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Pieter Paul Rubens

(Siegen, Vestfalia 1577 - Anversa 1640)


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Durante questi anni così complessi, muore la moglie di Rubens, Isabella Brant (1626). L'ultimo suo ritratto, risale al 1624 ed è conservato agli Uffizi a Firenze.

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Isabella Brandt 

(1623, National Gallery of Art, Washington )

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Isabella Brandt 

(1624, Uffizi, Firenze)

Sono anni di intensa attività diplomatica per il pittore fiammingo, che neanche la morte di Isabella potrà fermare. Anzi, proprio dopo la sua morte, i suoi impegni aumentano. In politica interna persegue il consolidamento dell'assolutismo monarchico e del cattolicesimo. In politica estera appoggia le Province unite del Nord e gli Ugonotti francesi. Nel 1629 da Madrid passa a Parigi, Bruxelles e infine a Londra, nel 1624, dove conosce il Duca di Buckingham, ministro degli esteri inglese.

Apoteosi del Duca di Buckingham 

Cerca di indurre Carlo I° Stuart, nel frattempo salito al trono d'Inghilterra, a scendere a patti con la Spagna. E vi riesce: nel 1630 le due potenze firmano la pace. Durante la missione a Madrid, Rubens ritrae Filippo IV più volte.

e si cimenta nella copiatura di moltissime opere dei pittori italiani: Raffaello, Tintoretto, Tiziano. Mentre si trovava a Londra, dipinge nel 1625 una Allegoria della Pace e della Guerra  (National Gallery di Londra)

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e prende altri impegni, tra i quali la commissione della decorazione della Banqueting Hall. Rientra ad Anversa e si risposa con Héléne Forment (1630). Da questo matrimonio nasceranno cinque figli: Clara Giovanna, Francesco, Isabella Elena, Pietro Paolo, Costanza Albertina. Quest'ultima non conoscerà il padre poiché verrà alla luce quando lui era già morto, e precisamente nove mesi dopo. Negli ultimi dieci anni della sua vita, si ritirerà sempre più spesso in campagna, nel suo castello di Steen.

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Castello di Steen (National Gallery, Londra)

 

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Parco del Castello di Steen (1632, Kunsthistorisches Museen, Vienna)

Dal 1630, allenta i suoi impegni diplomatici, fino ad annullarli intorno al 1635. È il periodo del recupero della sua vita intima, a fronte dell'ambizione, che fece di se stesso un prestigioso impresario. Il matrimonio con la giovanissima Héléne è particolarmente felice. La ritrae instancabilmente, ne fa oggetto di ammirazione idealistica, la decanta con enorme passione, travolto dalla sua bellezza. Particolarmente efficaci risultano i quadri in cui la ritrae con i figli, come risulta evidente nel dipinto, conservato a Monaco nell'Alte Pinakothek, del 1634: Héléne Fourment con il figlio Franz. 

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Héléne Fourment con il figlio Franz (1634, Alte Pinakothek, Monaco)

Tra il 1635 e il 1638 dipinge l'ingresso di Héléne nella sua casa, accompagnata da lui stesso.  In questo quadro risalta evidente, l'idillio di quel momento, reso con tutta la sua forza emotiva dall'abile tocco del pittore.

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L’artista con la moglie ed il figlio Peter Paul (1635, Metropolitan Museum of Art, New York)

Del 1638 è il Giardino d'amore, che si trova al Prado di Madrid. Il quadro descrive una festa tenuta ad Anversa, nella casa di Rubens, e testimonia la condizione economica raggiunta dal pittore, evidentemente molto agiata. Lo stesso compare nella tela, con la giovanissima moglie. Il movimento della scena descritta è molto particolare, poiché si riceve l'impressione che un'onda (di personaggi) attraversi il quadro partendo dal lato alto a destra, per rompersi nel punto più luminoso della tela (centro-sinistra). 

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Il giardino d’amore (1632 - 1633 circa, Prado Madrid)

Un altro dipinto, in cui si conferma ulteriormente la sua passione nel ritrarre la moglie, è La pelliccia. Così chiamato perché Rubens riprese Héléne Fourment mentre usciva dal bagno coperta da una pelliccia.

Héléne Fourment esce dal bagno (1638 circa, Kunsthistorisches Museen, Vienna)

Quest'ultimo periodo della sua vita, lo vede sempre più frequentemente impegnato a contemplare, e quindi a dipingere, i soggetti campestri. Anche se non rifiuterà commissioni che gli comporteranno molte fatiche; quale ad esempio la decorazione (per Filippo IV) di venticinque camere nel padiglione di caccia Torre della Parada. Una delle ultime opere, nel 1639, è un suo autoritratto, dove si legge tutta l'esperienza di artista accumulata negli anni.


