Metsys o Matsys o Massys Quentin

(Lovanio 1466 - Anversa 1530)


Figlio di un fabbro, lavorò negli anni giovanili accanto al padre ed al fratello maggiore, iniziando anche a dipingere probabilmente in contatto con l’ambiente dei Bouts. Si trasferì in seguito ad Anversa che, negli ultimi decenni del XV secolo, andava raccogliendo l’eredità di Bruges come centro principale dell’arte fiamminga. Accolto nella confraternita di San Luca come maestro indipendente fin dal 1491, ricevette importanti commissioni solo a partire dal 1507: in particolare, tra le sue opere più note appartengono al decennio seguente il polittico destinato alla cappella della confraternita di Sant’Anna in Saint-Pierre a Lovanio (1507-1509, Bruxelles, Musei reali), il Trittico di San Giovanni per l’altare della corporazione dei falegnami di Anversa in Notre-Dame (terminato nel 1511, ora ad Anversa, Museo reale di belle arti), il Polittico della Vergine dei sette dolori (Lisbona, Museo d’arte antica) e un trittico per il monastero di Santa Clara a Coimbra. I rapporti con l’arte del Rinascimento che hanno fatto pensare ad un possibile soggiorno dell’artista in alcuni dei principali centri italiani, sono già manifesti nella plastica monumentalità delle figure e nella complessità delle figure architettoniche. Echi di motivi leonardeschi sono sensibili soprattutto nella Madonna col Bambino dei Musei reali di Bruxelles e in quella di Berlino (Staatliche Museen) ed anche il pannello centrale del Trittico di San Giovanni con il Compianto sul Cristo morto, ha un’intonazione pacata, solenne, equilibrata, lontanissima dalla drammatica concitazione del modello. Creatore del ritratto umanistico nei Paesi Bassi, Metsys ha saputo dare immagini di gran naturalezza e insieme nobilmente auliche nel ritratto di Erasmo da Rotterdam (Roma, Galleria Nazionale), in quello di Peter Gillis (Longford Castle) e in quello del canonico Gardiner (Collezione del Principe del Liechtenstein, Vaduz). Una curiosità su questo artista: All'esterno della cattedrale di Anversa si trova un pozzo il cui coperchio che è stato realizzato da Quentin Metsys. La tradizione vuole che il giovane Metsys, quand'era soltanto un fabbro ferraio, seppur geniale, chiese al celebre Floris (1519-1570), architetto, scultore e pittore che ai tempi godeva di molta più fama di lui, la mano della figlia. Floris ricusò la proposta del giovane e squattrinato fabbro, dicendo che sua figlia avrebbe sposato unicamente il miglior pittore al mondo. Così Metsys si recò in Italia e studiò tutti i maggiori maestri, sviluppando al meglio il suo già ottimo talento artistico. Tornato ad Anversa si recò da Floris, che nel frattempo era via, ed ebbe tutto il tempo di dipingere sull'opera appena ultimata del maestro (caduta degli angeli ribelli, 1554), una piccola mosca, ponendola sulla coscia di uno dei personaggi (clicca qui per vedere l'immagine). Quando ritornò, Floris fece del suo meglio per scacciare l'insetto dal suo dipinto, tanto sembrava vero! Così fu costretto ad ammettere il talento del prodigioso giovane Metsys e ad acconsentire alle nozze. Il pozzo di Anversa ha portato per molti anni questa iscrizione in fiammingo quasi fosse una firma "De smidt die uit liefde schilder werd", che tradotta significa " Il fabbro ferraio che divenne pittore per amore" ("Lectures to my students" di C.H. Spurgeon).

