Konrad von Soest (attivo tra il 1394 e il 1422)


Nato presumibilmente a Soest (Vestfalia), esercitò la sua attività quasi esclusivamente a Dortmund dove la sua presenza è documentata dal 1394 al 1422. E' considerato il maggior rappresentante del gusto gotico internazionale in Vestfalia.

La nascita di Gesù.

Dettaglio della pala dell'altare di Wildungen


Hans Meltscher (Reichenhofen, Algovia 1400 circa - Ulma 1467


Scultore e pittore entrato in contatto, nel corso di un viaggio di studio, con i maggiori centri artistici della Fiandra e di Borgogna, mostrandosi particolarmente sensibile alla suggestione della pittura fiamminga, innestando su di un linguaggio ancora fondamentalmente tardogotico elementi propri di quella tradizione. Caratteristica è la sua tendenza a rendere i particolari con cura amorosa e intensa vivacità realistica. Tra le sue opere da citare: gli sportelli dell’altare di Wurzach con Storie di Maria e Storie della Passione (Berlino, Staatliche Museen).

La Resurrezione

(particolare altare di Wurzach)


Stefan Lochner

(Meersburg, Lago di Costanza 1410 circa - Colonia 1451)


Fu il più originale dei pittori renani nella prima metà del XV secolo. Dal 1440 operò soprattutto a Colonia dove morì di peste nel 1451. L’opera più importante dell’artista è l’altare dei Santi Patroni dipinto nel 1448 circa per la cappella del Municipio di Colonia e trasportato nel Duomo nel 1810. Incaricato di esaltare i patroni di Colonia, il Lochner dipinse sul prezioso fondo d’oro della tavola centrale, che si lega in unità di spazio con le ali, L’Adorazione dei Re Magi (tema graditissimo alla città renana da quando vi erano state trasportate da Milano le ossa dei Magi); sulle parti interne delle ali sant’Orsola e il suo seguito, san Gerone e i suoi compagni, figure plastiche e vere descritte minuziosamente in tutto lo splendore del loro abbigliamento, stagliatisi su un fondo irreale. Nelle parti esterne delle ali è raffigurata l’Annunciazione: colori smaterializzati, espressione di un mondo trascendente per cui, pur nella differenza dei mezzi, è possibile un paragone con la pittura dell’Angelico.

L'adorazione dei Magi (Duomo di Colonia)


Martin Schonghauer

(Colmar, Alsazia 1450 circa - Brelsach, Friburgo 1491)


Ritratto

Pittore e incisore. Decisivi per ll suo sviluppo furono la conoscenza dell’arte di R. Van der Weyden e,  in misura minore, di T. Bouts e di Hugo Van der Goes. Della sua opera pittorica, celebrata a quei tempi e nei secoli posteriori, sono rimasti pochi originali. Tra questi l’opera più importante è la  grande tavola raffigurante Maria nel Roseto (1473) nella cattedrale di Saint-Martin a Colmar.  Autografe sono anche alcune piccole tavole, mentre l’ultima opera sono i monumentali affreschi del  Giudizio Universale, nella cattedrale dl Brelsach (1489-1491), scoperti nel 1931. Molto importante l’attività grafica: restano 53 disegni originali e 15 incisioni su rame, d’eccezionale vigore espressivo,  che profondamente influenzarono il giovane Dürer. La pittura di Schongauer si distacca dallo stile  tardogotlco tedesco per attingere a una compostezza severa, tendente a un ideale dl bellezza.  

L'Arcangelo Michele

 

 

Natività (1475-1480, Berlino, Gemäldegalerie)

 

 

Sacra Famiglia 

(1475-1480, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

Annunciazione (Colmar, Museo d'Unterlinden)


Conrad Witz  (Rottweil, Württemberg - Basilea prima del 1446) 


Iscritto dal 1434 alla corporazione dei pittori di Basilea; nello stesso anno dipinse il polittico  illustrante lo Speculum humanae Salvationis, di cui si conservano dodici tavole divise tra il  Kunstmuseum di Berna, gli Staatliche Museen di Berlino e il Museo di Belle Arti di Digione. In quest’opera Witz mostra rapporti con la pittura franco-fiamminga e con lo stile dei maestri borgognoni. Nelle poche opere certe, la personalità di Witz appare ben caratterizzata da una volontà di sintesi spaziale e volumetrica e, in questo senso, l’opera dell’artista è fondamentale per il passaggio dell’arte tedesca dal Gotico al Rinascimento.  