Nel 1640 muore afflitto dalla gotta, che già da parecchi anni lo accompagnava regolarmente. La malattia gli aveva colpito il braccio destro, impedendogli seppur parzialmente, l'esecuzione dei suoi lavori. Lo dimostra il fatto che le commissioni che esigevano un impegno maggiore e soprattutto più costante, come erano quelle per la decorazione della Torre Parada, vengono eseguiti sulla base dei suoi disegni, da alcuni collaboratori, che lui però affianca per le indicazioni ed i consigli. I funerali vennero celebrati nella stessa chiesa dove verrà sepolto: la chiesa di S. Giacomo. La cappella privata in cui viene conservata la salma, viene ornata con uno dei suoi più riusciti dipinti religiosi: La vergine circondata dai santi. (5) (16)   293 e 292

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È impossibile descrive con doverosa precisione il vastissimo panorama delle opere e della vita di Rubens: sono stati catalogati circa 1500 dipinti. Egli non ha un repertorio specifico preferito e neanche un tipo di soggetti ai quali abbia dedicato più attenzioni e più amore che ad altri. La sua prorompente vitalità lo spinge a ritrarre, con la stessa forza, mondi e avvenimenti a volte lontanissimi tra loro. È possibile, comunque evidenziare due fattori molto importanti per Rubens. Uno è dato dalla sua profonda religiosità (è da considerarsi tra gli artisti il più fermamente cattolico), che lo porta a realizzare opere profondamente intrise di spiritualità; l'altro, dalla sua estrema sensibilità alla bellezza femminile, che si esprime nelle ripetute rappresentazioni della donna ideale, da un punto di vista estetico. Un ideale, decisamente all'opposto di quello odierno, che Rubens persegue scrupolosamente, con passione e sensualità. Per conoscere Rubens nelle sue innumerevoli sfaccettature, bisogna girare molto l'Europa. La maggior parte delle sue opere meglio conosciute sono custodite nei musei del Louvre e del Prado di Madrid. Queste sono spesso cariche di emozioni violente, di sensualità, di velato erotismo. Se si vogliono scoprire le grandi composizioni sacre di Rubens, bisogna necessariamente visitare le chiese di Anversa e le Fiandre in generale. Questo perché, essendo nate e realizzate come pale d'altare, non hanno potuto incontrare il grande pubblico dei musei.

La maturità artistica di Rubens coincide con gli anni in cui esplode la guerra dei trent'anni. L'esaltazione della bellezza femminile è ben evidenziata al museo del Prado: Diana e le ninfe inseguite dai satiri, opera degli ultimi due anni della sua carriera, che nonostante la sua articolata complessità, segue una linea ben definita e molto armoniosa, riuscendo a far risaltare i nudi femminili all'interno della movimentata azione.

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Diana e le ninfe sorprese dai satiri (1638, Museo del Prado, Madrid)

Il Giudizio di Paride (1638): anche questa è una delle ultime opere di Rubens. In questa bellissima composizione è rappresentata Héléne Fourment nelle vesti di Venere e non è la prima volta che Rubens utilizza sua moglie come modella delle sue opere.

Il giudizio di Paride (1638, Museo del Prado, Madrid)

Queste due non sono le uniche conservate al Prado. Le tre Grazie  e Andromeda  si inseriscono, assieme alle prime, nella decantazione della donna. In questi dipinti si notano le qualità più apprezzate del pittore fiammingo: la plasticità, i colori chiari, il candore dei corpi femminili, il senso di unità e coerenza dell'insieme che racchiude l'esuberante ricchezza di particolari.

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Le tre Grazie (1636, Museo del Prado, Madrid)
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Andromeda (1639-1640, Museo del Prado, Madrid)

Nell'ultimo decennio della sua vita, Rubens realizza la maggior parte dei suoi capolavori. Oltre a quelli già citati prima, va considerato Il martirio di san Lavinio  (1635, Museo Reale delle Belle Arti, Bruxelles), che assieme al Trittico di sant'Ildefonso  (1639, Kunsthistorisches Museen, Vienna) e la Salita al calvario  (1634, Museo Reale delle Belle Arti, Bruxelles) che rappresenta, quest’ultima, lo spirito della Controriforma. È un'opera molto suggestiva, creata appositamente per indurre nel fedele commozione e timore reverenziale; l'atmosfera drammatica, pesante, fredda nei suoi toni, è quella ricercata dallo spirito contro-riformistico. È infatti la chiesa, l'habitat ideale di queste opere, costruita con l'apposito intento di colpire emotivamente chi entrava, di coinvolgerlo profondamente.

