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Pieter Paul Rubens

(Siegen, Vestfalia 1577 - Anversa 1640)


Del 1620 è, invece,  il dipinto Colpo di lancia, una realizzazione dove i corpi, descritti attraverso un uso enfatico del chiaroscuro, si impongono, protagonisti assoluti della scena raccontata.

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Gesù in croce tra i ladroni [Colpo di lancia] (1620, Museo Reale delle Belle Arti, Anversa)


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Erezione della croce 

(1620-1621, Louvre, Parigi)


E incessante in questi anni si sviluppa la produzione artistica di Rubens che realizza tanti  altri capolavori.

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Estate (1620 Royal Collection Windsor )

[il dipinto sul francobollo è stampato al contrario]


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L’uragano (1620)

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Era ed Argo 

(1620, Wallraf-Richartz Museum, Colonia)

Campione di virtù 

(1620??)

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Baccanale

 (1620?? Puškin Museum Mosca)

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Perseo libera Andromeda 

(1620 circa, Gemäldegalerie, Berlino)

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Le tre grazie 

(1620-1623, Prado, Madrid)


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Le tre grazie (1620, Prado, Madrid)


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Paesaggio al crepuscolo con carrettieri (1620, Hermitage, San Pietroburgo)


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Il sacrificio di Isacco

 (1620-1621, Louvre, Parigi)

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L’inverno

 (1620-1625, Royal Collection, Windsor Castle )


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Ritratto di Anna d’Austria (1621-1625, Louvre, Parigi)


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Ritratto di Suzanne Fourment [Il cappello di paglia]

 (1622, National Gallery, Londra)    


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Perseo e Andromeda (1622, Hermitage, San Pietroburgo)


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Adorazione dei Magi (1624, Museo Reale delle Belle Arti, Anversa)

Il grande talento inventivo di Rubens si esplica anche in altro settore, quello dei cartoni per arazzi, di cui esegue diverse serie: Le storie di Decimo Mure (in collaborazione con van Dyck), i dodici arazzi delle Storie di Costantino (eseguite per Luigi XIII di Francia), la Vita di Achille e, infine, la più celebre serie di cartoni per arazzi di carattere religioso culminante con il Trionfo dell’Eucarestia. Secondo una tradizione inaugurata da Raffaello, questi cartoni non si differenziano per nulla dallo stile dei grandi dipinti.  

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Corpus Domini Fine dell'idolatria Natività
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Adorazione dei Magi Trionfo della Carità Trionfo della Fede
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Trionfo della Verità Annunciazione I quattro evangelisti


Il ciclo di Maria de’Medici

La fama di Rubens lo porta in Francia (1622), alla corte della regina Maria de' Medici, la quale gli commissiona due cicli di quadri, che dovranno trovare collocazione nel nuovo palazzo del Luxembourg. È un momento politico difficile per la regina. La morte di Enrico IV, avvenuta per assassinio nel 1610, ha portato gravi perturbazioni interne. La celebrazione della vita di Enrico IV e di Maria de' Medici, doveva avere la forza di ridare prestigio e autorità all'attuale reggenza.

È appena cominciata la lunga serie di missioni diplomatiche, affidategli da sua moglie, governatrice dei Paesi Bassi. Diventa così, rappresentante ufficiale del suo paese, oltre che strenuo difensore del cattolicesimo, mentre in Europa dilaga la religione protestante. Tra il 1623 e il 1625 cerca di favorire la pace con le Province olandesi del Nord, mediando con Madrid, affatto disposta a scendere a patti.

Intanto Carlo I Stuart sale al trono d'Inghilterra (1625). In politica interna persegue il consolidamento dell'assolutismo monarchico (quattro anni dopo scioglie il Parlamento) e del cattolicesimo. In politica estera, appoggia le Province Unite del Nord e gli Ugonotti francesi. È in quest'anno che Rubens conosce il Duca di Buckingham, ministro degli Esteri inglese. Lo incontra alla corte di Maria de' Medici, dove si trovava per consegnare le tele commissionate tre anni prima. Dopo questo primo approccio, Rubens manterrà i contatti diplomatici con il Duca. E tre anni dopo, alla corte di Madrid, cercherà di convincere Filippo IV sull'importan­za di un'alleanza anglo-spagnola. A Roma era diventato pontefice Urbano VIII Barberini (1623), il grande protettore del Bernini. E in Francia riprendeva vigore l'economia, dopo la realizzazione della pace interna e l'assalto alla roccaforte degli Ugonotti (1629). La Francia , aveva trovato nel cardinale Richelieu, un abile mediatore politico in grado di riordinare le energie della monarchia, riuscendo così a far risorgere l'economia francese.

