Jean Auguste Dominique Ingres

(Montauban, Tarn e Garonna 1780 - Parigi 1867)


 

Autoritratto a 24 anni

Figlio di Jean Marie Joseph, scultore di ornati, studiò all'Accademia di Tolosa e nel 1797 fu accolto a Parigi nello studio di David. Nel 1801 vinse il Grand Prix a Parigi con I legati di Agamennone. 

I legati di Agamennone (1801, Parigi Scuola Superiore di Belle Arti)

Nel 1804 dipinse il Napoleone Primo Console e nel 1806 espose al Salon i tre famosi ritratti della famiglia Riviére.

 

Napoleone Primo Console (1804, Liegi Museo delle Belle Arti)


Madame Riviére (1806, Parigi Louvre)
Monsieur Riviére (1806,  Parigi Louvre)
Mademoiselle Caroline Riviére (1806, Parigi Louvre)


Quello stesso anno partì per Roma (la consegna della borsa di studio era stata rinviata per motivi connessi alle vicende politiche). Sono di questo periodo  i ritratti di Madame Devaugay, quello del pittore Granet e di Moltedo (1810). Nel 1811 inviò a Parigi Teti che supplica Giove che fu severamente giudicato dalla critica ufficiale. Nel 1813 sposò Madaleine Chapelle e rimase a Roma ove ebbe studio in via Gregoriana e vi rimase sino al 1820.

Ritratto del pittore Granet (1810, Museo Granet Aix-en-Provence)
Ritratto di Monsieur Moltedo (1810, Metropolitan Museum of NYC)
Ritratto di Madame Devaugay (1810, Chantilly Museo Condé)

Teti che supplica Giove (1811, Museo Granet Aix-en-Provence)


Del 1814 è La grande odalisca. Al Salon del 1819 espose Ruggero che libera Angelica, accolto con molta ostilità. Nel 1820 seguì l'amico scultore Lorenzo Bartolini a Firenze ove dipinse per la sua città natale il celeberrimo  Voto di Luigi XIII che gli procurò la Croce della Legion d'Onore da Carlo X. Nel 1834 ottenne la direzione dell'Accademia di Francia a Roma succedendo a Horace Vernet. Tornò a Parigi nel 1841. Appartengono al periodo tra il 1841 e il 1851 alcuni tra i suoi più bei ritratti, come quello di Madame Moítessier.

 

La grande odalisca (1814, Parigi Louvre)


Ruggero che libera Angelica (1819, Parigi Louvre)

Voto di Luigi XIII

(18120, Montauban Cattedrale di Nôtre Dame)


Madame Moítessier (1841, Washington National Gallery of Art)

Dopo la morte della moglie (1849) inviò a Montauban una cinquantina di dipinti che costituirono il fondo del Museo Ingres. Partecipò con 43 dipinti e 25 cartoni per la realizzazione delle vetrate delle cappelle di Dreux e di Neuilly all'Esposizione universale di Parigi (1855). Nel 1856 dipinse La sorgente e il secondo ritratto di Madame Moítessier e nel 1861 espose i suoi disegni e nel 1863 creò i ritmi equilibri del Bagno turco.

La sorgente (1856, Parigi Louvre)


Madame Moítessier (1856, Londra National Gallery)


Il bagno turco (1863, Parigi Louvre)


L'estetica di Ingres, che fu anche un lapidario scrittore, si basa sulla natura, sul bello idealizzato, sulla lunga meditazione del comporre, sul segno ed è l'estetica di David suo maestro. Tipico pittore del Primo Impero appartenne alla corrente dei davidiani di Roma, aperti alle teorie di Mengs e non del solo Winckelmann e studiò Raffaello. Dal Giove e Teti alla Sorgente, le sue più alte realizzazioni sono volte a un'ideale bellezza di forme nelle quali esprime un perfetto stato di armonia, fine supremo della pittura neoclassica. Mademoiselle Riviére è il ritratto più aderente allo stile, ma dal Granet alla Devaugay e al Moltedo si allineano le più forti espressioni della ritrattistica neoclassica. Né certo Ingres si allontanò da quel mondo dopo il 1824, al ritorno da Roma, nella successiva evoluzione che non è un'evasione ma un approfondimento dei suoi ideali poetici. Solamente quando non mantenne fede al suo ritmo castigatissimo, fu inferiore a se stesso, come è rilevabile nel troppo celebre Voto di Luigi XIII: ciò che non può certo dirsi, peraltro, per l' Apoteosi di Omero (dipinta nel 1827 per un soffitto nel palazzo del Louvre).

Apoteosi di Omero (1827, Parigi Louvre)

Talvolta, tuttavia, la sua arte si raggela un po' fra archeologia e retorica, ma al tempo stesso giunge senza tradirsi da una lato alla vasta orchestrazione dell'Età dell'Oro (affresco nel castello di Dampierre), dall'altro al Bagno turco, ultimo esempio di un modo di espressione dell'ideale neoclassico, di cui il Marte e Venere e Le Grazie di David  erano stati i primi esempi. Il Neoclassico di David fu più nuovo, quello di Ingres più maturo e più intimo; il primo archeologico e geometrico a tesi e moraleggiante, il secondo profondo e ritmato, distaccato e puro. Per David il Neoclassico fu una scoperta, per Ingres viceversa si può parlare di compimento dello Stile Neoclassico.

Autoritratto a 24 anni Autoritratto a 74 anni
Ingres nel suo atelier

Mezza figura di bagnante (1807)


Il bagno (1808)


Edipo e la Sfinge (1808)


Ritratto del Conte Gouriev (1821, San Pietroburgo Hermitage)

 

Napoleone incoronato Imperatore (1806, Parigi Musée de l'Armée)


Antioco e Stratonice (Musée Fabre, Montpellier)


Studio accademico di un mezzo busto

(1801, Museo Nazionale di Varsavia)



Madame de Senonnes (1814, Nantes Museo di Belle Arti)


Vergine dell'Adozione


Viscontessa Louise-Alvertine d'Haussonville (1845 NYC Frick Collection)


Paolo e Francesca (1819, Museo di Belle Arti, Angers)


Baronessa di Rothschild (1848, Collezione privata)


Madame Moítessier (1841, Washington National Gallery of Art)