Piero della Francesca (1412 ca. - 1492)


Piero della Francesca nacque a Borgo Sansepolcro nel 1415-20. Si formò a Firenze insieme a Domenico Veneziano con il quale collaborò per gli affreschi perduti del coro di S. Egidio a Firenze. L’artista rivela un personalissimo carattere sin dalle prime opere: struttura prospettica rigorosissima, perfezione dei volumi geometrici, rappresentazione di figure grandiose immerse in un'atmosfera dalla luminosità diffusa, sottile quasi astratta che mantiene i personaggi come sospesi nel tempo. Nel 1442 la confraternita della Misericordia di Borgo Sansepolcro, gli commissionò un polittico che doveva essere consegnato entro tre anni, in realtà il pittore ne impiega quindici. Il Polittico della Misericordia è composto da ventitre scomparti alcuni dei quali, come la predella, sono dipinti da aiutanti del pittore.

Il Polittico della Misericordia ed alcuni particolari

Quasi tutte le opere di Piero sono di carattere religioso. Tra i suoi capolavori il Battesimo di Cristo, che oggi si trova a Londra alla National Gallery. In questo dipinto la trasparenza dell'atmosfera, la chiara luminosità del paesaggio rievocano le opere di Domenico Veneziano e del Beato Angelico, la prospettiva rigorosa il cui perno centrale è costituito dalla figura del Cristo conferisce all'opera un certo equilibrio e quell'armonia che è tipica delle opere pierfracescane.

Ed ancora, La leggenda della vera Croce che è l’unico grande ciclo di affreschi pervenutoci integro dove ogni affresco è organizzato in due sezioni, un quadrato abbinato ad un rettangolo, a creare una marcata scansione ritmica. E' considerata una delle opere più importanti di tutta la pittura rinascimentale: il ciclo degli affreschi si può ammirare nella Cappella Bacci  della Basilica di San Francesco ad Arezzo. 

Opere spettacolari dove lo studio della prospettiva rappresenta il giusto raccordo fra rappresentazione umana e paesaggio come, ad esempio la Flagellazione di Cristo (Galleria Nazionale di Urbino, 1450-1460)

la Madonna del Parto (1460-1464, Museo di Monterchi), la Madonna di Senigallia (1470 ca. Galleria Nazionale), la Resurrezione (1463-1465, Pinacoteca di Sansepolcro), la Sacra conversazione (1472-1474, Pinacoteca di Brera) diverse Natività ed Annunciazioni.

Madonna del Parto

 

Madonna di Senigallia

 

Resurrezione

 

Annunciazione e Natività

 

La Sacra conversazione

Eseguì anche il ritratto di Battista Sforza e Federico da Montefeltro.Una malattia agli occhi costrinse il maestro a ritirarsi dalla sua attività e ad applicarsi negli studi della prospettiva che lo portarono a scrivere il De prospectiva pingendi nel quale insegna ai pittori i segreti della prospettiva e il libretto De quinque corporibus regularibus.

 


Machiavelli Zanobi (1418-1479)


Pittore fiorentino, esponente della scuola di Benozzo Gozzoli. Tra le sue opere, "Madonna e santi" (Londra, National Gallery), "San Giacomo Maggiore"(Berlino, Ataatlichen Museen). Collaborò, inoltre, agli affreschi del Camposanto di Pisa.


Andrea del Castagno (1421-1457)


Sopranome di Andrea di Bartolo, nato a Castagno nel Mugello. Appartiene al primo Rinascimento italiano e mostra di aver appreso gli insegnamenti rinnovatori soprattutto del Masaccio. La decorazione ad affresco di una parete del refettorio di Santa Apollonia in Firenze, con l'Ultima Cena, Crocifissione, Deposizione e Resurrezione rappresenta la sua opera maggiore. All'ultima fase di Andrea appartengono un San Giuliano e una Trinità (1451-1455 ca.) nella chiesa della Santissima Annunziata a Firenze. Il monumentale ritratto equestre di Niccolò da Tolentino (1456), in Santa Maria in Fiore, rivela nei contorni sinuosi ed incisivi la ricerca del movimento e di energia tipica della sua arte.

Refettorio di Santa Apollonia

Trinità


Alessio Baldovinetti (1425-1499)


Pittore fiorentino, subì l'influsso del Beato Angelico, ma in un secondo tempo si avvicinò allo stile di Andrea del Castagno del quale proseguì l'opera nella chiesa della Santissima Annunziata di Firenze. A questo periodo appartiene la bella Annunciazione in San Miniato al Monte. Ricercatore di nuove tecniche in pittura sperimentò largamente l'uso dell'olio e trattò la tempera in maniera pastosa, non tradizionale. Di particolare bellezza una Madonna conservata al Louvre di Parigi.


Foppa Vincenzo (1430 ca. - 1516)


E' il maggior pittore lombardo prima del Caravaggio, considerato l'iniziatore del Rinascimento in Lombardia, affonda le sue radici nel gotico estremo e giunge quasi sino alle soglie del manierismo. Nasce  a Brescia e prima di maturare pienamente la sua visione pittorica, tipicamente lombarda, il Foppa si rende sensibile all'opera dei miniatori dell' "ouvraige de Lombardie", arricchita dai contatti con Foquet e anche dalla lezione degli artisti toscani attivi a Padova. Nelle prime opere documentate, I tre crocifissi (1456) e il San Girolamo (Bergamo, Accademia Carrara), le eredità del naturalismo trecentesco e del decorativismo gotico e le suggestioni dell'ambiente padovano e dell'arte francese, sono già trascese in una nuova arte poetica, personale ed inconfondibile. Alla geometria, cardine della visione pittorica fiorentina, Foppa sostituisce una sua prospettiva illusiva: al "lume universale" dei toscani il suo "lume naturale" che suggerisce l'ora, il tempo, l'atmosfera in cui la scena si svolge. Databili intorno al 1460 sono la Madonna del libro (Milano, Museo del Castello) e il San Cristoforo (Museo di Denver), il ciclo della Vita di San Pietro martire, del 1467-68 nella Cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano, uno dei maggiori monumenti pittorici del Quattrocento. Del 1485 è la Madonna tra i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (Milano, Brera) e il Martirio di San Sebastiano (idem), ex voto per la peste del 1486, quasi un omaggio a Bramante. Realizza a Pavia su commissione di Giovanni Maria Bottigella una Pala d'Altare e fra le opere del suo ultimo periodo ricordiamo l'Annunciazione (Isola Bella, raccolta Borromeo), il Padre Eterno e Gli Evangelisti e la bellissima Epifania (National Gallery, Londra), velata da quel lume argenteo e diffuso che è la più alta eredità lasciata da Foppa agli artisti della sua terra.

Madonna del libro

Dettaglio della Pala dell'altare Bottigella