Taddeo Gaddi (Firenze 1300 circa - 1366)


Figlioccio di Giotto, lavorò con lui per circa ventiquattro anni. Ma la sua personalità si distingue dal maestro in quanto i suoi dipinti assumono le caratteristiche proporzioni allungate di gotica eleganza. E' particolarmente noto per i suoi colori chiari che influenzarono la raffinata arte tardo gotica dei pittori della generazione successiva.

particolare della Natività di Cristo in Santa Croce a Firenze, Cappella Baroncelli


Natività



Neri da Rimini (attivo fra il 1300 e il 1322)


La scuola riminese ebbe origine verso il 1303 quando Giotto si fermò a Rimini come tappa del suo viaggio verso Padova. Neri fu un miniaturista di quella scuola che ha firmato e datato una serie di opere di grande coerenza stilistica.

Corale


Annunciazione



Vitale da Bologna (Bologna 1300 - 1361)

noto anche come Vitale di Almo de' Cavalli o Vitale degli Equi


Le componenti più importanti della formazione di quest'interessante quanto problematico artista sono da una parte l'acquisizione delle novità della pittura giottesca, dall'altra la conoscenza dell'arte senese. Un capolavoro è la tavola con San Giorgio e il drago (1330), dove la ricerca di movimento e di espressione si spinge ad una contorsione forzata del cavallo. Nella Madonna dei denti (1345) Vitale mostra, attraverso il sorriso della Vergine, una serenità umanizzante mai vista prima.

San Giorgio e il drago


Madonna dei denti



Ambrogio Lorenzetti (Siena ? - 1348)


Con Duccio e Simone, Ambrogio Lorenzetti completa la triade dei grandissimi della pittura a Siena. Fu di temperamento molto diverso da quello appassionato e drammatico di Pietro e produsse un'arte assai più pacata, quasi filosofeggiante. A differenza del fratello, non si scorge in Ambrogio nessuna traccia dell'ascendente di Duccio, mentre anche le derivazioni da Giotto appaiono molto più mitigate. Fu dotato di una singolare e spiccatissima personalità artistica, più unica che originale, e di un instancabile spirito di ricerca sorretto da una inesauribile fantasia creativa che gli consentì di dare forme sempre nuove e precisamente caratterizzate a ognuna delle sue opere. Nel 1338-1339 Ambrogio dipinse quello che ancora oggi è considerato il suo capolavoro tra le opere a noi pervenute: le Allegorie del Buono e Cattivo Governo e dei loro Effetti in Città e in Campagna, dispiegate su tre pareti per una lunghezza complessiva di 35 metri nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena.

Allegoria del Buon Governo


La Città


Madonna che allatta


La presentazione di Gesù al Tempio



Traini Francesco (attivo a Pisa tra il 1315 e il 1348)


Ad oggi abbiamo almeno tre opere attribuite con certezza al Traini. La prima, intitolata l'Apoteosi di San Tommaso d'Aquino e risalente al 1344,  raffigura San Tommaso d'Aquino tra Aristotele e Platone  che gli offrono le loro opere come rappresentanti del sapere profano. A questa scena si contrappone la rappresentazione del cielo da dove Cristo e gli Apostoli irradiano verso il Santo la luce del sapere sacro. La seconda opera attribuita al Traini  è il polittico di San Domenico nella Chiesa di Santa Caterina a Pisa, una splendida opera raffigurante le scene di vita del santo. La terza opera è la Vergine con Bambino e Sant'Anna, attualmente situata al Princeton Museum.

Trionfo della morte

(particolare)


Trionfo di San Tommaso d'Aquino



Andrea di Cione detto l'Orcagna ( Firenze ? - 1368)


Apprese il mestiere da Giotto e Andrea Pisano insieme ai fratelli Jacopo, Benci e Nardo di Cione. Secondo la tradizione ebbe fama su tutti i pittori fiorentini del suo tempo dopo Giotto, distinguendosi per la grandiosità del comporre, il deciso plasticismo e il colore intenso. Dal 1355 al 1357 fu capomastro di Orsanmichele a Firenze al cui interno è ancora presente il tabernacolo da lui realizzato nella navata destra. Nell'ambiente fiorentino si colloca in netta reazione a quella fase di crisi pittorica attraversata dal gruppo di artisti di diretta derivazione giottesca.