 

 

1443-1444 Frammenti dell' altare di Pietro della Cattedrale di Ginevra, ora nel museo d' Arte e Storia


Bartholomäus Zeitblom (Nördiingen 1455/1460 - Ulma 1518/1523)


Fonda un’attiva bottega a Ulm dove esegue soprattutto ritratti e soggetti religiosi fra cui sedici tavole con le storie della Vergine. Nel 1494 firma i pannelli laterali di una grande pala d’altare per il monastero di Blaubeuren. Risale al 1496 la pala dell’altare maggiore della cattedrale di Gaildorf, coeva alla tavola raffigurante due angeli, oggi a Berlino. Verso il 1500 entra a far parte della scuola di Colmar e realizza la tavola con le Sante Margherita e Orsola (Monaco, Alte Pinakothek). Quattro dipinti con la storia di Valentiniano (Pinacoteca di Amburgo) vengono eseguiti per la chiesa dei domenicani di Santa Caterina a Ulm. Risalgono, infine al 1511 le Storie della Vergine dell’altare dell’Ostensione di Adelberg.

Sante Margherita e Orsola (Monaco, Alte Pinakothek


Pleydenwurff Hans (attivo a Norimberga dal 1456 al 1472)


Giunto a Norimberga da Bamberga, vi introdusse la tecnica fiamminga, derivata da Roger Van der Weyden, e una tendenza chiaramente  naturalistica, evidente soprattutto nei ritratti (Conte Löwenstein, 1456 e Canonico Schönbom, 1470 circa, Norimberga Germanisches Nationalmuseum); tale concezione ritrattistica passerà, attraverso il suo allievo Wolgemut, al Dürer. Notevoli sono le sue composizioni sacre anch’esse derivate dai fiamminghi nella netta articolazione dei volumi, nella chiarezza compositiva e nella calibratura dei colori.

Resurrezione (Monaco, Alte Pinakothek)


Hans Holbein  il  Vecchio  (Augusta 1460-1465 - Isenheim, Alsazia, 1524)


La sua conoscenza della pittura dell’Alto Reno e delle incisioni di Schongauer ha fatto pensare a un  apprendistato ad Augusta o a Ulma: le suggestioni di maestri fiamminghi soprattutto di Roger Van der Weyden, suggeriscono l’ipotesi di un viaggio giovanile nei Paesi Bassi. Nel 1500-1501 Hans, con la collaborazione del fratello Sigmund, lavorò per i Domenicani di Francoforte sul Meno (Albero genealogico dei Domenicani e Passione di Cristo, Francoforte, Istituto d’Arte Städel). Negli ultimi anni sembra che abbia lavorato con il figlio Hans il Giovane, in quanto un gruppo di opere, dal 1517 in poi, sono di collaborazione. Il percorso stilistico di Hans il Vecchio lo mostra artista aggiornato, sensibile oltre che alle novità fiamminghe, alle conquiste del Rinascimento italiano. Le varie suggestioni sono tuttavia sempre tradotte in un linguaggio originale, fondamentalmente gotico, basato sul principio compositivo bidimensionale che determina la sua personalissima concezione pittorica dello spazio. La fama di ritrattista di Holbein il Vecchio è fondata sui delicati disegni a punta d’argento  (Ambrogio e Hans Holbein, Museo di Stato di Berlino) che per il loro realismo tipico e per l’acutezza dell’osservazione  costituiscono i veri precedenti della grande ritrattistica di Holbein il Giovane. Solo recentemente è stata valorizzata l’attività del pittore come disegnatore di vetrate per chiese della Svezia, della Baviera e del Tirolo.

