Il Post-impressionismo

 

Il Post-Impressionismo è un termine convenzionale usato per individuare quelle molteplici esperienze figurative sorte in Francia dopo l’Impressionismo. Esso è solo un’etichetta per un individuare cronologicamente il periodo che va dal 1880 agli inizi del 1900. Non è dunque uno stile in quanto non è accomunato da caratteri stilistici unici. Il termine fu coniato dal pittore e  critico d’arte inglese  Roger Eliot Fry in occasione di una manifestazione pittorica svoltasi a Londra nel 1910 nella quale vennero esposte opere di Paul Gauguin, Paul Cézanne e Vincent Van Gogh.  

La rivoluzione compiuta nella storia dell’arte dall’Impressionismo fu il punto di partenza per tutti gli artisti post-impressionisti quanto alla rivendicazione di una specificità di linguaggio pittorico che ponesse la pittura su un piano totalmente diverso dalla produzione di altre immagini. Essi credevano nella necessità di rispettare “la verità” e di essere “fedeli alla natura”. Ma l’identità fra post-impressionisti e loro predecessori finiva qui.  

Per gli Impressionisti la libertà del pittore era indirizzata alla possibilità di rappresentare, dosando luce e colore, l’impressione di un attimo, mentre i Post-impressionisti volevano riconquistare la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore e il tempo.  

La cultura occidentale ha sempre inteso l’arte quale riproduzione del reale, avendo come obiettivo qualitativo finale il perfetto naturalismo. Ma questa concezione si dissolve sul finire dell’Ottocento quando la pittura si trova a dover recitare un ruolo marginale rispetto alle nuove scoperte scientifiche quali la fotografia e il cinema con le quali non è possibile competere sul piano del naturalismo. Quindi la pittura ha la necessità di trovare un’altra specificità che non sia quella della riproduzione naturalistica e in questo senso la nuova generazione di pittori decise di voler rappresentare la natura in modo sempre più soggettivo arrivando alla conclusione che il visibile realistico potesse essere rappresentato in un modo del tutto inedito.

 

L’Arte, in particolare la pittura, cambia dunque funzione: non riproduce, ma comunica sino a volgere nel giro di pochi anni a una rivoluzione totale in questo campo dove la nascita dell’Astrattismo, intorno al 1915, sancisce definitivamente la rottura fra arte e rappresentazione reale. Le novità artistiche e stilistiche vengono preparate dal 1880 in poi dalle attività di alcuni principali esponenti del Post-impressionismo: Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Edvard Munch, James Ensor che possono essere considerati dei pre-espressionisti in quanto in questi pittori sono già presenti molti degli elementi che costituiscono le caratteristiche più tipiche dell’Espressionismo: l’accentuazione cromatica, il tratto forte e inciso, la drammaticità dei contenuti.  

 

Negli stessi anni, ma su un versante opposto, si svolse l’attività di altri pittori definiti post-impressionisti. Tra questi Cézanne, Seurat, Toulouse-Lautrec, che superano l’Impressionismo soprattutto sul piano della tecnica di rappresentazione. Tra questi, Cézanne è stato il pittore più difficile da interpretare in quanto cercò di risolvere la sua pittura non solo con il colore per cercare la sensazione di un solo istante come per gli Impressionisti, ma cercò di ottenere un’immagine più ferma ed equilibrata cogliendo l’equilibrio delle forme per esprimere una sensazione di serenità senza tempo. E la sua pittura fu importante per l’influenza che produsse su Picasso che dette vita a un altro grande movimento avanguardista nel Novecento: il Cubismo.  

George Seurat, invece esasperò il principio tecnico dell’Impressionismo basato sull’uso di solo colori puri evitandone la sovrapposizione che fu alla base della pittura di Manet. Seurat fu il fondatore di uno stile definito Pointillisme. La sua pittura, infatti, si componeva di tanti punti minuscoli di colori primari accostati sulla tela a formare una specie di mosaico. Questo stile che va definito più correttamente Divisionismo si basava sul principio della mescolanza ottica. La pittura divisionista produsse un’influenza notevolissima su tutti i pittori della generazione successiva, molti dei quali saranno protagonisti delle avanguardie storiche del Novecento.  