Adorazione dei Magi


Noli me tangere


La Trinità

La Risurrezione

L'Ascensione

La Pentecoste



Ugolino di Nerio da Siena (secolo XIV)


Pittore attivo a Siena del quale si hanno notizie certe solo dal 1317 al 1327. Fedele seguace di Duccio di Buoninsegna, ha contributo molto all'affermazione della pittura senese a Firenze con commissioni prestigiose per gli altari delle due maggiori Basiliche, Santa Maria Novella e Santa Croce. L'unica sua opera firmata è un polittico datato 1325 per l'altare maggiore della Basilica di Santa Croce, smembrato nel 1847 e disperso in vari musei stranieri. L'autonomia artistica dovrebbe risalire al 1315, ma già nel 1320 circa il suo stile si definisce maggiormente e si arriva alla maturità artistica caratterizzata da una forte spiritualità dei soggetti e la notevole eleganza delle figure. Le immagini qui di seguito riprodotte appartengono tutte al Polittico di Santa Croce.

Il tradimento di Giuda


La via del Calvario


La deposizione


La Resurrezione



Altichiero da Zevio (Zevio 1330 circa - Verona 1390 circa)


Attivo a Verona e Padova fu discepolo  del Turone. Sulla sua vita le notizie sono molto scarse, si sa soltanto che è citato per il pagamento di una anchona (cioè un'ancona, una tavola dipinta da altare ) nel 1384 e che era già morto nel 1393. Le fonti però lo ricordano come un artista molto apprezzato ai suoi tempi. Nelle sue prime opere si ispirò alla scuola giottesca lombarda, traendo insegnamenti di "verità" descrittiva, che seppe mettere a buon frutto nelle sue opere. Dalle vivaci  opere di Tommaso da Modena imparò lo stile narrativo brillante e l'attenzione per i dettagli quotidiani. Sebbene per alcuni aspetti coloristici e narrativi sembri precedere lo stile  del gotico internazionale, il suo sguardo indaga ancora oggettivamente, ed è estraneo alle fantasie cortesi e cavalleresche che saranno invece in Pisanello, suo diretto erede. Nel 1364 affrescò nella Sala Grande  di Cansignorin della Scala,a Verona, le Storie della guerra giudaica, andate perdute come le altre storie profane della Reggia Carrarese  di Padova, dove erano raffigurati vari cicli: di Nerone, di Camilla, di Lucrezia, di Ercole e una serie di Uomini illustri, su ispirazione  del Petrarca. Del poeta fiorentino egli eseguì anche un ritratto, che ci è pervenuto sebbene ampiamente ridipinto in epoche successive, dove l'autore è al tavolo di studio. L'interesse verso soggetti storici e classici, influenzato sicuramente dall'umanesimo petrarchiano, fece da preludio a quel gusto antiquario che dominò la scena dell'Italia settentrionale nel secolo successivo.

 

Ritratto di Francesco Petrarca


Decollazione di San Giorgio



Bartolo di Fredi (Siena 1353 circa - 1410)


Fonde nella sua pittura lo stile di Simone Martini e di Pietro e Ambrogio Lorenzetti, si pone all'attenzione come uno dei rappresentanti più tipici della scuola senese. Notevole il suo uso del colore. Fu uno dei pittori più importanti della seconda metà del Trecento, sia a Siena che nelle città limitrofe dove ancora oggi si conservano numerose sue opere.

Adorazione dei Magi

(Pinacoteca di Siena)


Adorazione dei Magi

(Metropolitan Museum of Art, N.Y.)


Presentazione al tempio di Gesù



Ghissi Francescuccio (seconda metà del secolo XIV)


Attivo a Fabriano verso la fine del Trecento. Si distaccò dal miniaturismo fabrianese verso una pittura di un cromatismo più acceso ed una fattura più grossolana. Tra le sue opere firmate: Madonna dell'umiltà (Ascoli Piceno, S. Agostino); Madonna del latte (1359, Fabriano, S. Lucia); Madonna (1374, Montegiorgio, S. Andrea).

Madonna dell'umiltà



Barnaba da Modena (Modena 1328 circa - 1386 circa)


Barnaba Agocchiari, detto Barnaba da Modena. Egli fu attivo soprattutto in Liguria e in Piemonte a metà del XIV secolo. Un suo dipinto si trova nella Chiesa di San Francesco  ad Alba, mentre un polittico è conservato presso la Chiesa di San Dalmazzo a Savona.La sua "Vergine con Bambino" dipinta in stile bizantino si trova invece presso il Museum of Fine Arts  a Boston, Massachussets.



Giovanni da Milano (Caversaccio 1325 circa - 1370 circa)


Attivo tra Firenze e Milano tra il 1346 e il 1369. Importante esponente della pittura gotica fu, con Giottino, il più significativo innovatore  della scuola giottesca fiorentina nella seconda metà del secolo. Nel 1346 risulta iscritto all'Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze e nel 1366 gli viene concessa la cittadinanza di fiorentina. Riuscì ad operare una sintesi fra l'arte del gotico francese e la pittura italiana, non cadendo in un'emulazione di maniera della lezione di Giotto. È infatti insieme a Giottino l'unico pittore che riuscì a svincolarsi dal gusto arcaizzante della cultura figurativa locale.