Autoritratto


Lucas Cranach  “il Vecchio” (Kronach 1472 - Weimar 1553)


 

Pittore rinascimentale famoso per i ritratti e i nudi femminili. E’ probabile che Cranach fosse allievo del padre. Dal 1501 al 1504 visse alla corte di Vienna e a quegli anni risalgono il Ritratto del dottor Reuss (Germanisches Museum, Norimberga) e una Crocifissione (1503, Alte Pinakothek, Monaco). Nelle opere di quel periodo, liriche e animate da sfondi con paesaggi, si avverte l’influenza di Albrecht Dürer. Nel 1505 Cranach fu nominato pittore di corte dal principe elettore di Sassonia e dai  duchi di Wirtemberg, carica che mantenne fino al 1550. Per i suoi mecenati dipinse scene bibliche e mitologiche con nudi sensuali e decorativi, elemento nuovo nella pittura tedesca. Queste opere comprendono versioni aventi per oggetto Adamo ed Eva, il Giudizio di Paride (1529, Metropolitan  Museum of Art, New York) e Venere e Amore (1531, Musées Royaux des Beaux-Arts, Bruxelles). Cranach fu amico di Martin Lutero e la sua arte riflette lo spirito e l’atmosfera della Riforma: molti dei suoi ritratti, xilografie e incisioni erano strumenti di propaganda della causa protestante. I ritratti  dei riformatori, tra cui numerose versioni di Lutero e del Duca Enrico di Sassonia (1514, Gemäldegalerie, Dresda), sono caratterizzati da un disegno sobrio e meticoloso. Dei figli, solo LUCAS il Giovane (1515-1586), suo allievo e assistente, si distinse come artista.

Ritratto di Johann Scheryng (152, Museo reale delle Belle Arti del Belgio)

 

Vergine e Bambino sotto un melo

(1520-1530, Ermitage, Sanpietroburgo)

Serie emessa nel 1972 dalla Repubblica della Guinea Equatoriale per i 500 anni dalla nascita dell'artista

Vergine col grappolo d'uva (Alte Pinakothek, Monaco)

 

Vergine con Bambino (1518, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe)

 

San Cristoforo (Museo di Innsbruck)

 

 

Ritratto di Martin Lutero

Ritratto del Principe di Sassonia

(1517, National Gallery of Art, Washington)

 

 

Compianto sotto la Croce 

(Monaco, Alte Pinakothek)

 

Fidanzamento di Santa Caterina d'Alessandria

(1516, Szepmuveseti Muzeum, Budapest)

Vergine con Bambino 

(Museo di Innsbruck)

 

 

Giuditta e la testa di Oloferne

(1530, Kunsthistorisches Museum, Vienna)

Lucrezia  (1533, Gemälderie, Berlino)

 

 

Apollo e Diana (1526)

Lucrezia (1524, Monaco, Alte Pinakothek)

 

Venere e Amore (Museo Nazionale di Romania)

a destra "prima" del restauro e a sinistra "dopo" il restauro

 

 

Adamo e Eva (1528, Firenze, Uffizi)

Adamo e Eva (1531, Staatliche Museum di Berlino)

 

 

Ritratto di Dama (1526, Ermitage, Sanpietroburgo)


Mathias Grünewald  (Wurzburg tra il 1475 e il 1483 - Halle 1528)  


Pseudonimo di Mathis Nithardt o Gothardt. Educatosi a Strasburgo, conobbe opere della scuola sveva  e di Dürer, ma oppose al prevalente umanesimo di quest’ultimo una più intensa adesione al  misticismo medievale e all’espressionismo tardogotico. Divenuto pittore di corte dell’arcivescovo di Magonza nel 1508, seguì probabilmente il suo mecenate a Seligenstadt, Wurzburg e Aschaffenburg, dedicandosi anche a lavori d’ingegneria, come nel periodo trascorso a Magdeburgo e a Halle, dove fu costretto a rifugiarsi dopo aver aderito al movimento luterano e aver partecipato alla rivolta dei, contadini. Visse tragicamente la crisi religiosa della Germania, esprimendone il travaglio spirituale nelle forme tormentate e nel colore fantasticamente cangiante dei suoi dipinti: Cristo deriso (1503, Monaco di Baviera, Pinacoteca), Crocifissione (Basilea, Offentliche Kunstsammlung). Suo capolavoro è il Polittico di Isenheim (1512-1515, Colmar, Museo d’Unterlinden), dipinto per la chiesa della prioria dl Sant’Antonio di lsenheim, l’unico pervenuto completo tra i molti da lui dipinti. Il Polittico è composto di due pannelli fissi e di quattro mobili, con scene della vita di Cristo e di Sant’Antonio, tra i quali non esiste, tuttavia, un principio d’interdipendenza che offra una visione unitaria dell’insieme: le singole figure, infatti, evidenziate da una forte mimica espressiva, sono sbalzate dal fondo con estrema audacia e immediatezza.  

