthalle)

 

Ricostruzione altare Jabach - Catalogo - n. 34

Non esistono documenti originali che possano testimoniare la composizione originale dell'Altare Jabach specie per quanto riguarda la tavola centrale. Di essa non ne esiste alcuna traccia. Si ipotizza che si possa trattare della rappresentazione di una Sant'Anna Metterza e ciò sembra verosimile in quanto non è pensabile che nella iconografia cristiana San Giuseppe e San Gioacchino possano essere rappresentati senza la Madonna e Sant'Anna.

 

Due sportelli (parte interna)  

I santi Giuseppe e Gioacchino

Iscrizione sul pomo del bastone di Giuseppe: monogramma

Tavola di tiglio, cm 96x54

I santi Simeone e Lazzaro (nella veste di Vescovo di Marsiglia)

Tavola di tiglio cm 97x55

(1504 circa, Monaco, Alte Pinakothek)

 

Due sportelli (parte esterna)

Giobbe schernito dalla moglie

Tavola di tiglio cm 96x51

Francoforte, Städelsches Kunstinstitut

 

Due suonatori

Tavola di tiglio cm 94x51

(Colonia, Wallraf-Richartz Museum

 

In questi primi anni del Cinquecento si maturò un'evoluzione stilistica verso composizioni più semplici e armoniche e si accentuò l’interesse per la prospettiva e la teoria delle proporzioni, riaccesa forse da nuovi contatti con Jacopo de’Barbari e dalla conoscenza dei disegni tecnici di Leonardo. Tale tendenza si manifesta sia nelle incisioni (Nemesis, Adamo ed Eva), che nei dipinti (Altare Paumgartner e Adorazione dei Magi) e nelle xilografie (Vita della Vergine).

Catalogo – n. 35

Adorazione dei Magi

Iscrizione sulla pietra in primo piano: monogramma e data 1504

Tavola cm 99x113,52

(1504, Firenze, Galleria degli Uffizi)

 

 

 

 

 

Catalogo – n. 36

Trittico

Tavola centrale

Salvator Mundi

Tavola di tiglio cm 58x47

(New York, Metropolitan Museum Collezione Friedsam)

Sportello laterale

Sant'Onofrio

Tavola cm 58x20

(Brema, Kunsthalle)

Sportello laterale

San Giovanni Battista

Tavola cm 58x60

(1505 circa, Brema, Kunsthalle - perduta dalla fine della seconda guerra mondiale)

 

 

 

Altare Paumgartner  

attribuito

particolare dell'Annunziata 

(1500-1504 circa, Monaco, Alte Pinakothek)  

 

Quando in un museo si decide di vedere le opere più importanti e soprattutto se si tratta di vedere opere di Albrecht Dürer la meraviglia e lo stupore prevalgono su tutte le sensazioni. Sicuramente, Dürer  fu uno dei più grandi maestri nel campo dell'acquaforte e della miniatura, la sua precisione la si può apprezzare in alcune sue opere sulla natura e non si può fare a meno di stupirsi della perfezione di questo cervo volante eseguito nel 1505.

Madonna Grassy - incisione

(1503, Cambridge, Fogg Art Museum)

Madonna con animali - disegno

data incerta

1505 - 1508

Il secondo viaggio in Italia. Nell’autunno del 1505, come già era avvenuto quindici anni prima, a causa di un’epidemia di peste  che gli ispirò uno dei suoi più drammatici disegni (La morte incoronata a cavallo, Londra British Museum), Dürer si allontanò da Norimberga e fece ritorno a Venezia. Questo secondo soggiorno fu di grande importanza per l’artista, soprattutto per l’affermazione della sua personalità umana e artistica. Durante questo soggiorno in Italia, Dürer tenne una sorta di diario, un "Schreibpüchle", che purtroppo è andato perduto; tuttavia una dettagliata cronistoria della sua attività si ricava dalle numerosissime lettere che egli scrisse all’amico Willibald Pirckheimer. Oltre all’importante commissione dei mercanti tedeschi della comunità tedesca di Venezia per la pala d’altare della Festa del Rosario, Dürer ne ebbe a Venezia molte altre, soprattutto di ritratti a personaggi italiani e tedeschi. Sappiamo che riuscì a vendere le sei opere che aveva portato con sé da Norimberga. Un’opera probabilmente non dipinta su commissione fu la Madonna del Lucherino, che da Venezia riportò con sé a Norimberga. Da Venezia Dürer si recò a Bologna accolto come un “secondo Apelle", mentre i probabili soggiorni dell’artista a Firenze e a Roma sono documentati dai suoi disegni ripresi dalle opere di Leonardo e dal riflesso nell’Altare Heller dell’impressione che aveva ricevuto dall’aver visto a Roma l’Incoronazione della Vergine di Raffaello. In ogni caso, sia a Firenze sia a Roma Dürer deve essersi trattenuto brevemente dato che le opere artistiche delle due città di cui si trova traccia nella sua pittura sono veramente poche. Del resto, il grande impulso che dettero Bramante, Raffaello e Michelangelo all’arte romana, ebbe inizio soltanto dopo la sua visita del 1506. Durante la sua assenza da Norimberga, la moglie Agnes e la madre Barbara hanno l’incarico di vendere xilografie e incisioni dell’artista, l’una alla Fiera di Francoforte, l’altra a Norimberga.  