Cristo in Pietà

La natività della Vergine nella Cappella Rinuccini



Conrad von Soest (Dortmund 1370 - 1422)


Gotico internazionale si definisce quello stile di pittura diffusosi in Europa tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, noto anche come Gotico fiorito o cortese. Si sviluppò in area franco-fiamminga e, talora, la critica d'arte definisce questo stile - anche se in modo controverso - con la denominazione di tardogotico.

Questo pittore ha un ruolo fondamentale per l'introduzione dello stile gotico nel nord della Germania. Il suo lavoro ha avuto effetti di vasta portata sulla pittura tedesca.

Natività - Particolare tratto dalla Storia di Cristo rappresentata nell'altare della Passione - (seconda formella in alto a sinistra) - Parrocchiale di Wildungen, Assia



Gentile da Fabriano (Fabriano 1370 circa - Roma 1427)


Gentile di Niccolò di Giovanni Massi detto Gentile da Fabriano. E' stato tra i più importanti  esponenti del gotico internazionale. Incarnò nel suo secolo la tipica figura dell'artista itinerante, che preferiva spostarsi per trovare le più svariate occasioni di lavoro offerte dalle corti piuttosto che stanziarsi a bottega. La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso impareggiabile degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell'epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. Con la visita a Firenze entrò in dialogo con il nascente umanesimo nell'arte e, pur senza rinunciare al proprio stile, iniziò una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l'essenzialità rinascimentale.

Adorazione dei Magi ed alcuni particolari

Incoronazione della Vergine


Madonna dell'Umiltà



Niccolò Gerini di Pietro (notizie dal 1386 al 1430)


Prolifico seguace della scuola giottesca legato alla cultura veneziana della fine del Trecento, visse il clima gotico internazionale con diversi artisti tra cui Gentile da Fabriano . La sua opera si colloca nel periodo in cui a Firenze l'arte manifestò una certa stanchezza e calo di inventiva delle innovazioni introdotte  da Giotto, verso un gusto più arcaizzante ed una produzione più seriale.



Stefano da Zevio o da Verona (1374 circa - 1438 circa)


Figlio del pittore francese Jean d'Arbois approdato in Italia al servizio di Gian Galeazzo Visconti, prima di stabilirsi a Verona lavorò nel pavese con i miniatori e a Padova. A Verona si affermò come esponente del gotico internazionale, con opere di grande raffinatezza lineare, come l'Adorazione dei Magi della Pinacoteca di Brera qui di seguito riprodotta, suo capolavoro della maturità, firmato e datata 1434. L'opera dimostra dimestichezza nel calibrare una composizione affollata, una straordinaria cura nei dettagli e una resa spaziale innaturale e fiabesca. Frequentò il pittore Pisanello, negli stessi anni a Verona, e tra i due si notano influenze reciproche.



il Pisanello (Verona ?prima del 1395 - Napoli ?1455)


La data ed il luogo di nascita di Antonio di Puccio Pisano detto il Pisanello non sono conosciuti. Si presume sia nato tra il 1380 e il 1395 a Pisa. La prima formazione artistica di Antonio Pisano (questo il suo vero nome), avviene nell’ambito della scuola di pittura costituita da Altichiero da Zevio e Turone. Il suo bagaglio artistico-culturale si forma sotto la guida dei maestri Stefano da Verona (Stefano da Zevio 1375(4)-1439(?)) e Gentile da Fabriano (1370 – 1427). Il primo dipinto che può essere con certezza attribuito al Pisanello è “La Madonna della quaglia”, custodito nel Museo veronese di Caltelvecchio, dove sono evidenti gli influssi di Stefano da Verona e di Michelino da Besozzo.  Anche dal ritratto della Principessa Ginevra d'Este, custodito nel Louvre, si rilevano gli influssi della pittura fiorentina, ampiamente diffusa da Giotto e dai suoi allievi Altichiero e Stefano da Verona. In definitiva i pochi dipinti rimasti di lui lo mostrano in singolare sospensione artistica tra il vecchio ed il nuovo, posizione tuttavia spesso superata attraverso un acuto senso della realtà.

Madonna della quaglia



Giusto de' Menabuoi (Firenze 1330 circa - Padova 1390 circa)


Pittore italiano attivo soprattutto a Padova dove, colpito dalle ordinate fissità romaniche e bizantine, realizzò la grande cupola del Battistero il grande Paradiso: la scena è organizzata attorno a un Cristo Pantocreatore dove ruota un'ipnotica raggiera a più strati con angeli e santi, le cui aureole in file ordinate ricordano, guardate dal basso, le punzonature di una magnifica oreficeria. Nel tamburo, invece, dipinse le Storie della Genesi.

Cupola del Battistero

Tamburo del Battistero



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