Polittico di Isenheim - Prima facciata

Polittico di Isenheim - Seconda facciata

 

alcuni dettagli della seconda facciata del Polittico di Isenheim

 

Cristo deriso (1505, Monaco, Alte Pinakothek)

 


Maestro dell'altare Aachener ( circa 1485 - 1520)


Artista così chiamato dopo aver realizzato la grande pala d'altare della Passione (circa 1510) dipinta per la chiesa del Carmine a Colonia. Il pannello centrale raffigura la Crocifissione con uno spettacolare paesaggio sullo sfondo sotto un cielo drammatico. Sui lati interni si ammira un Ecce Homo a destra e a sinistra una Lamentazione. Altri eventi della Passione figurano a centro-terra. I volti fortemente caratterizzati, animali, piante, elementi del paesaggio e l'architettura tendono a creare una sensazione di narrativa. I colori sono molto ricchi di contrasto e di tono che sottolineano lo stile audace della pittura.

 

Musiche angeliche allietano la Madonna e il Bambino (particolare)


Albrecht Altdorfer (Ratisbona 1480 circa - 1538)


E’ il maggiore esponente della scuola danubiana e uno dei più notevoli e versatili artisti del  Rinascimento tedesco: pittore, disegnatore, incisore, architetto comunale di Ratisbona. I suoi dipinti danno larga parte al paesaggio, sempre liricamente trasfigurato. ll suo linguaggio pittorico si afferma nella Famiglia dei satiri (1507, Musei dl Berlino), la Crocifissione (Museo di Kassel e a Berlino) e nelle xilografie del Peccato originale e della Redenzione del genere umano. Ma le più alte qualità del pittore eccellono nell’Adorazione dei Magi di Francoforte e nella Battaglia di Alessandro del 1529 (Alte Pinakothek, Monaco) considerata il suo capolavoro. Anche i disegni (Musei di Budapest e di Berlino), quasi tutti  carta colorata, esprimono con il limpido segno e finissime lumeggiature a tempera una visione cosmica. 

 

Paesaggio (acquaforte)

La nascita della Vergine 

(1525, Alte Pinakothek, Monaco)

 

 

Adorazione dei Magi

(1530-1535, Städelsches Kunstinstitut, Francoforte s.M.)


Bartholomäus (o Barthel) Bruyn, il Vecchio (Wesel 1493 - Colonia 1555)


Discepolo di Joos Van Cleve e dei romanisti olandesi, può essere considerato l’ultimo grande  rappresentante della scuola di Colonia. Si  ricordano le pale per le chiese di Essen e di Xanten e numerosi ritratti di borghesi e magistrati (Johann von Aich e sua moglie, Pinacoteca di Monaco di Baviera; Arnold von Brauweiler. 1537, Museo di Colonia; Philip Gail, la moglie e i figli, 1545, Louvre).

Suo figlio, Bartholomäus, il Giovane (1530 circa - 1608 circa), si distinte, pure a Colonia, come  ritrattista. 

 


Hans Baldung detto Grien (Schwäbisch 1484 circa - Strasburgo 1545) 


Autoritratto

Si formò in Alsazia sotto l’influenza di Schongauer e fu in seguito a Norimberga nella bottega di Dürer (1502-1508). Dopo un soggiorno a Friburgo nella cui cattedrale è conservata la sua massima opera, la pala d’altare che comprende L’incoronazione della Vergine (1516), si stabilì a Strasburgo. Lo stile di Baldung, benché improntato al realismo, comprende elementi fantasiosi e personali e sue diverse scene religiose sono immerse in una luce strana e irreale. In una serie di opere allegoriche e mitologiche, inquietanti e spesso erotiche, si rivelano notevoli doti di colorista e gusto per soggetti fantastici. 

