Giotto di Bondone (Vespignano 1267 - Firenze 1337)



Giotto è certamente tra i più grandi pittori italiani oltre che ad essere stato un famoso architetto. Ben poco si conosce della sua vita e della sua formazione che tuttora è avvolta nella leggenda. Nasce da una famiglia di contadini di Colle di Vespignano a Vicchio nel Mugello e si racconta che sia stato notato da Cimabue mentre pascolando le sue pecore le ritraeva su di un sasso. Non ci sono riscontri di fonti documentali circa  la storiella del famoso "O" tracciato da Giotto. E' certo comunque che il giovane va a bottega da Cimabue, come scrisse lo stesso Vasari, intorno al 1272 e con lui si reca sia a Roma che ad Assisi. L'artista, che possiamo considerare certamente come uno dei precursori del Rinascimento, percorre dei grandi cicli pittorici. Tra il 1288 e il 1292 dipinge nella Basilica superiore di Assisi alcuni affreschi come le Storie dell'Antico Testamento e le Storie del Nuovo Testamento, nei quali sono ancora evidenti le tendenze dell'arte bizantina e la stessa influenza del maestro Cimabue. Intorno al 1290 apre una propria bottega e a cavallo tra la fine del '200 e gli inizi del '300 Giotto si divide tra Assisi e Roma e raggiunge il suo massimo splendore. Diventa un artista molto apprezzato e molto ricco, tanto da superare il suo maestro Cimabue, come cita lo stesso Dante, e da essere chiamato a Padova per affrescare la Cappella degli Scrovegni dove dipinge le Storie di Gioacchino, Storie di Maria, Storie di Gesù, Allegorie dei Vizi e delle Virtù e Giudizio Universale, capolavori di inestimabile bellezza della pittura italiana. Sono questi gli anni che segnano il momento di maggiore grandezza dell'artista che rompe gli antichi schemi bizantini mostrando le figure umane con lineamenti tondeggianti ed armonici, che paiono ispirate da modelli viventi anziché conformate da archetipi idealizzati. Il reale prende il sopravvento a danno delle forme rigide ricalcate con colori impreziositi e luminosi che ritroviamo nella splendida Madonna di Ognissanti, conosciuta anche come la Maestà degli Uffizi dove il volto armonico della Madonna prende forma assumendo dei lineamenti armonici e umanizzati, con volumi e forme plastiche e contrasti chiaro-scuri. Il nuovo corso sarà in seguito maggiormente maturo e consolidato nei due cicli di affreschi eseguiti per la Cappella Bardi e la Cappella Peruzzi in Santa croce a Firenze. Dal 1328 al 1333 i D'Angiò di Napoli affidano a Giotto l'esecuzione di alcune opere tra le quali la Morte della Vergine ed altre andate ormai perdute. Ma Giotto non fu soltanto un grande pittore, ma anche un rinomato architetto. Alcuni documenti del 1334 attestano il suo ritorno a Firenze dove viene nominato Capomastro dell'Opera di Santa Reparata  dai dodici Probiviri del Comune di Firenze che gli affidano la direzione di tutte le opere architettoniche della città tra le quali la realizzazione del campanile del Duomo di Santa Maria in Fiore.

Incontro alla porta aurea tra Gioacchino e Anna


Natività di Maria


Presentazione di Maria al tempio


Corteo nuziale di Maria


Sposalizio di Maria


Annunciazione


Consegna dei rotoli a San Simeone


Preghiera per la fioritura


La visitazione



Natività


Adorazione dei Magi


La fuga in Egitto


Le nozze di Cana


Resurrezione di Lazzaro


Ingresso trionfale in Gerusalemme


La lavanda dei piedi


Il bacio di Giuda


Crocifissione


Compianto sul Cristo Morto


La Resurrezione


Il presepe di Greccio


San Francesco parla agli uccelli


Conferma della regola


La morte del Santo


Il crocifisso di Rimini


Particolari di dipinti vari


Madonna d'Ognissanti


Vergine con bambino


Il campanile di Giotto



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