Altare di San Giovanni - Pannello centrale

(1507-1508, Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten)


Crocifissione (1515, Londra, National Gallery)


Ritratto del canonico Gardiner (1510, Vaduz, Collezione del Principe di Liechtenstein)


Vergine con Bambino (1529, Parigi, Museo del Louvre)


Vergine in trono (1525, Berlino, Staatliche Museen)

 


Jan Mostaert (Haarlem 1475 - 1555)


Si conoscono pochi dettagli dell'attività di questo pittore fiammingo, forse influenzato dalla pittura di Geertgen tot Sint Jan (Piccolo Gerard dei Fratelli di San Giovanni), un altro pittore attivo ad Haarlem, morto a soli 28 anni, quasi sconosciuto. Sono accomunati da una pittura che mostra figure rigide e dinoccolate. Mostaert fu pittore di Margherita d'Austria, reggente dei Paesi Bassi, che accompagnò nei suoi viaggi facendo ritratti dei suoi cortigiani. Dipinse anche delle opere religiose. La sua opera più nota, tuttavia, è un paesaggio delle Indie Occidentali (1525-1530, Haarlem, Frans Hals Museum). Buona parte dei suoi dipinti son stati distrutti durante il grande incendio di Haarlem del 1576.

Adorazione dei Magi (1515-1520, Amsterdam, Rijksmuseum)

 


Jan Gossaert (pseudonimo Mabuse)

(Maubeuge 1478 circa - Middelburg 1532)


Autoritratto

Jan Gossaert (Gossart), chiamato Mabuse, pittore fiammingo, disegnatore e incisore.  Sotto il nome di "Jennyn Van Henegouwe" (Giovanni di Hainaut)  fu accolto come un maestro della Gilda di San Luca ad Anversa nel 1503. Non sappiamo dove fu assunto come apprendista e la sua carriera è in gran parte oscura. La composizione e la natura di alcuni dei suoi dipinti religiosi suggeriscono che potrebbe essere stato addestrato a Bruges, forse con Gérard David. E' stato definito uno dei primi rappresentanti di quello che possiamo chiamare Manierismo Anversa, come si può vedere nel suo disegno firmato, Il matrimonio mistico di Santa Caterina. Nel 1508, Mabuse viaggiò con Filippo di Borgogna, l'ammiraglio di Zelanda, che Margherita d'Austria aveva inviato a Roma come suo inviato a Papa Giulio II. Interruppero il loro viaggio per visitare Trento, Verona, Mantova e Firenze, dove Mabuse scoprì l'arte luminosa del Quattrocento e gli splendori dell'antichità classica. Al suo ritorno, continuò a studiare e dipingere per alcuni anni (1509-1516), senza essere in grado di fare pieno uso delle sue scoperte italiane. Durante questo periodo, ricevette molte commissioni su soggetti religiosi per i quali si ispirò alle risorse iconografiche e tecniche della tradizione fiamminga, le invenzioni del Rinascimento italiano, e l'esempio ispiratore di  Dürer. Quando si trasferì a Souburg alla fine del 1515, Mabuse finalmente trovò il luogo dove avrebbe potuto esprimere se stesso come un artista del Rinascimento e di sfruttare appieno la sua esperienza di  Roma. Fu incoraggiato dal principe e umanista Filippo di Borgogna, che lo coinvolse nel suo piano per la costruzione di un palazzo in stile italiano decorato con figure tratte dalla mitologia classica. Fu così che Mabuse dipinse a grandezza  naturale scene di nudo, un soggetto per il quale non vi era alcun precedente nelle province delle Fiandre borgognone. Guicciardini ebbe a dire nel 1567:"Giovanni di Hainaut è stato il primo a portare l'arte di rappresentare i soggetti storici e poetici con figure nude dall' Italia ai paesi del Nord." L'arte di  Mabuse è stata intensamente personale e innovativa. Pur non avendo avuto praticamente alcun impatto sui suoi contemporanei, ha influenzato profondamente la generazione successiva di pittori. Dopo la sua morte nel 1532, la sua fama cominciò a diffondersi in Italia e nel corso dei secoli XVII e XVIII è stato considerato un artista importante nei Paesi Bassi del Sud, nonostante le molte trasformazioni che l'arte del Nord stava per subire.



