Robert Campin (Maestro di Flémalle o Mérode)

Valenciennes 1378 circa - Tournai 1444


Personalità anonima di singolare interesse che gli studiosi tendono oggi a considerare come il vero fondatore della  scuola fiamminga. Con lui viene ormai generalmente identificato il Maestro di Flémalle, attivo nelle Fiandre ai primi decenni del XV secolo. È riconosciuto, insieme a Jan van Eyck, come capostipite della nascente pittura fiamminga quando con il suo intenso realismo si distaccò dall'arte idealizzata e sognante del tardo gotico nella pittura nel Nord. Le notizie biografiche su Robert Campin sono molto limitate e frammentarie, in accordo col fatto che le opere attribuite all’ignoto pittore Maestro di Flémalle non sono state né datate né firmate. Nacque in una località non  ben definita delle Fiandre, probabilmente a Valenciennes. Si rilevano tracce della sua presenza nella città belga di Tournai,nel 1406, dove fondò una scuola di pittura che sarebbe diventata fucina di notevoli talenti. In questa città si svolse gran parte della sua vita. Nel 1423 i rappresentanti delle corporazioni artigiane di Tournai si dotarono di un proprio statuto e negli anni successivi Campin entrò nel Consiglio comunale come rappresentante del “quarto stato”. Probabilmente già verso il 1420 aveva iniziato l’esecuzione del Trittico di Flémalle una località nel dintorni di Liegi. Intanto alla sua bottega si stavano formando molti pittori, tra i quali Jacques Daret e Rogier van der Weyden; quest'ultimo, dopo un periodo di frequenza come allievo, assunse nel 1427 la qualifica di apprendista uscendone nel 1432 col titolo ufficiale di maestro. A causa del suo comportamento battagliero  in campo politico Campin si creò non pochi nemici, tanto che nel 1429 i notabili di Tournai gli vietarono l’accesso alle cariche pubbliche. La sua attività artistica proseguì comunque, lasciando tracce almeno fino al 1440. Morì a Tournai nel 1444.


L'Annunciazione dell'altare di Mérode

 

particolare


Polittico di San Bavone a Gand di Van Eyck  (1432,  Polittico dell'Agnello Mistico)


L'adorazione dei pastori

(Digione, Museo di Belle Arti)


Giovanni il Battista con Heinrich Werl e la Santa Barbara , sportelli di trittico (Madrid, Prado)


Hubert van Eyck (Maaseik 1366 circa  -  Gand 1426)


Pittore dalla personalità più misteriosa e dibattuta della storia dell’arte fiamminga, fu il fratello maggiore di Jan van Eyck e, come lui, pittore, verosimilmente d'eccellente levatura. Vari i pareri degli storici deIl'arte su Hubert van Eyck: a parte l’opinione estrema secondo cui l’artista non sarebbe neppure esistito, prevale l’idea che a lui si debbano le cinque tavole inferiori  della parte interna della parte interna del Polittico dell’Agnello Mistico, impostate su una concezione ancora tardogotica dello spazio. Tale impronta si ritrova in altre opere attribuite al fratello, nelle quali si deve supporre dunque la mano di Hubert: ad esempio alcune miniature delle Ore di Torino-Milano  (Museo Civico, Torino, in parte distrutte) e la tavola con Le tre Marie al sepolcro a Rotterdam (Museum Boymans - Van Beuningen).


Jan van Eyck (Maastricht 1390 circa - Bruges 1441)


Ritratto di Jan van Eyck

Pittore olandese attivo a Bruges definito "il re dei pittori" dai suoi contemporanei; con Robert Campin fu il fondatore dell’ars nova nella pittura tardogotica, l’inizio in pratica della maestosa pittura rinascimentale fiamminga. Nel 1422 Van Eyck lavorava all’Aia per Giovanni di Baviera, conte d’Olanda; tre anni dopo divenne pittore di corte di Filippo II Buono, duca di Borgogna, e restò al suo servizio per tutta la vita, svolgendo per lui missioni diplomatiche. Dalla scarsità di notizie sugli inizi di Jan Van Eyck deriva la grande importanza del suo rapporto artistico con il fratello Hubert pittore, che collaborò alle opere giovanili più problematiche di Jan, come le sette miniature del Libro d’ore di Torino (1420 circa). Le quattro, conservate nella Biblioteca Nazionale, furono distrutte nell’incendio del 1904 e restano solo le tre del Museo civico. L’opera più famosa di questo periodo è la monumentale pala d’altare di Gand (1432, Cattedrale di Saint-Bavon, Gand), un polittico che ha come scena centrale l’Adorazione dell’Agnello Mistico: una quartina in latino dichiara che fu iniziata da Hubert e completata da Jan dopo la morte del fratello nel 1426. Di Jan van Eyck rimangono nove dipinti firmati, tutti datati tra il 1432 e il 1439. Quattro sono di soggetto religioso, come la Madonna del canonico van der Paele (1436, Museo comunale, Bruges) e cinque sono memorabili ritratti, tra cui i coniugi Arnolfini (1434, National Gallery, Londra). Delle numerose opere non firmate a lui attribuite, solo una diecina sono certamente sue; tra queste, oltre alla pala di Gand, sono la Madonna del cancelliere Rolin (1433-1434, Louvre, Parigi) e il  Cardinale Nicolò Albergati (1435 circa, Kunsthistorisches Museum, Vienna).


