La pittura Rococò [2]


Meléndez Luis (Napoli 1716 - Madrid 1780)


Autoritratto

Pittore spagnolo, figlio del miniaturista Francesco Antonio, frequentò assai giovane l'atelier dì Louis-Michel van Loo a Madrid, ma la sua formazione avvenne in Italia a Roma e soprattutto a Napoli nella cerchia di Giacomo Nani, in quel momento in cui si verificava un recupero del naturalismo d'ascendenza caravaggesca. Meléndez anche sull'esempio del ricco patrimonio napoletano dei Recco e dei Ruoppolo, coltivò prevalentemente la natura morta. Lasciata Napoli dove era stato pittore di corte di Carlo VII, verso il 1750 si stabilì a Madrid. Tra il 1760 e il 1773 si dedicò quasi esclusivamente alla decorazione degli appartamenti reali dipingendo nature morte poi disperse in vari musei (Madrid, Prado - Parigi, Louvre ed altri). Nei suoi bodegones (nature morte con verdure, frutta, cacciagione) che per la grande finezza gli meritarono l'appellativo di Chardin spagnolo, si nota però anche una lucidità ottica e un realismo distaccato che lo ricollegano alla grande tradizione spagnola di Cotàn, Zurbaràn e Velàzquez.

Alcuni "bodegones" esposti al Museo del Prado a Madrid

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Bernardo Bellotto detto anche Il Canaletto (Venezia 1720 - Varsavia 1780)


Nipote di Antonio Canal, dal quale derivò il soprannome, fu suo allievo e aiuto. Viaggiò molto in Italia e dal 1745 anche all'estero: Monaco, Dresda, Vienna e Varsavia. Di tutti questi viaggi ci restano ricordi  nelle sue numerosissime vedute. Il suo stile deriva direttamente da quello dello zio, ma si nota in lui una maggior ricerca di effetto, ottenuta con un personale uso della luce. Molte sue opere si trovano nella Gemäldegalerie di Dresda. Fu anche un buon incisore: di lui ci restano trentasette acqueforti.

Cortile d'onore del Castello di Schönbrunn con Postiglioni e Maestri di Posta (acquaforte)

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Veduta di Varsavia dalla Vistola (1770, Varsavia, Castello Reale)


sir Joshua Reynolds (Plympton Erle Devonshire 1723 - Londra 1792)


Autoritratto (Londra, National Gallery) Autoritratto (Londra, Portrait Gallery)

Autoritratto (Varsavia, Museo Nazionale)


Cominciò a dipingere da ragazzo, assecondato dal padre che lo sistemò per quattro anni presso il ritrattista londinese Thomas Hudson. Del 1744 è la prima opera importante, il ritratto di John Hamilton. Nel 1750- 1752 in Italia visitò Roma (lo colpirono Raffaello e soprattutto Michelangelo), Firenze, Parma, Bologna, Venezia, preferendo, invece che schizzare le opere d'arte, ricordarle attraverso la descrizione di note critiche. L'esperienza del linguaggio figurativo del Cinquecento e del Seicento italiano fu comunque fondamentale non solo per gli esiti futuri della pittura di Reynolds, ma attraverso lui, sul mutamento del gusto inglese fino alla metà del secolo, determinato dalle influenze olandese e fiamminga. Tipici in questo senso i ritratti di Kitty Fisher come Cleopatra (1759, Kenwood, collezione privata) e di Sarah Bunbury che sacrifica alle Grazie (Chicago, Art Institute). Stabilitosi a Londra nel 1753, divenne non soltanto il più famoso e ricercato ritrattista della capitale, ma la massima autorità in campo artistico e culturale. Il problema centrale affrontato da Reynolds, nella sua vasta produzione quasi esclusivamente ritrattistica, fu quello di portare il ritratto, tradizionalmente considerato genere minore, allo stesso livello di nobiltà e di significatività del quadro di storia, genere "nobile" per eccellenza. La figura rappresentata, unica protagonista del quadro, è cioè vista in una prospettiva storica e sociale che lo sfondo esalta e commenta: Ritratto del Commodoro Augustus Keppel (Londra, National Maritime Museum). Allo stesso scopo Reynolds usò spesso il processo dell'allegoria, per questo la persona ritratta è intesa come la personificazione di un concetto e di una virtù e assimilata a personaggi esemplari della mitologia classica e cristiana: in quest'ambito rientrano, oltre a dipinti già citati, i ritratti di Anna Farmor come Diana (Londra, Collezione Crichton) e di Mrs. Crewe come santa Ginevra (Londra, Collezione Marchese di Crewe). Pittoricamente, i ritratti più felici sono quelli di tipo più semplice, scevri da implicazioni eroicizzanti o semplicemente celebrative, come vari autoritratti e ritratti di uomini di lettere o di chiesa e di dame: Samuel Johnson (Londra, National Portrait Gallery), Horace Walpole (Londra, Collezione della marchesa di Landsdowne), Mrs. Beckford (Londra, Tate Gallery), Nelly O'Brien (Londra, Wallace Collection), Mrs. Robinson (Londra, Wallace Collection). Nel 1781-­1782 visitò i Paesi Bassi: la visione diretta della pittura olandese, di Frans Hals in particolare, lo indusse a una pennellata più rapida e a un ritmo compositivo più sciolto. Già da qualche tempo tuttavia (1768 circa) Reynolds aveva accostato al suo lavoro di pittore un'intensa attività teorica e culturale: promotore della Royal Academy of Arts, di cui fu presidente sino al 1791, soprattutto si preoccupò della formazione e della preparazione intellettuale dei giovani artisti. Convinzione di Reynolds fu, infatti, quella che l'arte non è puro prodotto di ispirazione, ma di un'esperienza storica e culturale. Le sue teorie sono esposte negli scritti che contengono i discorsi tenuti alla Royal Academy.