San Donato di Reims (Tournai, Museo di Belle Arti)


Giovane ragazza con strumento astronomico (1520, Londra, National Gallery)


Adorazione dei Magi (1520, Madrid, Museo del Prado)


Vergine con Bambino (1530, Berlino, Staatliche Museen)


Vergine di Louvain (circa 1530, Madrid, Museo del Prado)


Adamo e Eva (1525, Berlino, Staatliche Museen)


Danae (1527, Monaco, Alte Pinakothek)

 


Joachim de Patinier o Patenier o Patinir

(Bouvignes, Namur 1480 - Anversa 1524)


Formatosi a Bruges con David, si trasferì nel 1515 ad Anversa, ove conobbe Dürer (1520); è considerato il fondatore della pittura autonoma di paesaggio. Concentrandosi sulle visioni di paese, che sono generalmente un’interpretazione fantastica di  vedute della Mosella, solo raramente dipinse anche le figure (Fuga in Egitto, nel museo d’Anversa); più frequentemente le figure delle sue opere furono dipinte da Quentin Metsys (San Girolamo, Karlsruhe, Galleria Nazionale; Battesimo di Cristo,  Vienna, Kunsthistorisches Museum) o da altri pittori fiamminghi.

Battesimo di Gesù (1515-1524, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

 


Joos van Cleve (Cleve 1490 circa - Anversa 1540-1541)


Autoritratto

Mancano notizie certe sulla giovinezza e sulla prima attività dell’artista che fu probabilmente allievo di Quentin Metsys. Prima di stabilirsi ad Anversa. dove risedette quasi ininterrottamente dal 1511 alla morte,   lavorò con Jan Joest e Kalkar. Presso i contemporanei si acquistò varia rinomanza come ritrattista:    "rarissimo nel colorire" lo dice il Guicciardini e tanto "eccellente nel ritrarre dal naturale” che Francesco I° lo   volle presso la corte di Francia e gli fece eseguire il proprio ritratto (Filadelfia, collezione Johnson)quello della regina Eleonora (Vienna, Kunsthistorisches Museum). Ma la sua vena più autentica si rivela nei dipinti d‘intonazione idillica e serena e nelle incantevoli rappresentazioni della Sacra Famiglia.

I ritratti di Francesco I° e della regina Eleonora


La Sacra Famiglia (1520-1530, Art Institute of Chicago)


Adorazione dei Magi (1525, Praga, Nàrodni Galerie)

 


Bernaert van Orley (Bruxelles 1490 - 1541)


Nominato pittore di corte della reggente Margherita d’Austria e in seguito di Maria d’Asburgo regina d’Ungheria, svolse un‘intensa attività come ritrattista. Risentì dell’influenza di Raffaello che egli conobbe attraverso le stampe: Le prove di Giobbe (1521,Bruxelles, Museo reale di belle arti),Giudizio Universale (1518-1525, Anversa, Museo reale di belle arti) e  diversi dipinti con  Madonna e Bambino (Prado, Madrid e Louvre, Parigi). Eseguì anche celebri cartoni per vetrate ed arazzi.

Ritratto di Joris van Zelle (1519, Bruxelles, Museo delle Belle Arti)


La Sacra Famiglia (1522, Madrid, Museo del Prado)

 


Adriaen Isenbrant († Bruges 1551)


Divenne un maestro a Bruges nel 1510 e si dice che possa essere stato un allievo di  David Gérard.  In caso contrario, praticamente nulla si sa di lui e non ci sono  opere firmate o documentate. Tuttavia, nel 1902 il belga storico dell'arte Georges Hulin de Loo propose Isenbrant come l'autore di un folto gruppo di dipinti provenienti da David e l'identificazione è stata generalmente accettata. In precedenza, i dipinti erano stati attribuiti a Jan Mostaert e all''anonimo Maestro dei Sette Dolori della Vergine, dal nome di un dittico del soggetto oggi diviso tra la chiesa di Notre-Dame di Bruges e il Musées Royaux a Bruxelles. A causa dell' incertezza, molti critici preferiscono utilizzare il nome Isenbrant tra virgolette.

