Albrecht  Dürer (Norimberga 1471 - 1528) 

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Le opere di Albrecht Dürer

Nell’approfondito catalogo completo del 1991 di Fedja Anzelewsky sono elencati  189 dipinti comprendenti anche quelli andati perduti, purché noti da copie o da documenti scritti. Le opere pittoriche attualmente certe, anche quando non interamente di sua mano, sono 76; ad esse vanno aggiunti più di mille disegni, circa trecentocinquanta xilografie e attorno a centotrenta fra incisioni e acqueforti. Questo significa che l’artista Dürer non va compreso e apprezzato soltanto attraverso la sua pittura. Non dimenticando un’altra parte importante della sua opera, che rappresenta un’espressione artistica del tutto eccezionale per la sua epoca: gli acquerelli, di cui circa sessanta sono quelli giunti fino a noi. Infine, se consideriamo i suoi numerosi trattati, in parte portati a termine ed altri solo iniziati, riusciremo ad afferrare in tutta la sua complessità, l’importanza di uno fra i più grandi maestri del suo tempo, accanto a Leonardo, Michelangelo e Raffaello. In Germania, inoltre, Dürer è una figura veramente eccezionale dato che nessun artista prima di lui non si era mai interessato dei problemi teorici dell’arte. Questa rassegna filatelica, certamente non esaustiva, tiene conto principalmente dei 76 dipinti di attribuzione certa e, quale corollario, sono stati inseriti tutti quei francobolli attinenti a Dürer quali le incisioni, gli acquerelli e quant’altro riguardi l’artista.

  L’uomo e l’artista

Dürer scoprì e adottò tecniche pittoriche nuove, come quella dell’acquarello, sviluppò e portò ai vertici della raffinatezza, da un punto di vista tecnico e compositivo, l'arte della grafica. Contemporaneamente, elaborò anche alcuni concetti  che artisti e studiosi italiani avevano proposto ed abbozzato: la costruzione geometrica delle lettere romane, la ricostruzione figurata, e in seguito elaborata, del cosiddetto "velo", una specie di reticolo destinato a cogliere con maggiore precisione la realtà delle cose, che Leon Battista ’Alberti aveva proposto e descritto, ma mai raffigurato.

Costruzione della lettera "A"

 

Monogramma con il quale l'artista ha firmato tutte le sue opere

 

"Il velo" costruzione da Leon Battista Alberti

 

Al di fuori dell’ambiente artistico, Dürer intrattenne anche stretti rapporti con gli umanisti, in particolare con Willibald Pirckheimer, amico di tutta la vita il quale avendo studiato sei anni in Italia, prima a Padova e poi a Pavia, lo introdusse nel mondo dei neoplatonici fiorentini. Dürer possedeva una ricca biblioteca, nella quale figuravano, fra le altre, anche opere come la “Hypnerotomachia Poliphili” e il “De Pictura” dell’Alberti: fu quindi artista e uomo di cultura universale. Contemporaneamente, grazie ai suoi modi da "grand seigneur", alla sua facilità di parola, al suo "charme" e al suo spirito nel condurre la conversazione, certamente si avvicinò assai alla figura ideale, postulata da Baldassarre Castiglione, del “cortigiano", che però - al contrario di molti artisti italiani del suo tempo - in realtà non lo divenne mai. Si può quindi forse concludere che, se Jakob Burckhardt affermerà che la caratteristica del Rinascimento fu la scoperta dell’universo e dell’uomo, Dürer più di ogni altro è degno di rappresentarne la personificazione.