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Ritratto di Miss Rowles (Londra, Wallace Collection)

Lord Heatfield (Londra, National Gallery)

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Lady Cockburn e i suoi tre giovani figli (1773, Londra, National Gallery)


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Ritratto della padroncina Reynolds [Master Hare] (1788-1789, Parigi, Louvre)

152.jpg (119914 byte) Ritratto dell'attrice Nelly O'Brien (1762, Londra, Wallace Collection) Una Ninfa e Cupido (1783)

Stubbs George (Liverpool 1724 - Londra 1806)


Autoritratto

Pittore e incisore inglese specializzato in animali, celebrato come il migliore pittore di cavalli. Come artista si formò da autodidatta, sebbene abbia lavorato per un breve periodo con Hamlet Winstanley (1694-1756), ritrattista e incisore; rimase nell'Inghilterra del nord fino ai trent'anni, ma la sua vita è scarsamente documentata. Agli inizi della carriera sembra si sia mantenuto facendo ritratti, e illustrò anche (basandosi su dissezioni che conduceva lui stesso) il trattato di ostetricia di John Burton, uscito nel 1751 (Stubbs aveva studiato anatomia al County Hospital in York, dove Burton era medico). Nel 1754 visitò Roma, poi trascorse diciotto mesi in completo isolamento nel Lincolnshire, dissezionando e disegnando cavalli in preparazione di un libro di anatomia equina. Si trasferì a Londra attorno al 1758 e, non riuscendo a trovare un incisore capace di riprodurre il suo lavoro, incise da sé le lastre e nel 1766 pubblicò il libro L'anatomia del cavallo. Fu un grande successo, premiato per la sua bellezza e per l'accuratezza scientifica, tanto che Stubbs venne richiesto come pittore, non solo per i 'ritratti' di cavalli assieme ai padroni o agli staffieri, ma anche per scene di conversazione i cui personaggi venivano raggruppati in una carrozza o intorno a esse. La padronanza dell'anatomia eguaglia in lui la capacità di rappresentare, fedelmente e senza sentimentalismo, la bellezza e grazia dei suoi soggetti equini in una vasta gamma di situazioni stilistiche, dalla lirica serenità . Stubbs dipinse anche quadri con altri animali, tra cui numerosi cani e diversi animali esotici, (compresi un alce americano, un rinoceronte e una zebra), quadri che vennero esposti in Inghilterra. Quando morì stava lavorando a un trattato intitolato Comparative Anatomical Exposition of the Structure of the Human Body with that of a Tiger and a Common Fowl (Esposizione anatomica della struttura del corpo umano comparata con quella della tigre e del pollo comune), i cui disegni si trovano ora allo Yale Center for British Art.  