Vergine e Bambino (1520, Amsterdam, Rijksmuseum)

 


Lucas van Leyden (Leida 1494 - 1533)


Autoritratto

Pittore ed incisore, il cui vero nome è  Lucas Hugensz o Jacobsz, figlio del pittore Huig Jacobsz e allievo di Cornelis Engebrechtszoon, iniziò giovanissimo la sua attività: Del 1508 è la sua prima incisione datata  e firmata (Maometto e il frate assassinato) che rivela la precoce maturità artistica di Luca e la sua notevole capacità tecnica. Nella maggior parte delle sue incisioni, tratte da soggetti dell'Antico Testamento, si nota un gusto spiccato per la narrazione aneddotica: Davide davanti a Saul, Ecce Homo, Maria Maddalena che abbandona i piaceri del mondo. Nel 1521 Luca conobbe Dürer ad Anversa, il quale esercitò su di lui una profonda influenza. L'amore per l'aneddoto è palese anche nei dipinti, dove i ritratti dei vari tipi fisici sono particolarmente notevoli. Da citare l'Adorazione dei Magi (Chicago Art Institute), Guarigione del cieco (Ermitage, San Pietroburgo), i due trittici dell'Adorazione del vitello d'oro (Amsterdam, Rijksmuseum) e del Giudizio Universale (Leida, Museo Municipale).

Adorazione del vitello d'oro (1530,Amsterdam, Rijksmuseum) 


Giudizio Universale (1527, Leida, Museo Municipale)

I giocatori di scacchi (1508, Berlino, Staatliche Museen)

 


Jan van Scorel (Schoorl 1495 - Utrecht 1562)


La sua formazione avvenne ad Amsterdam nella bottega di Jacob Cornelisz van Oostzanen e a Utrecht presso Mabuse. Compì viaggi in Germania e in Italia, prima a Venezia dove s'interessò a Giorgione, poi a Roma. Nominato conservatore delle antichità del Vaticano, eseguì alcuni ritratti del Papa Adriano VI e altri dipinti in cui emergono echi veneti e raffaelleschi. Nel 1524 tornò a Utrecht dove diffuso il nuovo gusto rinascimentale: Compianto sul Cristo morto (1535-1540, Utrecht, Museo centrale). Fra i ritratti, considerati le sue opere migliori, Ritratto di famiglia (Kassel, Museo), Agata von Schoonhoven (Roma Galleria Dora Pamphili), Ritratto di uno scolaro (1531, Rotterdam, Museo  Boijmans Van Beuningen).

Ritratto di uno scolaro (1531, Rotterdam, Museo  Boijmans van Beuningen)

 


Pieter Coecke van Aelst  (Aalst 1502 - Bruxelles 1550)


Pittore, scultore, architetto e decoratore, dopo aver frequentato la bottega di Van Orley ad Anversa (1527), soggiornò a Roma e visitò Costantinopoli. Tra i primi assertori del Rinascimento fiammingo, tradusse in olandese trattati di Vitruvio e del Serlio. Ammiratore dl Raffaello e di Leonardo, dipinse una serie di Sante Cene (1527-1550) ispirate a quella leonardesca. Brillante e vivace inventore di complesse composizioni, lasciò anche cartoni per arazzi (Storie di Pomona, di Vertunno, I Sette peccati mortali e Storie di San Paolo, Collezione nazionale d’Austria e di Spagna). Pieter Brueghel, già  suo allievo, ne sposò la figlia Maria.

Arazzo da "Le Storie di San Paolo"


Adorazione dei Magi (1540, Madrid, Museo del Prado)

 


Jan Sanders (Anversa 1504 circa - Haarlem 1575


Nome con cui è noto il pittore olandese JAN VAN HEMESSEN. Attivo ad Anversa dal 1519, fu riconosciuto maestro dal 1524, quando s’iscrisse alla Gilda di San Luca. Prima di trasferirsi a Haarlem (1551) visitò l’Italia, tra il 1528 ed il 1535. ll suo stile richiama Mabuse e prelude a Beucklaer; nelle sue opere, anche in quelle di carattere religioso, affiorano il temperamento nordico e la morbosità erotica tipici dell'epoca.

Deposizione dalla croce (1540? Bruxelles, Museo Reale di Belle Arti)


Vergine con Bambino (1543, Madrid, Museo del Prado)

 


Lambert Lombard (Liegi 1506 - 1566)


Sicuramente lavorò a Middelburg con Mabuse. Nel 1535 entrò al servizio di Erard de La Marck, principe-vescovo di Liegi. Nel 1537, insieme con il cardinale Reginald Pole, fece un viaggio a Roma dove conobbe il Vasari; di ritorno a Liegi nel 1539, vi aprì una bottega nella quale si formarono Frans Floris de Vriendt, Lucas de Heere, Willem Key. E' notevole l'impulso dato da questo artista alla sviluppo del Rinascimento nei Paesi Bassi anche per la molteplice attività di architetto, archeologo e scrittore.