 

 

 

Catalogo – n. 37

Ritratto di una giovane veneziana

Iscrizione in alto al centro: data 1505 e monogramma

0lio su tavola di abete rosso cm 32,5x24,5

(1505, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

 

 

 

 

Catalogo – n. 38

Ritratto di donna veneziana

Iscrizione in alto a sinistra: monogramma

Tavola di pioppo cm 28,5x21,5

(1506, Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie)

 

In questi ritratti sono evidenti gli influssi rinascimentali: la vigorosa e scultorea modellazione delle teste si allenta in più morbidi trapassi di piani e le forme, anziché spiccare dall’ambiente circostante, sono immerse nell’atmosfera con raffinata sensibilità chiaroscurale. Nella Festa del Rosario il suo lirico dinamismo é magistralmente armonizzato con lo splendore cromatico proprio della pittura veneta e con un’impostazione solenne e monumentale ispirata alle opere mature di Giovanni Bellini.  

  Catalogo – n. 39

Festa dei Rosario

Iscrizione sul foglio, in mano dell’artista, monogramma e scritta autografa: Exegit quinque mestri spatio Albertus Durer Germanus MDVI  

Tavola di pioppo cm 162x194,5

(Praga, Nàrodni Galerie)

 

 

 

 

Catalogo – n. 40

Burkhard von Speyer

Iscrizione monogramma e data 1506

(1506, Windsor Castle, collezione di S. M. la Regina d’Inghilterra)

 

Catalogo – n. 41

Ritratto di giovane

Iscrizione in alto monogramma e scritta: Albertus Dürer germanus faciebat post Virginis partum 1506

Tavola cm 50x40

(1506, Genova, Palazzo Rosso)

 

 

Catalogo – n. 42

Madonna del Lucherino

Iscrizione monogramma in un cartiglio sul tavolino a sinistra, autografa: Albertus Dürer  germanus faciebat post Virginis partum 1506

Tavola di pioppo cm 91x76

(1506, Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie)

 

 

 

 

Catalogo – n. 43

La disputa di Gesù con i dottori

Iscrizione sul segnalibro che sporge dal davanti a sinistra: monogramma e data 1506 (una volta si leggeva: F.Romae/opus quinque dier [um]

Tavola cm 65x80

(1506, Madrid, Museo Reina Sofia)

 

Durante la primavera del 1508,  Dürer ritorna a Norimberga, passando da Augusta. Assume come collaboratori di bottega prima Hans Suess di Kulmbach, poi Hans Baldung di Strasburgo e, infine, Hans Schäufeilen di Nördlingen. In questo periodo realizza le due bellissime tavole di Adamo ed Eva, tangibile e immediato riflesso degli studi sulle proporzioni del corpo umano, ma anche molte e importanti opere di grafica come la Vita della Vergine, una serie di stupende xilografie incise tra il 1500 ed il 1511. Dürer raccolse, fino alla sua morte, annotazioni e realizzò disegni per il suo trattato più famoso “Quattro libri sull’umana proporzione" (pubblicati postumi nel 1528).