Firetail e il suo allenatore

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Fattrici e puledri in campagna (1763-1768, Londra, National Gallery)


Maulbertsch Franz Anton (Langenargen 1724 - Vienna 1796)


Rappresentante della pittura rococò nei paesi tedeschi, allievo di van Roy nell'Accademia di Vienna sentì, mediata attraverso Paul Troger, la suggestione dei maestri veneziani Pittoni e Piazzetta e, direttamente, quella di Sebastiano Ricci, operoso a Vienna. Grande e inesauribile affreschista, decorò con gusto rococò e con soluzioni compositive e luministiche che fanno pensare al Tiepolo, le chiese di Maria Treue e dei gesuiti a Vienna, le parrocchiali di Heiligenkreuz e di Sümeg, la biblioteca dei barnabiti a Mistelbach. Altri cicli di affreschi si trovano in Austria, Germania, Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia: famosi sono quelli in Ungheria, dove l'artista decorò diciassette chiese e otto ville, fra le quali famosa è una villa a Halbturn. Nelle ultime opere, il linguaggio fantastico del pittore si adattò alle esigenze classicistiche allora imperanti in Europa in cicli ancora validi, come quelli del palazzo arcivescovile di Bratislava.


Duplessis Joseph Silfrede (Carpentras 1725 -  Versailles 1802)


Autoritratto

Direttore delle gallerie di Versailles, eseguì i ritratti di Luigi XVI e di numerosi membri della famiglia reale, della corte e di celebrità del suo tempo come ad esempio, Benjamin Franklin la cui immagine è stata riprodotta sulla banconota da 100 US$ e su alcune serie di francobolli USA.

 

Benjamin Franklin 


Luigi XVI (1777, Musée National de Château de Versailles et de Trianon)


Greuze Jean-Baptiste (Tournus 1725 - Parigi 1805)


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Autoritratto (1780, Sanpietroburgo, Hermitage) Autoritratto (1785, Parigi, Louvre)

Verso il 175o si stabilì a Parigi ottenendo con i primi dipinti la protezione di un finanziere francese appassionato di arte Lalive de Jully. Ammesso all'Accademia sin dal 1755, presentò l'opera di invito solo quattordici anni dopo: Rimproveri di severo al figlio Caracalla. Divenne celebre nel 1761 con il Fidanzamento al villaggio (Parigi, Louvre), che rispondeva alla filosofia sentimentale di Rousseau e fu molto apprezzato da Diderot. Le sue opere sono generalmente composte secondo il gusto del romanzo sentimentale, sebbene talvolta venate da una sensualità un po' equivoca. L'artista è ricordato soprattutto per i suoi ritratti specie quelli di bambini. Anche Greuze ha eseguito un ritratto di Benjamin Franklin che è stato utilizzato (anche se con la riproduzione all'incontrario) per l'emissione della prima serie di francobolli USA nel  1847.


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Mademoiselle Sophie Arnauld Lo specchio rotto Ragazza che ascolta Sophie Arnauld
1786 1763 1780 1786
Londra, Wallace Collection

Il chitarrista (1755-1760, Nantes, Museo di Belle Arti)

Benjamin Franklin

Giovane con cagnolino L'uccellino morto Giovane con colombi
(1787-1789, Londra, Wallace Coll.) (1780, Parigi, Louvre) (1800, Londra, Wallace Coll.)

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Il pasto del cagnolino (1765, Sanpietroburgo, Hermitage)


Bambino dai capelli biondi 


La lattaia (1780, Parigi, Louvre)

Thomas Gainsborough (Sudbury, Suffolk 1727 - Londra 1788)


Autoritratti

 

Figlio di un negoziante di stoffe, cominciò a dipingere senza la guida di un maestro, poi a quattordici anni dovette andare a Londra e là guadagnarsi da vivere. Trovò modo di mettere a profitto le sue doti naturali svolgendo diverse attività e particolarmente preparando modelli per gli incisori. Frequentò, inoltre, la scuola di disegno di Gravelot. Grazie al matrimonio, che contrasse a diciannove anni, egli poté dedicarsi esclusivamente alla sua arte. Si stabilì dapprima in provincia — ad Ipswich nel 1746 e a Bath nel 1760 — e la sua fama fu limitata in quel tempo all'ambito provinciale; la sua clientela però faceva parte del mondo elegante. Fin d'allora era membro della Royal Academy, stimato superiore a Wilson nel paesaggio e pari a Reynolds nel ritratto. Nel 1774, si stabilì a Londra.