Toulouse-Lautrec rappresenta un capitolo a sé stante nella pittura di fine secolo. Egli potrebbe essere considerato l’ultimo degli impressionisti ma anche il precursore dell’Espressionismo per il suo tratto molto inciso e nervoso che lo accomuna nella pittura espressionista. Tuttavia, anche per la sua produzione di manifesti, egli fornì molti stimoli al sorgere di quello stile decorativo, definito Liberty, che caratterizzò la produzione artistica applicata tra fine Ottocento e inizi Novecento.  

 

Roger Fry

(pubblicato)

 

Vincent van Gogh

(pubblicato)

 

Paul Gauguin

(prossima pubblicazione)

Eduard Munch

James Ensor

Paul Cézanne

Georges Seurat

Henri de Toulouse-Lautrec


Molti esponenti del nuovo modello post-impressionismo sono intenti a sviluppare ognuno un proprio linguaggio espressivo per superare il rapporto preferenziale dell’arte figurativa con la natura per indirizzarla verso contenuti più intellettuali.  

E in questa fase del post-impressionismo l’attività di alcuni pittori crea le premesse di uno degli stili fondamentali del Novecento: l’Espressionismo, termine che nasce proprio in opposizione a quello di Impressionismo. I pittori impressionisti esprimono le loro sensazioni visive, gli espressionisti vogliono esprimere molto di più, cioè vogliono esprimere tutte le proprie emozioni interiori e psicologiche, non solo quelle sensoriali ottiche.  

Nell’ambito delle avanguardie storiche con il termine Espressionismo si indicano una serie di esperienze sorte soprattutto in Germania che divenne la nazione che più si identificò, in senso non solo artistico, con questo fenomeno culturale. Tuttavia il primo movimento che può essere considerato espressionistico nacque in Francia nel 1905 con i Fauves (belve). Con questo termine vennero spregiativamente indicati alcuni pittori che esposero presso il Salon quadri dall’impatto cromatico molto violento. A questo gruppo appartenevano Matisse, Vlaminck, Derain, Marquet e altri.

 

Nello stesso anno che comparvero i Fauves, si costituì a Dresda (Germania) un gruppo di artisti che si attribuì il nome Die Brüke (Il Ponte). Principali esponenti furono Ernest Ludwig Kirchner ed Emil Nolde. Nella loro pittura sono presenti tutti i tratti tipici dell’Espressionismo: la violenza cromatica e la deformazione caricaturale oltre che una forte carica di drammaticità non presente, ad esempio, tra i Fauves. Determinante fu poi il contributo di pittori quali Ensor e Munch. Proprio da quest’ultimo i pittori espressionisti presero suggestione del fare pittura come esplosione di un grido di dolore.  

Nel 1911 si costituì a Monaco un secondo gruppo espressionistico Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) ispirato soprattutto da pittori come Wassilj Kandinskij e Franz Marc a cui si unì successivamente il pittore svizzero Paul Klee. Il gruppo si sciolse molto presto, l’ultima mostra avvenne nel 1914, ma aveva dato una svolta decisiva all’Espressionismo. Nella pittura fauvista o in quella del Die Brüke la tecnica era quella di rendere “espressiva” la realtà esterna così da farla coincidere con le risonanze interiori dell’artista. Der Blaue Reiter propose invece un’arte dove la componente principale era l’espressione interiore dell’artista che, al limite, poteva anche ignorare totalmente la realtà esterna a se stesso. Da qui, a una pittura totalmente astratta, il passo fu breve. E infatti fu proprio Kandinskij il primo pittore a scegliere la strada dell’astrattismo totale.  

Verso la fine dell’Ottocento in Olanda, sull’esempio della Scuola di Barbizon sorse la Scuola dell’Aia che prese il nome dall’omonima città. Ma, a differenza della scuola francese, la Scuola dell’Aia aspira a un’innovazione della pittura paesaggistica olandese. Un motivo caro a questi artisti è il paesaggio ruvido delle coste dei Paesi Bassi in cui a volte vengono integrati gli abitanti di questi luoghi. Tra gli esponenti figurano pittori come Anton Mauve, Willem Maris, Jacob Matthijs, Henri Mesdag, Willem Roelofs.  

Come reazione al Naturalismo e all’Impressionismo si affermò in Francia, a partire dal 1855, un’altra corrente artistica concepita come espressione concreta e analogica dell’Idea: il Simbolismo. La pittura, momento d’incontro e di fusione di elementi della percezione sensoriale ed elementi spirituali, ebbe dei precursori di questo movimento in Gustave Moreau e Pierre Puvis de Chavannes. Nei loro quadri sono già evidenti alcuni dei temi utilizzati dalla pittura simbolista. In particolare, il ricorso alla mitologia e alle storie bibliche rivisitate come l’apparizione di un sogno in cui le immagini e i contenuti hanno la finalità di essere dei simboli. il Simbolismo in pittura dà immagine a quelle suggestioni culturali molto più vaste che vanno sotto il nome di Decadentismo e che caratterizzano la fine dell’Ottocento.

