Adam van Noort (Anversa 1562 - 1641)


Definito da van Mander nel 1604 un "abilissimo pittore di personaggi", van Noort si inserisce nel solco della pittura fiamminga piuttosto che in quella contaminata dall'arte italiana, il cui punto di contatto con la pittura nordica è avvenuto proprio nei suoi anni. Così estraneo alla moda predominante, Van Noort dirigeva uno degli atelier più popolari di Anversa e poteva contare un gran numero di allievi, tra cui quelli che negli anni successivi sarebbero diventati grandi maestri della pittura  come Rubens e van Dyck che realizzò un famoso ritratto del maestro. Noto per i suoi umori alterni, la sua vita di libertino e, spesso, la sua violenza, van Noort era sempre cosciente dei propri limiti e della bravura dei propri allievi, indirizzandoli alla carriera anche attraverso la collaborazione con l'atelier di Otto van Veen. Le sue opere furono principalmente di soggetto biblico o allegorico e non si sono conservati ritratti realizzati per la gilda di San Luca, di cui era socio.


Bosschaert Ambrosius "il Vecchio" (Anversa 1573 - L'Aia 1621)


Ha iniziato la sua carriera ad Anversa, ma trascorse la maggior parte di essa in Middelburg (1593-1613), dove divenne preside dei pittori della gilda. In seguito, ha lavorato ad Amsterdam, Bergen, Utrecht e Breda specializzandosi in  nature morte con i fiori. Nel 1587, Ambrosius Bosschaert si spostò da Anversa a Middelburg con la sua famiglia a causa della minaccia di persecuzione religiosa.  Bosschaert si è affermato come una figura di spicco nel genere della  pittura floreale.

Fiori (Amsterdam, Rijksmuseum)


Mazzo di fiori su una sporgenza (1615-1620, Collezione privata)

 


Hendrik van Balen (Anversa 1575 - 1632)


Secondo il van Mander, Hendrick gli fu maestro d'arte il pittore Adam van Noort. Divenuto Maestro egli stesso nel 1592, tra il 1609 e il 1610 ricoprì il ruolo di decano della Gilda dei Pittori. Si recò in seguito  a Roma per studiare l'arte classica e, al suo ritorno ad Anversa, entrò nella Confrerie des Romanistes di cui,  nel 1613, diventò il decano. Gli si attribuiscono almeno ventisei allievi, dei quali due sono da annoverarsi tra i grandi della pittura fiamminga: Van Dyck e Snyders. Fu inoltre contemporaneo  di Jan Brueghel il Vecchio, Pieter Brueghel il Giovane e di Rubens. Ebbe undici figli parecchi dei quali seguirono le orme del padre e si dedicarono all'arte della pittura. Collaborò spesso con altri artisti di spicco, tra i quali vi fu Bruegel che dipingeva gli sfondi su cui Balen apponeva le figure umane. Ebbe a disegnare dei cartoni per vetrate e per incisioni, ma in genere dipinse su legno e su rame opere, spesso di piccole dimensioni, di soggetti biblici e mitologici. Verso la fine della sua carriera pare subisse egli stesso l'influenza dell'allievo van Dyck, come appare nei suoi quadri in San Giacomo di Anversa, luogo dov'è oltretutto sepolto. Molte sue opere sono conservate nelle maggiori gallerie  d'Europa.

Il giudizio di Paride (Sibiu, Museo Brukental)

 


Snyders o Snijders Frans (Anversa 1579 - 1657)


Ritratto di Frans Snyders e di sua moglie Margareta de Vos eseguito da Van Dyck

 

 

 

 

 

Allievo di Pieter Brueghel il Giovane e di Hendrik van Balen, viaggiò in Italia intorno al 1608 - 1609. Si stabilì, quindi, ad Anversa acquistando vasta fama come pittore di nature morte e soprattutto di animali e di scene di caccia. Collaborò frequentemente con i maggiori maestri fiamminghi del tempo (Rubens, Jordaens e van Dyck) introducendo animali e particolari di natura morta nelle loro tele e facendo, per contro, dipingere in quelle proprie delle figure umane. Numerose sue opere sono esposte nei più importanti e maggiori musei del mondo.