Gainsborough è considerato come il più tipico pittore inglese: egli interpreta tutti i suoi soggetti con una raffinata e aristocratica eleganza. I suoi ampi paesaggi, largamente costruiti e ben equilibrati, sono altrettanto ammirati che i suoi ritratti, nei quali snellisce galantemente le forme femminili, sottolinea le grazie delle acconciature e il fascino della moda, dà agli occhi uno spiritoso taglio sottile, ma sa anche animare di vita e di passioni sincere i suoi personaggi. I suoi capolavori sono il Ritratto della signora Siddons (Londra, National Gallery) e il celebre Ragazzo in blu (San Marino di California), con il quale rispose ad una sfida di Reynolds che riteneva il blu non adatto a dominare in un quadro a causa delle sue gamme fredde. Vanno inoltre ricordati il Paesaggio del Suffolk (Dublino, Galleria nazionale d'Irlanda), le Figlie dell'artista, Il ponte, Miss Elizabeth Singleton, Miss Margaret Gainsborough, I coniugi Kirby (alla National Gallery e al Victoria and Albert Museum di Londra) e, infine, la Signora Gainsborough (Londra, Courtauld Institute of Art). Dipinse anche membri della famiglia reale inglese come i figli di Giorgio III (a Windsor).

Ragazzo in blu (1770, San Marino of California, The Huntington Art Collections)


Ritratto di Mrs. Sarah Siddons (1785, Londra, National Gallery)

Miss Elizabeth Singleton (1779-1781, Sanpietroburgo, Hermitage)

Ritratto della sorella Maria (1777, Londra, Tate Gallery)



Ragazza con cane e brocca


Il Duca e la Duchessa Cumberland (1783-1785, Londra, Royal Collection)


Contadini con cani che si azzuffano (1783, Londra, Kenwood House)

Ritratto di Mrs.  John Douglas (1784)


Mrs. Mary Robinson (1781, Londra, Wallace Collection)


Mr. and Mrs. Andrews (1748-1749, Londra, National Gallery)

Sir William Pitt  il Giovane (Museo Nazionale dell'Avana, Cuba)


L'artista Giovanna Baccelli (1782, Tate Gallery, Londra)


Lavinia (Cape Town, South African National Gallery)


Jean-Honoré Fragonard (Grasse 1732 - Parigi 1806)


A diciotto anni lasciò la Provenza con la famiglia per recarsi a Parigi. Dopo essere stato per qualche tempo presso un notaio, interessato alla pittura studiò con Chardin e Boucher. Nel 1752 ottenne il Prix de Rome. Dopo tre anni di studi all'Ecole royale des élèves protégés, si recò a Roma (1756), Napoli e in Sicilia. Fragonard disegnò i monumenti, le antichità, le vedute dei paesi visitati. Successivamente, nel 1773, durante un secondo soggiorno in Italia col finanziere Bergeret, l'artista eseguì ancora un grandissimo numero di disegni. Tornato a Parigi, nel 1765, inviò al Salon il dipinto Coreso e Calliroe (Louvre), che ottenne un enorme successo e fu acquistato dal re. Tuttavia Fragonard si mostrò, in seguito, poco desideroso degli onori ufficiali e, dimorando nel palazzo del Louvre come conservatore del museo, vi eseguì tavole, dipinti a guazzo, acquarelli, dove abbondano le scene galanti. Dipinse e disegnò anche bei ritratti e incantevoli paesaggi. Dotato di virtuosismo senza pari, si ispirò ai maestri italiani e olandesi senza mai venir meno alla sua originalità. In un certo senso rivaleggiò con Greuze dipingendo anche scene di vita familiare: Giovane madre, Visita alla nutrice, che, condotte con piglio spiritoso, non contrastano per niente con altre opere come: le Lavandaie, Festa a Rambouillet, l'Altalena, la Dichiarazione d'amore, ecc. Illustrò anche l'Orlando furioso, il Don Chisciotte, i Contes di La Fontaine. Fragonard riassume nella sua opera tutte le aspirazioni del secolo diciottesimo, i suoi contrasti e le sue contraddizioni. La Rivoluzione segnò il tramonto della sua fortuna: il pittore si ritirò a Grasse, portando seco i pannelli dipinti per Madame Dubarry sul tema dei Progressi dell'amore nel cuore delle ragazze. Di ritorno a Parigi nel 1791, fu nominato membro del "jury des Arts", successivamente membro della commissione del Louvre. Passò gli ultimi anni in miseria. Al Louvre si trovano alcuni suoi capolavori come: lo Studio, le Bagnanti, la Lezione di musica, l'Ispirazione; la celebre Festa di Saint-Cloud appartiene alla Banca di Francia. Altri notevoli dipinti sono conservati nei musei di Amiens, Lilla, Orléans, Besançon, Nantes, Tours, Avignone, Leningrado.