Madonna nella chiesa

(1425, Berlino, Staatliche Museen)


Uomo con cappello

(1430, Bucarest, Museo Nazionale Rumeno)

 

 


Polittico di San Bavone (Adorazione dell'Agnello Mistico) 1432, Gand

Il Polittico ad "ante chiuse"

particolare

L'Angelo dell'Annunciazione


Il Polittico ad "ante aperte"


Dio in trono tra la Vergine e San Giovanni Battista

 

 

 

 

particolare - Angeli musicanti

 

L'adorazione dell'Agnello Mistico


 
Vergine col Bambino (1433, Victoria, National Gallery)

Uomo con turbante (1433, Londra, National Gallery)


I coniugi Arnolfini (1434, Londra, National Gallery)

Il dipinto è datato e firmato in un'iscrizione apposta sopra lo specchio al centro della parete di fondo: "Johannes de Eyck fuit hic 1434". I due personaggi ritratti sono il mercante lucchese Giovanni Arnolfini, trasferitosi a Bruges dal 1420 e sua moglie, committenti del dipinto. Essi sono raffigurati al centro della camera da letto e il loro abbigliamento li connota come personaggi agiati: il manto dell'uomo è foderato di pelliccia, mentre la donna ha una veste riccamente ornata. Alcuni elementi dell'interno borghese sembrano rivestire un carattere simbolico legato al matrimonio: il cane, simbolo di fedeltà, la candela accesa nella lampada e la santa Margherita scolpita nel legno, protettrice delle donne in gravidanza. L'uomo tiene la mano della donna e solleva la destra in segno di giuramento. Sullo sfondo è dipinto uno specchio con dieci storie della Passione di Cristo; al centro è riflessa l'immagine dei due sposi visti di spalle e quella di due uomini che entrano da una porta. Si tratta probabilmente dello stesso pittore e di un altro personaggio. La loro presenza è quella dei testimoni al giuramento dei due sposi e in questo senso va interpretata la firma del pittore "Jan Eyck fu qui". Lo spazio è costruito dall'artista non secondo le leggi della prospettiva matematica - il pavimento, la finestra ed il letto hanno punti di fuga differenti - ma attraverso la luce che scopre e disegna minutamente ogni dettaglio dell'ambiente dipinto.

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La Vergine del cancelliere Rolin (1435, Parigi, Louvre)


L'annunciazione (1435, Washington, National Gallery of Art)


Il piccolo trittico (1437, Dresda, Gemäldegalerie)

Margarete van Eyck (1439, Bruges, Groeningenmuseum)


Madonna della fontana (1439, Antwerpen, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten)

 


Rogier van der Weyden (Tournai 1399 circa - Bruxelles 1464)


Pittore fiammingo, pseudonimo di Rogier de la Pasture, tra i grandi maestri della pittura del Quattrocento. I primi anni della sua attività sono poco documentati; é noto, tuttavia, che entrò nella bottega di Robert Campin. Nel 1435 fu nominato pittore ufficiale della città di Bruxelles, dove trascorse quasi tutto il resto della vita. l suoi numerosi dipinti, soprattutto opere religiose come pale d’altare ma anche ritratti, non sono né datati né firmati e la loro cronologia si basa quasi completamente sull’analisi stilistica. Le sue opere sono precise e curate nei minimi particolari, anche se il suo percorso artistico portò l'artista a nuova tecnica di chiaroscuro, che dava risalto alla figura centrale del quadro a scapito degli altri elementi. Le opere giovanili, anteriori al 1430, rappresentano scene della vita della Vergine, come l’Annunciazione (la tavola centrale è al Louvre, Parigi e le due ante laterali alla Galleria Sabauda, Torino), e sono molto simili a quelle del maestro Campin, benché esprimano maggiore intensità emotiva e drammatica. Nei dipinti sacri della maturità, tra il 1430 e il 1450, emerge uno spiccato interesse per il lato umano e drammatico. I colori diventano freddi e le linee allungate compongono un ritmo elegante, particolarmente evidente nella fluidità degli abiti e dei tessuti, e tutta la rappresentazione ha un tono generale più naturalistico e di tragica intensità religiosa, come nel Trittico della Crocifissione (1440 circa, Kunsthistorisches Museum, Vienna). Sono sue innovazioni l’uso di sfondi dorati e la definizione dello spazio della scena mediante elementi architettonici, come nella Deposizione (Prado, Madrid). Andando a Roma per il Giubileo del 1450, Van der Weyden passò per Firenze, Milano e Ferrara, dove dipinse uno dei suoi numerosi ritratti, Francesco d’Este (Metropolitan Museum, New York). Tra i suoi ultimi capolavori figurano la Sepoltura di Cristo (Uffizi, Firenze) e il Trittico con il Cristo, la Vergine e i santi (Louvre, Parigi).L’artista ebbe largo seguito in tutta l’Europa.


Deposizione (1435, Madrid, Museo del Prado)

 

 


Pala di Miraflores (1440, Berlino, Staatliche Museen)


Particolare - Pannello di sinistra


Madonna Durán (1440, Madrid, Museo del Prado)


Pala della Crocifissione (1445, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

 

Particolari

 

 

 



Pala di Bladelin (1445-1450, Berlino, Gemäldegalerie)

 

Particolari

Pala di San Colombano (1445, Monaco, Alte Pinakothek)

 

Particolare - pannello laterale sinistro

 

Particolare - pannello centrale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Dittico della Crocifissione - pannello di destra (1460, Philadelphia, Museum of Art)

Trittico della famiglia Brague (1450, Parigi, Museo del Louvre)

 

Particolare - Santa Maria Maddalena

Sepoltura di Cristo (1450, Firenze, Galleria degli Uffizi)


Ritratto di Filippo il Buono (dopo il 1450, Digione, Museo di Belle Arti)

Ritratto di dama

(1455, Washington, National Gallery of Art)

Ritratto di Antonio di Borgogna 

(1461, Bruxelles, Museo di Belle Arti)


Sant'Ivo (1450, Londra, National Gallery)