Autoritratto (? San Pietroburgo, Hermitage)

 


Lambert Sustris (Amsterdam 1515-1520 - Venezia [?] 1580 circa)


Mancano notizie relative alla formazione ed all’attività dell’artista  anteriori al suo trasferimento nel Veneto, avvenuto probabilmente nei primi anni del quinto decennio del secolo. Tra le prime opere che gli sono state attribuite vi è un ciclo d’affreschi nella villa detta "dei Vescovi" a  Luvigliano, presso Padova. Entrò quindi nella bottega di Tiziano seguendo il maestro nei soggiorni in Baviera tra il 1548 e il 1552, eseguendo per committenti tedeschi ritratti nei quali manifesta la capacità di interpretare e variare con una certa originalità, insistendo  sugli elementi decorativi, motivi propri del maestro; Hans Cristoph Völin e Veronica Völin (Monaco, Alte Pinakothek). Tornato nel Veneto  e stabilitosi a Padova, sempre più attratto dal gusto e dalla cultura dei manieristi emiliani, si allontanò sensibilmente da Tiziano, accostandosi invece ad altri artisti, suoi coetanei o più giovani, attivi nell'ambiente lagunare: lo Schiavone, Paolo Veronese, il Tintoretto. Tra i dipinti più interessanti del sesto e del settimo decennio sono il Battesimo di Cristo(Caen, Museo di Belle Arti), Venere (Amsterdam, Rijksmuseum), Venere e Amore (Parigi, Louvre), la Madonna in trono e Santi (Padova, Santa Maria in Vanzo). Una ripresa di motivi tizianeschi appare invece nell’Arcangelo e Tobiolo (Vienna, Kunsthistorisches Museum) e nel San Girolamo (Oxford, Ashmolean Museum), tutte opere anteriori all'ultimo decennio d’attività dell’artista, caratterizzato da progressivo inaridimento e stanchezza.

Nozze Mistiche di Santa Caterina (Bucarest, National Brukental Museum)

 


Frans Floris de Vriendt (Anversa 1516 - 1570)


Pittore fiammingo, fratello di Cornelis Floris. A Roma, nel 1541, poté assistere allo scoprimento del Giudizio Universale di Michelangelo e ne restò fortemente impressionato. Tornato ad Anversa,  divenne il principale esponente della corrente romanizzante: Il banchetto degli dei (1550), La caduta degli angeli ribelli (1554)[Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten), Adamo ed Eva (1560, Firenze, Galleria palatina). Della sua bottega, molto attiva e frequentata, sono notevoli i ritratti Uomo con falcone(1558, Brunswick, Museo),Uomo con berretto rosso (Monaco,Alte Pinakothek), Ritratto di donna (1558, Caen,Museo).

Il banchetto degli dei (1550,Anversa, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten)

Adorazione dei Pastori

 


Antonio Moro (Utrecht 1517 - Anversa 1576)


Nome italianizzato di Anthonis Moor van Dashorst, tra i massimi ritrattisti del XVI secolo. Nel 1547 si trasferì ad Anversa e nel 1549 si stabilì a Bruxelles al servizio del cardinale Antoine Perrenot che ritrasse in quell’anno (Vienna, Kunsthistorisches Museum). Fondamentale fu l’impatto con le opere del Tiziano, forse incontrato di persona ad Augusta nel 1548: Moro fece propria l’impostazione compositiva delle tele del pittore veneziano, coniugandola con la vivacità naturalistica fiamminga, che gli permetteva di rendere con precisione le fisionomie ed il carattere dei soggetti. Fu in Italia nel 1550-1551 dove conobbe i dipinti dei Moroni, quindi lavorò come pittore di corte in Portogallo (1551-1552), in Spagna presso Filippo II° e a Londra. Dal 1555 visse a Utrecht, Anversa e Bruxelles. Citiamo tra i suoi capolavori l’Alessandro Farnese(1557, Galleria Nazionale Parma) e l’Autoritratto (1557, Uffizi, Firenze).

Studio di una testa