Rosalie Fragonard Bambino vestito da Pierrot (Londra, Wallace Collection)
La lettera (dipinto della scuola di Fragonard)

Il bacio rubato (1787-1789, Sanpietroburgo, Hermitage)


Il riposo dopo la fuga in Egitto (1750, Baltimora, Museum of Art)


La lettera d'amore (1770, New York, Metropolitan Museum of Art)

Jeune fille lisant (1776, Washington, National Gallery of Art)


Studio di figura di fanciulla (1769, Parigi, Louvre)


George Romney 

(Daltonin-Furness, Lancashire 1734 - Kendal, Westmorland 1802)


Autoritratto

Pittore inglese, soprattutto di ritratti. Lavorò nel nord dell'Inghilterra fino al 1762, quando si stabilì a Londra. Qui divenne il ritrattista più famoso del periodo dopo Reynolds e Gainsborough. Un tempo la sua reputazione postuma era quasi uguale alla loro, ma in seguito si affievolì considerevolmente. La maggior parte della sua opera è oggi considerata superficiale e ripetitiva in confronto a quella dei due grandi contemporanei; diede probabilmente i risultati migliori con i ritratti di persone giovani, in cui riusciva a sfruttare al meglio il delicato senso del colore e la linea aggraziata. Come per molti ritrattisti famosi, aveva in realtà aspirazioni diverse, e mirava a essere un pittore di storia. Tra il 1773 e il 1775 visitò l'Italia, e questo ebbe un durevole effetto su di lui, ma i suoi progetti di grandiose opere di ispirazione letteraria o storica raramente avanzarono oltre i disegni (una grande raccolta si trova al Fitzwilliam Museum, Cambridge), anche se dipinse per la Shakespeare Gallery  di Boydell. Di temperamento introspettivo e nervoso, Romney fu attratto dai circoli letterati e legò poco con i suoi colleghi artisti, tanto che non espose mai alla Royal Academy. Tra gli artisti, i suoi amici tendevano come lui ad avere inclinazioni letterarie, come nel caso di Flaxman. Nel 1781 Romney incontrò Emma Hart, futura Lady Hamilton e amante di Nelson, e si innamorò di lei: la ritrasse molte volte in varie fogge. I suoi ultimi anni furono segnati dalla malattia e dalla depressione, e nel 1799 Romney si ritirò a Kendal, nel Cumberland. La moglie, che egli aveva visto raramente da quando si era stabilito a Londra, si prese cura di lui. La produzione di Romney fu vasta e i suoi quadri sono presenti in molte raccolte in Inghilterra e negli Stati Uniti dove incontrò il gusto dei collezionisti americani.

Ritratto di Sir William Lemon (Havana, Museo Nacional)


Ritratto di Miss Juliana Willoughby (1781-1783, Washington, National Gallery of Art)


Ritratto di Mrs. Davies Davenport (1782-1784, Washington, National Gallery of Art)


Ritratto di Mrs. Henriette Greer (1781, Sanpietroburgo, Hermitage)

Angelika Kauffmann (Coira 1741 - Roma 1807)


Autoritratto

Avviata all'arte dal padre, studiò a Milano (1754), Firenze e Roma dove conobbe il Winckelmann. Dal 1766 al 1781 soggiornò a Londra e divenne membro della Royal Academy. Dipinse una serie di opere ispirandosi a Reynolds di cui fece anche un ritratto. Tornata in Italia e sposato in seconde nozze il pittore Antonio Zucchi, si stabilì a Roma dove il suo salotto fu frequentato dalle personalità più in vista del tempo. Negli ultimi anni della sua attività eseguì anche dipinti mitologici e storici, ma il meglio della sua produzione è, senza dubbio, costituito dai ritratti numerosissimi e sparsi in molti musei d'Europa, soprattutto inglesi.