 

 

 

 

Natura morta (Sanpietroburgo, Hermitage)


Scena di caccia (Brukental Museum, Romania)

 


Cornelis de Vos (Hulst, Zelanda 1584 circa - Anversa 1651)


 

 

Ritratto di famiglia (Sanpietroburgo, Hermitage)

 


E' stato un pittore fiammingo meglio conosciuto per la sua ritrattistica. Con il fratello Paul si reca presso lo studio di David Remeeus per apprendere l'arte della pittura. Cornelis non condivide la specializzazione del fratello e del cognato Frans Snyders, che ha sposato sua sorella Margaretha, di "animaliers" o pittori di animali. Dipinge, invece, scene mitologiche, scene bibliche e di storia, nature morte e, alla fine del 1620, alcuni monumentali dipinti di genere. De Vos ha tuttavia riscuote notevole successo come pittore di ritratti individuali e di gruppo. Inoltre, quando diventa un cittadino di Anversa nel 1616 dichiara la sua professione come mercante d'arte. Si iscrive alla gilda di San Luca nel 1608 e nel 1628 ne diventa decano. Il suo stile segue da vicino quello di Anthony van Dyck e in misura minora quello di Rubens. Tuttavia, de Vos lavora spesso con Rubens come suo collaboratore. Il suo lavoro è riconoscibile dal colore intenso e dalle potenti espressioni facciali dei soggetti ritratti.

La giovane Elisabeth (o Cornelia) Vekemans  (Anversa, Museum Mayer van der Bergh)

 


Teniers


Famiglia di pittori fiamminghi. 

DAVID TENIERS I° il Vecchio (Anversa 1582 - 1649), dopo aver viaggiato in Italia si stabilì ad Anversa, accolto nella gilda di San Luca nel 1606. Dipinse paesaggi e scene di soggetto storico, mitologico, religioso, o desunte da opere letterarie. Fu anche mercante di quadri.

David Teniers il Vecchio

DAVID TENIERS II il Giovane (Anversa 1610 - Bruxelles 1690), figlio di David il Vecchio, iniziò la sua attività ad Anversa, dove nel 1637  sposò la figlia di Jan Brueghel dei Velluti, dipingendo scene di genere, sensibile dapprima all'influsso di Frans II Franken, accostandosi quindi piuttosto alla maniera di Adriaen Brouwer. Nel 1651 lasciò la sua città natale e si trasferì a Bruxelles, divenendo pittore di corte e direttore delle collezioni presso l'arciduca Leopoldo Guglielmo. Sue opere sono nei principali musei e gallerie d'Europa e d'America.

David Teniers  il Giovane

 

Scena di genere
Fumatore di pipa

 I fratelli di Teniers, il Giovane, JULIEN (Anversa 1616 - 1679) e ABRAHAM (Anversa 1629 - 1670), così come il figlio DAVID III (Anversa 1638 - Bruxelles 1685), furono ugualmente pittori e imitarono la sua maniera.


Daniel Seghers (Anversa 1590 - 1661)


Allievo di Jan Brueghel dei Velluti, viaggiò in Italia e soggiornò a Roma; nel 1614 entrò nell'ordine dei gesuiti. Svolse la sua attività che incontrò particolare favore negli ambienti delle corti, specie ad Anversa, dove ebbe numerosi seguaci. Si specializzò nel dipingere, con cura minuziosa e colori vivacissimi, ghirlande di fiori incornicianti immagini religiose, soprattutto Madonne col Bambino, o ritratti a monocromo per i quali si valeva sovente dell'opera di altri artisti; anche Rubens e Van Dyck collaborarono con lui. Numerose sue opere sono nei maggiori musei europei, in particolare ad Anversa, Bruxelles e L'Aja.

 

 


Natività (Gand, Museo di Belle Arti)


Vergine con Bambino (Gand, Museo di Belle Arti)

 


Jordaens Jacob (Anversa 1593 - 1678)