  1471

ll 21 maggio nasce Albrecht Dürer, terzo di diciotto figli dell’orafo Dürer che si chiama anche Albrecht e di sua moglie Barbara Holper. La famiglia Dürer - allevatori di cavalli e di bovini - era originaria di Ajtosfalva in Ungheria; lo confermano il nome tedesco e lo stemma di famiglia: "Ajtos", in ungherese, significa "porta", e una porta aperta sta al centro dello stemma düreriano. “Porta" in tedesco è “Tür” e nella grafia antica "Thür". Thürer fu, infatti, il primo nome tedesco della famiglia che fu poi mutato in Dürer. Il padre era partito giovane da Gyula, dove la famiglia si era trasferita (il nonno già faceva l’orafo), ed aveva percorso a lungo la Germania e i Paesi Bassi, stabilendosi infine, ventottenne, a Norimberga nel 1455. Qui, era entrato nella bottega dell’orafo Hieronymus Holper di cui aveva sposato la figlia quindicenne Barbara, il 6 agosto 1467.

Stemma di famiglia di casa Dürer

 

1475

 Il Maestro orafo Albrecht acquista, dopo la morte del suocero, una casa-bottega vicino a quella di Michael Wolgemut e di altri notabili appartenenti alla élite culturale e artistica di Norimberga.

  1483

ll giovane Albrecht, terzo di diciotto figli, entra nella bottega del padre per compiere il triennio di apprendistato come orafo.

1486

Alla fine di questo periodo, invece di continuare il lavoro presso il padre, entra come apprendista nella bottega del famoso pittore Michael Wolgemut: come molti altri grandi artisti, egli fu perciò prima orafo e poi pittore. Nella bottega di Wolgemut si eseguivano prevalentemente polittici per altari, con tavole dipinte di grandi dimensioni e sculture. Vi si eseguivano però anche molte xilografie (xilografia o silografia: tecnica d ’incisione in cui si asportano dalla faccia piana di una tavoletta di legno le parti non costituenti il disegno; si ottiene così una forma di stampa), che erano poi stampate da Anton Koberger, padrino di battesimo di Dürer. Fu piuttosto il tirocinio nel campo della silografia a dare un’impronta decisiva alla formazione artistica di Albrecht.

Autoritratti a 13 anni. A sinistra è la copia da un manoscritto in quanto l'originale è andato perduto, mentre a destra  è un disegno a penna d'argento (Vienna, Albertina)

 

1490

 

 

Catalogo -  n. 1

Ritratto della madre Barbara Holper con il rosario.

Parte di un dittico (vedi cat. 2)

Olio su tavola, cm 47x 39 e a sinistra accorciato di circa cm 1

(1490, Norimberga, Germanisches Nationalmuseum)

 

Catalogo -  n. 2

Ritratto del padre Albrecht con il rosario

Parte di un dittico (vedi cat. 1)

Iscrizione: sul retro monogramma e data

Olio su tavola, cm 47x39

(1490, Firenze, Galleria degli Uffizi)

 

         Monogramma e data dei dipinti

Così come si legge nella cronaca famigliare, terminato anche questo periodo il diciannovenne Dürer volle allargare i propri orizzonti e il giorno 11 di aprile, si mise in cammino, "auf Wanderschaft", (“on the road” si direbbe ai giorni nostri) secondo l’usanza degli apprendisti artigiani. A quell’epoca i cosiddetti "Wanderjahre" (anni passati girovagando) erano in Germania il tirocinio "itinerante" di ogni buon artigiano e, quindi, anche di un artista che, come nella Germania dell’epoca di Dürer, della classe degli artigiani faceva parte; il "Lehrling" (apprendista) passava a "Geselle" (lavorante) per poi diventare "Meister", vale a dire maestro e perciò titolare di una bottega. Così fece dunque anche Dürer, mettendosi in cammino lungo l’alto corso del Reno facendo tappa a Colmar, nella bottega di Martin Schongauer, stimato pittore ed incisore tedesco dell’epoca che,nel frattempo, era morto da poco. Al suo arrivo tuttavia i fratelli permisero al giovane Albrecht di accedere alle sue opere e ai suoi disegni. Proseguì quindi fino a Basilea, dove arrivò nel 1492, e qui poté mettere a frutto la sua esperienza di silografo, collaborando con illustrazioni all’edizione del "Narrenschift" (stultifera navis) di Sebastian Brant e quella delle Commedie di Terenzio e al "Ritter von Turm". Dopo una tappa a Strasburgo, dove dipinse un Autoritratto con la raffigurazione di se stesso a ventidue anni - dipinto che rappresenta, a parte forse esempi di Jan Van Eyck e di Leon Battista Alberti, il primo e anche più significativo autoritratto "autonomo" (vale a dire un’effigie fine a se stessa e non in un contesto dell’arte europea) - fece ritorno a Norimberga. La sua assenza da casa era durata quattro anni.