Arianna abbandonata da Teseo

Voille Jean Louis (Parigi 1744 - 1805)


E’ stato un allievo di François Hubert Drouais. Dagli inizi del 1770 si recò in Russia e nel 1780 divenne pittore di corte dell’ erede al trono, il Granduca Pavel Petrovich (futuro imperatore Paolo I di Russia). Verso la metà del 1790 tornò in Francia: Caterina IIª aveva chiesto a  tutti i francesi in Russia di rinunciare alla Rivoluzione francese e Voille rifiutò di firmare il giuramento di fedeltà e tornò Parigi. Ritornò successivamente a San Pietroburgo dopo che Napoleone I aveva usurpato il potere e la Repubblica francese cominciò a diventare un Impero. I suoi ritratti rivelano soffice delicatezza e tatto; forti passioni non disturbano la loro tranquillità, sembra che il pittore non veda i lati oscuri nei personaggi dei suoi soggetti.

La baronessa Stroganova (1791-1792, Sanpietroburgo, Hermitage)


Johann Heinrich Tischbein  detto il Tischbein di Goethe

(Haina 1751 - Eutin 1829)


Autoritratto

Pittore tedesco formatosi presso gli zii ad Amburgo e poi in Olanda dove studiò la pittura del ‘600. Si recò anche in Svizzera ed ebbe contatto con il movimento Sturm und Drang. Nel 1777 fu a Berlino, attivo come ritrattista. Nel 1779 ottenne una borsa di studio in  Italia che gli permise di recarsi a Monaco e Norimberga dove studiò le opere di Dürer. Quindi si recò a Zurigo dove entrò in contatto con Goethe il quale, nel 1783, gli fece ottenere una seconda borsa di studio e fu di nuovo in Italia. Del 1787 è  il monumentale Ritratto di Goethe nella campagna romana, conservato alle Städtische Gallerie di Francoforte, in cui presenta lo scrittore in posa meditabonda e solenne sullo sfondo dell'Appia antica, tra resti di sculture, rovine di acquedotti e in lontananza il profilo dei Castelli, non un semplice ritratto-souvenir, ovvero come un ricordo del Grand Tour intrapreso da Goethe, ma la consacrazione del Grand Tour come un rito irrinunciabile e iniziatico per tutta una generazione di cultori dell'antico. Nello stesso anno fu a Napoli come direttore della locale Accademia. Con la conquista francese della città partenopea tornò prima ad Amburgo e poi ad Eutin al servizio del duca di Oldenburg.

Ritratto di Goethe nella campagna romana (1787,Francoforte, Städtische Gallerie) 

Vigée-Le-Brun Louise Elisabeth (Parigi 1755 - 1842)


Autoritratto con la figlia Giulia (1786, Parigi, Louvre)


Autoritratto con la figlia (1789, Parigi, Louvre)

Autoritratto (1790, Firenze, Uffizi)

Madame d'Aguesseau (Bucarest, Museo Nazionale)


La regina Maria Antonietta (Versailles)


Sir Henry Raeburn (Edimburgo 1756 - 1823)


Autoritratto

Dopo il giovanile viaggio in Italia su consiglio di Reynolds, svolse la sua carriera quasi interamente a Edimburgo, ricevendo anche il titolo di pittore del re per la Scozia. Tra i più celebri ritrattisti scozzesi, romantico nell'impiego di un colore caldo e ricco e nella sensibilità ai contrasti di luce, ebbe acutissima attenzione alla caratterizzazione individuale dei suoi personaggi, che danno un vivo ritratto della società borghese e nobile del tempo. Numerose opere sono nei musei di Edimburgo e Dublino e in collezioni private scozzesi.

Il reverendo Robert Walker che pattina sul Duddingston Loch (1790, Edimburgo, Museo Nazionale di Scozia)

Louis-Auguste Brun (Rolle, Vaud 1758 - Parigi 1815)


Pittore svizzero di famiglia ugonotta benestante che avrebbe voluto avviarlo ad essere un mercante. Il suo primo maestro fu Fassin che si trovava a Ginevra e sotto la sua guida fece copie dei maestri fiamminghi. Si recò a Mannheim e Dresda dove realizzò eleganti scene di caccia con note in stile rococò di Philips Wouwerman. Nel 1799 partì per un viaggio in Italia che durò diversi anni. Nel 1783 da Torino si recò a Parigi dove, per le sue scene di caccia, divenne molto popolare presso la corte francese. Celebri sono i suoi dipinti di Maria Antonietta e Luigi XVI in abiti da caccia. Divenne membro dell’Accademie Royal a Parigi nel 1788, ma nel 1792 fuggì dalla Rivoluzione francese.

Maria Antonietta in costume da caccia (Versailles)