 

Catalogo – n. 44

  Adamo e Eva

  Adamo

Tavola di pino silvestre cm 209x81

  Eva

  Iscrizione sulla tavoletta: Albertus Dürer alemanus/faciebat post Virginis/partum 1507; segue il monogramma

Tavola di pino silvestre cm 209x83

(1507, Madrid, Museo del Prado)

 

 

 

 

 

Catalogo – n. 45

 

Ritratto di giovane uomo

Iscrizione in alto a destra: data 1507

Olio su tavola di tiglio cm 35x29

(1507, Vienna Kunsthistorisches Museum)

 

Catalogo – n. 46

 

Ritratto di fanciulla

Iscrizione in alto a sinistra: monogramma e data 1507

Pergamena trasportata su tavola cm 30,4x30

(1507, Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie)

 

 

 

Catalogo – n. 47

  I Diecimila Martiri

Iscrizione sul foglio appesa ad un bastone che Dürer tiene in mano: firma  e data dell’iscrizione: Iste faciebat 1 año domini 1508 albert[us] dürer  aleman[us]

Tavola trasferita su tela cm 99x87 

Dalla Schlosskirche di Wittemberg. 

(1508, Vienna, Kunsthistorisches Museum) 

 

 

Catalogo – n. 48

  Altare Heller

  Elemento centrale

  Assunzione della Vergine e Incoronazione

Copia di Jobst Harrich, ca. 1614

Tagli nelle parti superiore e inferiore e ai lati

Iscrizione sulla tavola davanti all’autoritratto: ALBERTVS DVRER ALEMANVS FACIEBAT POST VIRGINIS PARTVM 1509

Monogramma

Tempera a olio cm 185x138

Dalla chiesa dei Domenicani a Francoforte. Francoforte sul Meno, Historisches Museum

1508-1509

  Sportelli, facciate interne

  Martirio di San Giacomo il Maggiore, apostolo

Tempera e olio su tavola di abete cm 148x61

  Martirio di Santa Caterina

Tempera e olio su tavola di abete cm 161x61

Francoforte sul Meno, Historisches Museum

Ritratti dei committenti Jakob Heller e Katharina von Melem

Tempera su tavola di abete cm 53x56

Francoforte sul Meno, Historisches Museum

  Sportelli, facciata esterna

  Due re dall’ Adorazione dei Magi

(lo sportello con la Madonna e il terzo re é andato perduto)

  San Pietro e San Paolo - San Tommaso d’Aquino e San Cristoforo

Monocromie (grigio su grigio), opere di bottega

Tempera su tavola di abete cm 96x60 

 

Madonna con l'iris - attribuita

(1508)

1509 - 1511

Dürer acquista una casa al Tiergätnertor, nota da allora come "Casa di Dürer". L’artista è eletto "Gennanter" nel Gran Consiglio della città.

 

 

Studio di mani che pregano (1508-1509, Vienna, Graphische Sammlung Albertina)

 

 

 

 

Catalogo – n. 49

Sacra famiglia

Iscrizione a sinistra in basso: monogramma e data ALBERTVS DVRER NOREMBERGENSIS/FACIEBAT POST/VIRGINIS PARTVM 1509

Tavola cm 30,5x38,7

(1509, Rotterdam , Museo Boymans-van Beuningen) 

 

In questo periodo Dürer rivolge i suoi interessi principalmente alla pittura, dipingendo pale d'altare come quella dell’Adorazione della SS. Trinità (1511); più tardi, invece, il maestro ritornò di preferenza all’incisione e allo stile vigoroso, incisivo, prevalentemente grafico del periodo anteriore il secondo soggiorno italiano.

 

Catalogo – n. 50

Adorazione della SS. Trinità

Iscrizione sulla tavola sorretta dall’autoritratto di Dürer  ALBERTVS DVRER NORICUS FACIEBAT ANNO A VIRGINIS PARTV[M] 1511 Monogramma

Tavola di tiglio cm 135x123,4

Dalla Cappella dedicata a tutti i Santi dello Zwölfrüderhaus (Casa dei Dodici Fratelli) di Norimberga

(1511, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

 

Catalogo – n. 51

Ritratto idealizzato di Carlomagno Imperatore

Tavola di tiglio cm 188x87,6 con la cornice cm 215x115,3

(circa 1511-1513, Norimberga, Germanisches Nationalmuseum)

 

  Catalogo – n. 52

Ritratto dell’Imperatore Sigismondo

Tavola di tiglio cm 187x87,5 con la cornice  cm 214,6x115 

(circa 1511-1513, Norimberga, Germanisches Nationalmuseum)