Ritratto di Maria de’Medici (1622-1625, Prado, Madrid)

Probabilmente Maria  de’ Medici commissiona i due cicli di quadri prendendo un primo accordo con Rubens che prevedeva quattordici quadri raffiguranti scene della gioventù di Maria e della sua vita come moglie di Enrico IV:

1.   La nascita della regina, a Firenze il 26 aprile 1573  

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2.   L'educazione della regina 

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3.   Enrico IV riceve il ritratto di Maria de' Medici e si lascia disarmare dall'Amore 

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4.   Il matrimonio per procura di Maria de' Medici e Enrico IV, a Firenze il 5 ottobre 1600 

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5.   L'arrivo della regina a Marsiglia, il 3 novembre 1600 

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6.   L'arrivo della regina a Lione, il 9 dicembre 1600 

7.   La nascita del Delfino, futuro Luigi XIII, a Fontainebleau, il 27 settembre 1601

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8.   L'incoronazione della regina all'abbazia di Saint-Denis, il 13 maggio 1610 

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9.   Apoteosi di Enrico IV e la proclamazione della reggenza, il 14 maggio 1610 

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10.         La presa di Jülich, il primo settembre 1610 

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11.         La pace della reggenza 

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12.         Il consiglio degli dei per il matrimonio della Francia e della Spagna 

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Vennero anche progettati tre o quattro dipinti con ritratti allegorici sul tema del doppio matrimonio tra la Francia e la Spagna , ovvero sui matrimoni fra Luigi XIII e Anna d'Austria e Filippo IV e Isabella di Francia, infine La maggiore età di Luigi XIII, il 20 ottobre 1614

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Realizzate le prime nove scene, si decise di limitare ad una sola tela le Le Nozze spagnole, realizzando la scena con Lo scambio delle due principesse di Francia e Spagna sulla Bidassoa a Hendaye  il 9 novembre 1615.

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Per iniziativa di Nicolas de Peiresc, prima dell'Incoronazione, venne dedicato un quadro alla consegna della reggenza da parte di Enrico IV a Maria prima della partenza del primo per la guerra contro Jülich, il Rubens realizzò la tela con i Preparativi del re per la guerra, o La regina riceve la reggenza, il 20 marzo 1610

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Apportate queste variazioni rimasero libere cinque zone e il 26 agosto fu il Peiresc stesso a comunicare i restanti temi, invitandolo a trattarli «con figure mistiche e con ogni rispetto al figlio»: La partenza di Maria da Parigi, successivamente rimosso, e sostituito per volontà del re Luigi XIII, con la tela  La felicità della Reggenza, La regina fugge dal castello di Blois nella notte tra il 21 e il 22 febbraio 1619, Il trattato d'Angoulême, il 30 aprile 1619, Il rinnovato inizio delle ostilità presso Pont de Cé , soggetto abbandonato, ma ancora menzionato nella corrispondenza dell'artista dell'agosto 1622 e La conclusione della pace ad Angers, il 10 agosto 1620, con questo il ciclo doveva concludersi facendo retrocedere la Maggiore età di Luigi XIII al quattordicesimo posto.

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Questi temi, ad una prima lettura, possono apparire problematici, per i delicati equilibri politici, tra la regina e il figlio: il primo narra la precipitosa fuga di Maria dalla capitale francese a seguito di una sollevazione provocata dal pessimo governo del suo favorito e il suo confinamento nel castello di Blois ad opera del re, nel secondo la fuga da Blois significava l'aperta ribellione al re, nel terzo è l’accordo di Angoulême  che, se non aveva fatto finire la guerra civile, aveva almeno gettato un ponte per un primo accordo, nel quarto, mai realizzato, le truppe di Maria erano sonoramente battute. La scelta di questi temi ad una lettura più attenta e tenendo conto dell'influsso allora esercitato dal cardinale Richelieu allineato durante la ribellione dalla parte delle regina, successivamente relegato da Luigi XIII ad Avignone, dove accolse positivamente la notizia della riconciliazione fra madre e figlio, adoperandosi prima nelle trattative di Angoulême  poi di Angers, tendono a presentare Maria de' Medici come incolpevole, la sua temporanea inimicizia col figlio come opera dei nemici della Francia e a sottolineare la loro nuova intesa come opera del Richelieu. Secondo le Memorie del cardinale fu il favorito del re il Conestabile Luynes il vero responsabile dell'inimicizia tra la madre e il figlio, infatti nella Galleria, l'ultimo quadro eseguito successivamente dal Rubens, venne intitolato Riconciliazione della regina col figlio dopo la morte del Conestabile di Luynes, il 15 dicembre 1621.

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Anche se la Partenza da Parigi, venne successivamente rimossa, nelle Memorie del Richelieu la fuga da Parigi viene spiegata come necessità in seguito alla morte di Concino Concini, la fuga da Blois, venne lasciata in quanto la regina voleva conservare almeno in un quadro il ricordo delle sofferenze subite, La Pace di Angoulême, narrava le trattative svolte a Angoulême tra la regina e il plenipotenziario del re, queste rimaste senza risultati videro l'attiva partecipazione del Richelieu che ottenne per questo l'abito cardinalizio. Tra il 1621 e il 1622, preparò i cartoni per dodici arazzi con la Storia dell’imperatore Costantino, su commissione di Luigi XIII.


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Autoritratto (1623-1625, Uffizi, Firenze)

 

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