Dal 1607 frequentò la bottega di Van Noort, pittore di tendenza manierista, di cui sposò la figlia nel 1616. Nei primi anni d'attività eseguì soprattutto acquerelli su drappi per pareti e vari "studi" di teste di vecchi (apostoli). Presto, però, si accostò al vivace cromatismo e alla composizione movimentata di Rubens. La sua sensibilità resta però diversa da quella del grande fiammingo: la pittura di Jordaens è greve, impetuosa, schiva di fasti e amante d'atmosfere paesane e domestiche. Jordaens conobbe anche la pittura italiana cinquecentesca (Raffaello, Michelangelo e, soprattutto, Bassano) e seicentesca (Domenichino, Caravaggio). Dal 1617 al 1625 dipinse la Crocifissione in Saint-Paul d'Anversa, la Sacra famiglia del castello di Schleissheim, le varie redazioni del Contadino col satiro (Kassel, Pinacoteca; Bruxelles, Musei reali di belle arti) e  Il re beve (Musei di Budapest e di Monaco; Louvre di Parigi), il Ritratto di famiglia (Madrid, Prado) e i Quattro evangelisti (Parigi, Louvre). Queste opere sono caratterizzate da un'intensa libertà espressiva di sapore prettamente barocco. La sua pittura , fluida, corposa, succulenta è pervasa da un dinamismo vibrante e da un realismo vivace, che rischia talora la volgarità. L'influsso del caravaggismo indusse Jordaens ad una maggiore saldezza di forme: il Miracolo di   San Martino (1630, Bruxelles, Musei reali di belle arti); il Figliol Prodigo (Dresda, Pinacoteca); il Sacrificio di Isacco (Milano, Brera). A questo periodo appartengono anche alcuni notturni, come la Sacra Famiglia (Londra, National Gallery). Nel 1635 collaborò con Rubens all'allestimento degli apparati per le feste in occasione dell'ingresso del nuovo governatore Ferdinando di Spagna completando dopo la morte del maestro le tele con le Metamorfosi di Ovidio, destinate alla Torre de la Parada (dintorni di Madrid). Sotto l'influsso delle opere tarde di Rubens, il colore di Jordaens si fa sempre più fluido, si addolcisce in passaggi delicati di luce: la Venere dormiente (1640, Anversa, Museo reale di belle arti); la Visitazione (1642, Parigi, Louvre); Ercole e Deianira (1649, Museo di Copenaghen). Negli ultimi dipinti il gioco del chiaro scuro si accentua e il colore si intorbida con effetti esteriori che sfiorano la maniera. Jordaens ebbe numerosi imitatori, che diffusero su un piano popolare la sua pittura, cedendo talora negli eccessi di forme ridondanti e in facili effetti coloristici.

Il re beve (Bruxelles, Museo reale delle belle arti)


Il re beve (1655, Vienna, Kunsthistorisches Museum)


Allegoria della fertilità (Bruxelles, Museo reale delle belle arti)


Estate (Brukental Museum, Romania)


Adorazione dei pastori (1617, Mauritshuis, L'Aia)


Il contadino e il satiro (1620, Alte Pinakothek, Monaco)


Ritratto della famiglia Jordaens in giardino (1621.1622, Museo del Prado, Madrid)


La Sacra Famiglia (1615-1617, National Gallery, Londra)


La Sacra Famiglia con San Giovanni (1620-1625, National Gallery, Londra)


Il cacciatore (Brukental Museum, Romania)


Meleagro e Atalanta (1620-1650, Museo del Prado, Madrid)

 


Paul de Vos (Hulst 1596 circa - Anversa 1678)


De Vos si formò artisticamente sotto la guida di Denis van Hove. La parentela con David Remeeus (1559-1626), di cui divenne cognato  nel 1611, influenzò il suo gusto pittorico. Maestro d'arte ad Anversa e membro della gilda di San Luca  dal 1620, si specializzò in monumentali scene di animali e di caccia. Ebbe l'occasione di collaborare  con Rubens, van Dyck ed altri e partecipò assieme a Remeeus al celebre ciclo nel castello del Buen Retir in Spagna. Le sue opere si distinsero per la sfrenata fantasia, per le forme stilizzate, per i forti contrasti delle figure.

Scena di caccia (Madrid, Museo del Prado)

 


Jakob van Oost detto il Vecchio (Bruges 1601 circa - 1671)


In Italia assimilò il gusto della pittura bolognese e il luminismo caravaggesco. Ritornato a Bruges, fu eletto decano della gilda dei pittori nel 1632. Sensibile anche al colorismo di Rubens, riuscì meglio nel ritratto che nella pittura religiosa; le sue opere sono divise tra la National Gallery di Londra, il Museo comunale e diverse chiese di Bruges. Il figlio Jakob detto il Giovane (Bruges 1637 -1713), soggiornò in Italia e in Francia. Anch'egli fu ritrattista ed ebbe tendenze eclettiche (opere in chiese di Bruxelles e di Lilla e nel Museo di Bruges).