 

Catalogo -  n. 3

Tavola votiva per un fanciullo annegato.

Tavola di abete rosso, cm 42x52

(1493, Kreuzlingen, Svizzera, Collezione Kisters)

Catalogo - n. 4

Adorazione dei Magi

Tempera su tavola d'abete, cm 75,5 x 169,5

(1493 circa Basilea, Kunstmuseum)

 

 

Catalogo - n. 5

Cristo nel sepolcro con i simboli della passione

Tavola d'abete, cm 30 x18,5

(1493 circa, Karlsruhe, Staatliche Kunsthalle)

Catalogo - n. 6

Gesù Bambino con il globo terrestre - Iscrizione in alto : sigla A e data 1493

Pergamena cm 11,8x9,3

(1493, Vienna, Albertina, Graphische Sammlung)

 

Catalogo - n. 7

Autoritratto

Iscrizione sopra la testa: My sach die gat/Als oben schtat 1493

Pergamena trasportata su tela, cm 56,5x44,5

(Parigi, Louvre)

 

 

1494

Nel mese di maggio ritorna a Norimberga, dove il 12 luglio gli danno in sposa Agnes Frey. Scoppia la peste; ad ottobre Dürer parte e passando  prima da Augusta,  Innsbruck e Trento, arriva a Venezia. Qui scoprì un mondo nuovo: il RINASCIMENTO che gli apparve subito come un movimento totale, in grado di rinnovare sia l’arte che il pensiero contemporanei; cercò dunque di coglierne tutti gli aspetti. Durante i viaggi di andata e ritorno, Dürer dipinse numerosi bellissimi acquerelli con motivi paesaggistici ed architettonici. A Venezia dipinse immagini di devozione ed eseguì copie da alcune incisioni di Mantegna e di Pollaiolo. Intanto, osservava attentamente tutto ciò che lo circondava, uomini, animali e cose; lo testimoniano, oltre ai ritratti, i disegni degli abiti delle dame veneziane, i costumi di personaggi turchi ed il famoso Granchio di mare (eriphia spinifrons).Gli acquerelli, grazie alla particolare tecnica adottata (prima di Dürer soltanto un tale Wolfgang Katzheimer il Vecchio nelle sue "vedute" di Bamberga) e per la loro alta esecuzione, possono essere considerate fra le opere più belle create dall'artista.

Veduta del Castello di Trento (1495, British Museum Londra)

 

Vista di Arco (1495, Parigi, Louvre)

 

Eriphia spinifrons

Acquerello su carta (Rotterdam, Museum Boymans-van Beuningen )

 

Catalogo – n. 8

Madonna col Bambino

Tavola cm 47x36 con tagli a destra e a sinistra

(1494-1495, Parma, Fondazione Magnani-Rocca)

 

1495 - 1505

In primavera Dürer ritorna a Norimberga e impianta una bottega propria. La sua attività si concentrò all’inizio sulla redditizia produzione di xilografie, dedicate anche all’illustrazione d’interi cicli, come quello della Grande Passione e quello dell’Apocalisse, e di un gran numero d’incisioni (Quattro streghe). ln quegli anni incominciò il rapporto con Federico il Saggio, che nel futuro corso della sua vita gli assicurò non poche commissioni. E non mancarono lavori di altro tipo, quali ritratti, immagini di devozione e pale d’altare, in cui spesso si rivela come avesse fatto tesoro dell’esperienza veneziana (vedi La Madonna Haller , cat. 14). Hanno inoltre inizio i suoi studi teorici, specialmente sulle proporzioni del corpo umano, studi che ebbero grande influenza sulla sua opera. Di tanto in tanto, poi, ritraeva se stesso, quasi a testimoniare quanto si affinassero, con il tempo, la sua abilità e sensibilità fino ad arrivare al famoso Autoritratto del 1500 (cat. 26).  