 

Il maggior pittore simbolista è Odilon Redon il quale rifiutò decisamente l’uso dello stile impressionista perché non era interessato a rappresentare la realtà così come essa appare. Nella sua pittura la natura è soprattutto sogno ed egli ne coglie gli aspetti più sfuggenti, anormali, inspiegabili.

Frattanto da Gauguin prendono però le mosse alcuni dei gruppi artistici che si collocano decisamente nella scia del Simbolismo: prima la Scuola di Pont-Aven e quindi i Nabis.

 

Tali artisti, guidati da Gauguin, furono Émile Bernard, Charles Laval, Henry Moret, Maxime Maufra, Paul Sérusier, Charles Filiger, Meyer de Haan, Armand Séguin, Ernest Ponthier de Chamaillard e altri. Temi fondamentali della loro pittura erano il rifiuto della copia dal vero, l'esaltazione della memoria e dell'immaginazione. La loro tecnica stilistica venne definita Cloissonisme: al pari di come erano realizzate le vetrate gotiche, la loro pittura si componeva di stesure di zone piatte di colore delimitate da contorni scuri. I Nabis (in ebraico significa "profeti") fu un movimento della seconda generazione simbolista. Si dedicarono con grande attenzione alle arti applicate (francobolli, carte da gioco, marionette, manifesti, paraventi, carte da parate, decorazioni murali) in cui facevano ampio uso di simboli storici e mitologici, risolti con notevole sintesi espressiva. Anche la loro opera contribuì, come quella di Toulouse-Lautrec, alla nascita dell'estetica Liberty.

 

Tra gli esponenti principali di questo movimento ricordiamo Pierre Bonnard, Henri Cazalis, Maurice Denis e Mayer de Hann.

Il simbolismo non interessò solo la Francia ma conobbe ampia diffusione in tutta Europa. In Svizzera può considerarsi simbolista l'opera pittorica di Arnold Böcklin. Le sue immagini hanno un indubbio fascino visionario che, reinterpretando i temi del romanticismo nordico, sono contraddistinte da atmosfere lugubri e tenebrose. Di marca simbolista è anche il contenuto della pittura di Gustav Klimt, il maggiore esponente della Secessione viennese. La sua pittura si basa sempre su soggetti di tipo simbolico.

 

Il Simbolismo interessò anche l'Italia dove venne utilizzato soprattutto dai pittori divisionisti. Il Divisionismo è una tendenza artistica sviluppatasi in Italia tra il 1885 e il 1915. I pittori divisionisti, Previati, Segantini, Pelizza da Volpedo, adottarono un procedimento simile a quello francese con la differenza che, invece di utilizzare il punto come elemento di base (Pointillisme), impiegavano un tratto molto più lungo e filamentoso. Il Divisionismo, oltre 'opera degli artisti già citati, divenne un linguaggio molto universale nella cultura artistica italiana agli inizi del Novecento. Divenne la tecnica nuova per eccellenza e dal Divisionismo partirono molti dei pittori della generazione successiva che avrebbero in seguito dato vita al Futurismo, quali giacomo Balla, Luigi Russolo, Gino Severini e Umberto Boccioni.

 

La pittura di Toulouse-Lautrec e quella dei Nabis contribuì a gettare le basi per quel vasto movimento artistico che prese il nome di Liberty. Il fenomeno prese nomi diversi a seconda delle nazioni in cui si sviluppò: in Francia prese il nome di Art Noveau, in Germania il nome di Jugendstil, in Austria fu denominato Secessione viennese, in Spagna Modernismo. In Italia ebbe inizialmente il nome di Floreale per assumere poi il più noto nome di Liberty così come veniva chiamato in Inghilterra. L'estetica del Liberty si affidò molto all'uso della linea curva definita «a colpo di frusta» cioè che, dopo una curvatura ampia, si torceva in repentini scatti di curvature più strette. Trovò molto impiego in architettura, mentre nel campo della pittura chi più di ogni altro raccolse nel suo stile le indicazioni che derivavano dal Liberty fu Gustav Klimt.

 


 

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