Natività (1645, Vienna, Kunsthistorisches Museum)

 


Brouwer Adriaen (Oudenarde 1605 - Anversa 1638)


Subì nella giovinezza la suggestione di Brueghel il Vecchio in quadri di soggetto contadinesco. Allievo, successivamente di Frans Hals a Haarlem fra il 1626 e il 1631, dipinse interni di taverne e scene di giocatori con intensità di penetrazione psicologica, servendosi di una tavolozza in cui predominano toni patetici di viola e grigio. Ebbe numerosi imitatori. Con Adriaen van Ostade e Jan Steen rappresenta il gruppo dei "piccoli maestri olandesi".

 

 


La festa dei contadini (1630, Schwein, Gemäldegalerie)


L'uomo dal cappello a punto (Bruxelles, Museo delle Belle Arti)

 


Jan Fyt (Anversa 1611 - 1661)


Apprese i primi rudimenti dell'arte della pittura ad Anversa e completò i suoi studi presso Frans Snyders da cui mantenne una certa indipendenza di stile. Nel 1629 divenne maestro della Corporazione di San Luca ad Anversa, quindi si trasferì a Parigi e poi in Italia. Nel 1641 fece ritorno ad Anversa. Jan Fyt dipinse soprattutto nature morte e scene di caccia in uno stile elaborato vicino a quello della cerchia di Rubens e con vivaci contrasti di luce e colori. Le sue opere più caratteristiche sono trofei di caccia, cervi morti, lepri ed uccelli, rappresentati tutti con una sensibilità per i dettagli e una consistenza simili a quelli che si trovano  nelle nature morte olandesi. L'ambientazione può essere mitologica come in Diana e i suoi cani da caccia accanto alle prede catturate, oppure paesaggistica come in Bottino di caccia, oppure le prede possono essere rappresentate giacenti su un tavolo di una casa patrizia come in Selvaggina e un cesto con uva guardati da un gatto. È considerato il miglior pittore fiammingo  di nature morte dopo Snyders, in particolare di quelle rappresentanti cacciagione, del cui genere può essere considerato l'inventore. Riuscì a rappresentare le pellicce degli animali e il piumaggio degli uccelli in modo eccezionalmente realistico e  dettagliato ed eccelse nel dipingere i cani, in particolare  i levrieri.

Levriero con bambino e nano (1652, Dresda, Gemäldegalerie)


Scena di caccia Ritratto di giovane Guglielmo d'Orange

 


Francken


Nella famiglia Francken di Anversa  nei secoli XVI e XVII vi sono stati ben 11 pittori. Molti  di questi hanno portato tutti lo stesso nome cristiano in successione.  Quindi vi è una certa confusione nella classificazione delle opere che non differiscono molto in stile o  esecuzione. Quando Frans Francken   ha  trovato in arte un rivale in Frans Francken II, egli si è descritto come "il Vecchio" in contrapposizione a suo figlio, che si firmava "il giovane".  Ma quando Frans il secondo è stato minacciato con la concorrenza di Frans III assunse il nome di " Vecchio",  mentre Frans il terzo ha adottato quella di Frans il Giovane. Il più anziano dei Francken, Nicola di Herenthals, è morto ad Anversa nel 1596, con nient'altro che la reputazione di essere stato un pittore tanto è vero che non è rimasta nessuna delle sue opere. Ha lasciato in eredità la sua arte ai tre figli:  Il figlio maggiore, Hieronymus Francken, dopo aver lasciato la casa di suo padre studiò  con Frans Floris, al quale ha poi servito come assistente ed emigro poi nel 1560 a Parigi. Nel 1566 fu uno dei maestri impiegati per decorare il palazzo di Fontainebleau e nel 1574 ottenne la nomina di pittore di corte  di Enrico III di Francia che era appena tornato dalla Polonia  e visitato Tiziano a Venezia.  Nel 1603, quando Van Mander ha scritto la sua biografia fra gli artisti fiamminghi, Jerom Francken era ancora a Parigi. Tra i suoi primi lavori è una notevole Natività attualmente nel museo di Dresda eseguita in collaborazione con Floris.  Un altro dei suoi pezzi importanti  e l'Abdicazione di Carlo V (museo di Amsterdam) e altrettanto interessante è il ritratto di un Falconiere , datato 1558, nella galleria di Brunswick. Nello stile, questi dipinti ricordano  Floris il suo maestro.