 

Quattro streghe - Incisione

(1497 - Germanische Nationalmuseum, Norimberga)

 

Tre contadini in conversazione -  Incisione

(1497, Metropolitan Museum of Art, New York)

 

 

Incisioni - circa 1497-1498

 

Sacra famiglia con tre lepri - xilografia (1498, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe)

 

 

 

Madonna con la scimmia - Incisione (1498, Berlino, Staatliche Museum)

 

 

Catalogo – n. 9

San Girolamo penitente

Tavola di betulla cm 23,1x17,4

(Collezione Lt. Col. Sir Edmund Bacon, Revening Hall, Norwick, Norfolk ora in prestito a Cambridge, Fitzwilliam Museum)

 

 

Catalogo – n. 10

Madonna col bambino davanti ad un paesaggio

Tavola di pioppo cm 89x74

(1495 circa, Schweinfürt, Germania, collezione W. Schäfer)

 

Catalogo – n. 11

Federico il Saggio di Sassonia

Iscrizione in basso a sinistra: monogramma (aggiunta posteriore?)

Tempera su tela cm 76x57

(1496 circa, Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie)

 

 

 

Catalogo – n. 12

Sacra famiglia

Pergamena cm 16x11,2

(1496 circa, Rotterdam , Museo Boymans-van Beuningen)

 

Catalogo – n. 13

Altare di Dresda

Tela cm 114x45

(1496 circa, Dresda, Gemäldegalerie proveniente dalla Schosskirche di Wittemberg)

L’altare di Dresda è un trittico composto da un pannello centrale con una Madonna adorante il Bambino e due pannelli laterali con un Sant’Antonio e un San Sebastiano; mentre i due Santi sono considerati soprattutto opera di bottega, nell’ Adorazione si è notata un’atmosfera sospesa di vita e di morte, apparendo il sonno profondo del Bambino, che pare veramente un sonno di morte, un compendio fra il gaudio per la nascita del Redentore e il compianto della Pietà.

 

 

Sant'Antonio

San Sebastiano

 

Catalogo – n. 14

Madonna con il Bambino - Madonna Haller

Tempera e olio su tavola di tiglio cm 53x41

(1496-1498, Washington , National Gallery of Art)

Lato anteriore della tavola

Non è stato ancora chiarito definitivamente il collegamento fra la rappresentazione della Madonna col Bambino sul lato anteriore della tavola e quella della scena sul retro, La fuga da Sodoma di Lot e delle figlie. Alcuni critici sono portati a pensare ad una interpretazione dello " speculus humanæ salvationis".

Catalogo - n.14

La fuga da Sodoma di Lot e delle figlie

Lato posteriore della tavola

 

 

Catalogo – n. 15

Ritratto del padre

Parte di un dittico insieme al n. 19 del catalogo

Iscrizione in alto, di un’altra mano: 1497 ALBRECHT THURER DER ELTER UND ALT 70 JOR

Olio su tavola di tiglio cm 51x40

(1497, Londra, National Gallery)

 

Catalogo – n. 16

Ritratto di una giovane Fürleger con i capelli sciolti

Iscrizione in alto a sinistra: monogramma di altra mano e data 1497

Tela cm 56x43

(1497, Francoforte, Städelsches Kunstinstitut)

 

 

 