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Adorazione dei Magi (1507, Berlino, Staatliche Museen)

 

 

Presepio (1520,  Monaco, Alte Pinakothek)

Ritratto del conte Filippo (1517, Monaco, Alte Pinakothek)

 

 

Allegoria della musica 

(1529, Monaco, Alte Pinakothek)

Allegoria della Vanità

(1529, Monaco, Alte Pinakothek)

 


Hans Holbein il Giovane (Augusta 1497 circa - Londra 1543)


Autoritratto (1542)

Uno dei più grandi maestri rinascimentali del ritratto: dopo aver studiato pittura con il padre Hans  Holbein "il Vecchio", apprezzato ritrattista di tradizione fiamminga, nel 1515 si stabilì a Basilea, dove  si dedicò all’illustrazione di libri, tra quali L’elogio della follia di Erasmo da Rotterdam. Durante un viaggio in Italia, nel 1518, rimase affascinato dalle opere del Mantegna e di Leonardo da Vinci, la cui  influenza si avverte nella composizione, nella plasticità e nella ricchezza cromatica che caratterizzano  il Ritratto di Erasmo da Rotterdam (1523, Louvre), il Cristo morto (Kunstmuseum, Basilea) e la pala d’altare Madonna del  Borgomastro Meyer di Darmstadt (151 9-1526). Tra il 1523 e il 1526 realizzò anche 51 disegni con le allegorie medievali della danza macabra e una  serie d’incisioni per la traduzione tedesca della Bibbia per opera di Martin Lutero. Lo spirito della Riforma tuttavia non incoraggiava il mecenatismo, pertanto nel 1526 l’artista si trasferì in Inghilterra, dove ritrasse i grandi umanisti dell’epoca. Tornato a Basilea nel 1528, fu incaricato di aggiungere nuovi affreschi alla serie della Giustizia che aveva realizzato tra il 1521 e il 1522 per la sala del Gran Consiglio e oggi in gran parte perduti. Nel 1532 Holbein si stabilì definitivamente in Inghilterra dove, conquistata la fama con il ritratto dello  statista Cromwell, nel 1536 fu nominato pittore di Corte da Enrico Vlll. Fra i ritratti, caratterizzati da grande realismo, cura dei minimi dettagli e precisa resa psicologica dei soggetti, i più significativi  sono quelli del sovrano (1539-1540, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Roma) e della sua terza moglie Jane Seymour (1536-1537, Kunsthistorisches Museum, Vienna), quelli di Charles de Solier, sieur de Morette (1534-1535, Gemäldegalerie, Dresda) e di Sir Richard Southwell (1536, Uffizi, Firenze), nonché il doppio ritratto degli Ambasciatori Jean de Dinteville e Georges de Selve (1533, National  Gallery, Londra).

 

George Gisze

(1532, Berlino, Gemäldegalerie, Staatliche Museen)

 

Madonna di Solothurn (1522)

 

Ritratto di giovane (Sanpietroburgo, Ermitage)

 

I ritratti di Enrico VIII e delle mogli

 

Caterina d'Aragona
Anna Bolena
Jane Seymour
Anna di Cleves
Caterina Howard
Caterina Parr

 


Christofh Amberger (1500 circa - Augusta 1561)


Autore di ritratti notevoli per l’incisività del segno; assai apprezzato quello del geografo Münster (1532) al Museo di Berlino.

Ritratto di C. Fugger (1541, Monaco, Alte Pinakothek)

 


Lucas Cranach, il Giovane (Wittenberg 1515 - 1586)


Figlio di Lucas Cranach il Vecchio, del quale imitò la maniera, collaborando prima e proseguendo successivamente l'attività di bottega del padre Gli intenti manieristici, già nel gusto goticheggiante, sono evidenti nella ricercatezza delle proporzioni delle gracili figure e dei rapporti  spaziali.

Ritratto di Philipp Melanchthon (Melantone)

 

 

Ritratto di Elisabeth Margarethe von Ansbach-Bayeruth

Venere e Cupido (1540, Monaco, Alte Pinakothek)

 


Hans von Aachen (Colonia 1552 - Praga 1615)


Autoritratto

Rappresentante del manierismo tedesco, si formò in Italia, ove visse dal 1574 al 1588. Pittore di corte di Rodolfo II a Praga, dipinse ritratti e quadri mitologici ispirandosi ai grandi esempi italiani: Giove e Antiope (Vienna, Kunsthistorisches Museum), Trionfo della Verità (Monaco, Pinacoteca).

 

Trionfo della verità

Le tre grazie