Frans, il secondo figlio di Nicola di Herenthals, deve essere  ricordato come Frans Francken I. Nato circa nel 1544, immatricolato ad Anversa nel 1567,  vi morì nel 1616. Anche lui ha studiato sotto Floris e non ha mai  perso lo stile duro e sgargiante che ha ereditato dal suo maestro.  Molti dei suoi quadri sono nel museo di Anversa, uno del 1597 nel museo di Dresda, rappresenta Cristo sulla strda verso il Golgota ed è firmato da lui come D.6 (ouden Den).

Altri esemplari del lavoro di Ambrosius I Francken, terzo figlio di Nicola di Herenthals, restano quelli  eseguiti in collaborazione con Hieronymus o Frans I. Iniziò la sua attività come collaboratore di  Hieronymus a Fontainebleau poi,  tornato ad Anversa, dove ottiene la sua gilda nel 1573,  visse  fino al 1618.  Le sue migliori opere sono il Miracolo dei pani e dei pesci e il Martirio di San Crispino. In entrambi questi pezzi  viene visualizzato un tratto vigoroso ma segnato dalla mancanza di atmosfera e di ombra o dalla durezza della linea e volgarità di tono. Non c'è una traccia nel segno di questi tre pittori dell'influenza del risveglio che ha avuto luogo sotto la guida  di Rubens.

Frans Francken preparò i suoi tre figli alla sua professione di pittore, il maggiore  dei quali, anche se ha praticato come un maestro della gilda di Anversa (1600-1610), non ha lasciato alcuna traccia visibile del suo lavoro.

Hieronymus Francken II iniziò la sua attività con suo zio Ambrosius. Era nato nel 1578 ed è entrato nella corporazione nel 1607 e nel 1620  ha realizzato un curioso dipinto di Orazio Coclite difensore del Ponte Sublicio (museo di Anversa).

Il terzo figlio di Frans Francken I è Frans Francken II  che ha firmato i suoi dipinti  fino al 1616 come "il più giovane", dal 1630 fino alla sua morte come il "vecchio Frans Francken". I suoi dipinti sono di solito di piccole dimensioni "da studio" e si trovano in numero considerevole nelle collezioni di tutta Europa. Frans Francken II nacque nel 1581. Nel 1605 entrò nella corporazione dei pittori di cui in seguito divenne il presidente e morì nel 1642 . La sua prima composizione è la Crocifissione (Vienna, Belvedere) datata 1606. Le sue ultime composizione come "il più giovane Frans Francken" sono L'Adorazione della Vergine (1616) nella galleria di Amsterdam e La donna adultera (1628) a Dresda. Dal 1616-1630 molti dei suoi pezzi sono firmati F. Francken, poi vengono le Sette opere di Carità (1630, Monaco di Baviera) firmata " il vecchio Frans Francken" come anche Il figliol prodigo (1633, Louvre). 

Frans Francken III, nato il 1607, è l'ultimo del suo nome che merita di essere registrato.  Entrò nella gilda di Anversa nel 1639 ed è morto nel 1667.  La sua attività era principalmente limitata ad aggiungere elementi ai pezzi architettonici o paesaggistici di altri artisti ed è chiaramente distinguibile l'effetto della scuola di Rubens. 

Adorazione dei magi di Frans Francken III

 


Coques Gonzales (Anversa 1614 - 1684)


Ritrattista favorito della borghesia di Anversa, ebbe protezione di principi e nobili. Nelle sue opere, generalmente di piccolo formato e spesso in gruppo, sono ambientati interni molto curati nei particolari. Famosi sono alcuni suoi ritratti raffiguranti i cinque sensi. Per l'eleganza e la distinzione che caratterizzano i suoi modelli fu soprannominato  Piccolo Van Dick. Le sue opere si trovano esposte nei musei di Anversa, Bruxelles, Kassel, l'Aia e nel resto d'Europa.

 

 

 


Le riproduzioni seguenti che raffigurano i cinque sensi sono tutte esposte presso il Museo Brukental in Romania.

La vista
L'udito
L'olfatto
Il gusto
Il tatto

 


Jan van Kessel (Anversa 1626 - 1679)


 

Allievo di de Vos e dello zio Jan Brueghel detto "dei velluti", svolse un repertorio specialistico di quadretti di fiori, animali, insetti, uccelli, descritti con miniaturistica attenzione e gusto raffinato. Gli si attribuiscono anche numerosi cartoni per arazzi. Molti dei suoi motivi furono ripresi dal figlio Ferdinand (Anversa 1648 - Breda 1696), attivo alla corte reale di Polonia.