Catalogo – n. 17

Ritratto di una giovane Fürleger con i capelli acconciati

Iscrizione sul cartellino non é più leggibile. Nell’ incisione di Wenzel Hollar e in una copia esistente a Lipsia  si legge: Also pin ich gestalt/In achzehe jor altt/1497 

Tela cm 56,5x42,5 

(1497, Berlino, Staatliche Museen)

 

 

Catalogo – n. 18

Ritratto virile

Pergamena su tavola cm 24,2x20

(1497-1498, Kreuzingen, Svizzera, collezione Kisters)

 

 

Catalogo – n. 19

Autoritratto

Iscrizione: Das malt ich nach meiner gestalt/ich was sex und zwanzig jor alt/Albrecht Dürer. Segue il monogramma. Data 1498 sotto al davanzale della finestra.

Tavola cm 52x4

(1498, Madrid, Museo del Prado)

 

 

1498

Esce la serie di quindici xilografie sull’Apocalisse, uno dei temi più amati che rappresentano l’aspetto più tetro e visionario della sua opera; queste xilografie mostrano una crescente maestria nella tecnica dell’incisione, la conoscenza delle proporzioni umane basata sugli scritti di Vitruvio e l’estrema abilità ad inserire l più piccoli dettagli naturali in rappresentazioni verosimili della realtà. Apocalypsis cum flguris è una delle opere più alte del ciclo nato da una profonda esperienza religiosa negli anni che precedettero in Germania lo scoppio della Riforma. Sempre nello stesso anno si segnalano due famose incisioni Ercole e Il sogno del dottore.

 

 

Catalogo – n. 20

Hans Tucher

Parte sinistra di un dittico che comprende anche il ritratto della moglie Felicitas (catalogo n. 21)

Iscrizione in alto a sinistra di altra mano: HANS TUCHER 42 jerig 1499

Olio su tavola cm 28x24

(1499, Weimar Schlossmuseum)

 

 

Catalogo – n. 21

Felicitas Tucher, nata Rieter 

Iscrizione in alto a destra di altra mano: FELITZ, HANS, TUCHERIN, 33 JOR .ALT..SALUS 1499

Olio su tavola cm 28x24 

(1499, Weimar Schlossmuseum)

 

  Catalogo – n. 22

Elsbeth Tucher, nata Pusch

Parte di un dittico comprendente anche il ritratto del consorte Niclas, cioè Nikolaus (perduto)

Iscrizione in alto a destra (?) ELSPET. NICLAS. TUCHERIN. 26 ALT. 1499

Monogramma sopra la mano

Olio su tavola di tiglio cm 29x23

(1499, Kassel Staatliche Kunstsammlungen


Sono state "attribuite" a Dürer alcune Pale d'altare eseguite intono al 1499-1500 come la: Mater dolorosa (Monaco, Alte Pinakothek).

 

Mater dolorosa (attribuita)

1496-1497

(Monaco, Alte Pinakothek)

I pannelli laterali sono presso la Gemälderie di Dresda)

Pannello laterale della Mater dolorosa

La fuga in Egitto

(Gemälderie di Dresda)

 

 

Catalogo – n. 23

Ritratto di Oswolt Krel 

Iscrizione in alto a destra, di altra mano (?) OSWOLT KREL 1499 

Olio su tavola di tiglio cm 49,6x39 - gli sportelli cm 49,3x15,9 e 49,7x15,7 

(1499, Monaco, Alte Pinakothek) 

 

 

 

Catalogo – n. 24

Ritratto di San Sebastiano con la freccia 

Tavola, cm 52x40

(1499, Bergamo, Accademia Carrara)   

 

Catalogo – n. 25

Compianto sul Cristo morto

Commissionato da Albrecht Glimm, orafo, per la Predigerkirche di Norimberga (circa 1500)

Olio su tavola di conifera cm 151x121

 


Alcune opere, xilografie, bulini, incisioni, realizzate verso la fine del secolo XV