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Il martirio di San Lavinio (1635, Museo Reale delle Belle Arti, Bruxelles)

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Trittico di Sant'Ildefonso (1639, Kunsthistorisches Museen, Vienna)

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Salita al Calvario (1634, Museo Reale delle Belle Arti, Bruxelles) 

Sempre negli ultimi anni della sua vita, Rubens si dedicherà a due temi che ancora non aveva approfondito (abbracciando in questo modo praticamente tutti i temi possibili, se si esclude la natura morta, che tratta pochissimo): il paesaggio e i temi popolari. La Kermesse (1635-1638, Louvre, Parigi) e la Danza contadina  (1635, Prado, Madrid), sono due splendidi omaggi alle tradizioni e ai costumi del suo popolo. In essi la descrizione è affidata al movimento, all'interno del quale è rappresentato tutto: l'espressione libera dei sentimenti, di stampo rinascimentale, la gioia e la vitalità. I colori vibrano di una luce intensamente emotiva, diffusa e tenue come quella di un primo tramonto.

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Kermesse (1635-1638, Louvre, Parigi)

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Danza contadina (1635, Museo del Prado, Madrid)

Rubens amava molto il paesaggio e lo dimostrerà con i suoi dipinti realizzati tra il 1635 e il 1640. La concezione del paesaggio di Rubens si avvicina molto a quella moderna. Non è un'esecuzione distaccata e fedele, ma è già uno stato d'animo. Ritorno dai campi  (1640, Galleria Palatina, Pitti, Firenze), Paesaggio con arcobaleno  (1638, Wallace Collection, Londra), Paesaggio con carretto al crepuscolo,  Paesaggio autunnale con una vista sul castello di Steen (1635) , Paesaggio con mandrie di mucche (1636, Alte Pinakothek, Monaco), Paesaggio con Filemone e Bauci (Kunsthistorisches Museen, Vienna),  sono tutte opere ricche di trasporto emotivo, spingono colui che osserva ad immergersi, raccontano i sentimenti dell'autore, nelle quali vibra un'atmosfera malinconica, sentimento estraneo fino ad allora, al carattere ottimista ed esuberante dell'artista. E quest'atmosfera, che avvolge l'azione scenica, che penetra ogni angolo del quadro, denuncia quello che Rubens probabilmente cominciava a sentire: il volgere alla fine della sua vita, i dubbi sull'esistenza e il mistero del crepuscolo.

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Ritorno dai campi (1640, Galleria Palatina, Pitti, Firenze)

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Paesaggio con arcobaleno (1638, Wallace Collection, Londra)

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Paesaggio con carretto al crepuscolo (1635?, Museo del Prado, Madrid)

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Paesaggio autunnale con una vista sul castello di Steen (1635, Kunsthistorisches Museen, Vienna)


Paesaggio con mandrie di mucche (1636, Alte Pinakothek, Monaco)

[il dipinto sul francobollo è realizzato al contrario]


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Paesaggio con Filemone e Bauci (1638, Kunsthistorisches Museen, Vienna)

Nella storia della pittura è esistito soltanto un altro grande artista, con uno studio d'arte altrettanto frequentato, e così meticolosamente organizzato: Raffaello. Nello studio di Rubens confluiscono un numero enorme di allievi ed escono parecchi artisti. Tra i quali spicca come "il miglior mio discepolo", Antoine Van Dyck. Rubens cercherà spesso la sua collaborazione per realizzare alcune opere e nello stile di Van Dyck si noterà facilmente l'impronta del suo maestro. Infatti, è capitato frequentemente che i lavori dell'allievo venissero confusi con quelli di Rubens.

Fra i più conosciuti allievi-collaboratori di Rubens bisogna citare, Frans Snyders, Jordens, Paul de Vos, Bruegel (non il famoso Peter). Ma non solo questi nomi vanno considerati. Nell’enorme mole di lavori eseguiti dal pittore fiammingo, vi sono spesso molte mani. Solo in alcune opere, Rubens si dedicava all'immagine principale, lasciando deliberatamente alcuni vuoti che poi faceva riempire. Era una collaborazione che utilizzava nei suoi dipinti, quando voleva concentrare tutte le sue energie, sugli elementi cardine dell'opera prevista. Il lavoro nel suo studio doveva essere minuziosamente organizzato, la divisione dei compiti rigidamente definita per poter svolgere l'esecuzione delle commissioni nei tempi previsti. Inoltre, spesso venivano richieste copie di opere già eseguite ed alcune Rubens le affidava completamente ai suoi allievi. L'impegno di Rubens nel tenere le redini di questa enorme organizzazione, doveva essere davvero spaventoso, senza considerare la forza della sua personalità, che doveva imporsi su quelle dei suoi allievi, per mantenere fede allo stile. E molti suoi maggiori collaboratori, avevano anch'essi un forte temperamento e obiettivi pittorici ovviamente differenti. Ma in nessuna opera, risultato di più mani, si legge la benché minima dissonanza e tutto vibra di una perfetta armonia.

Oltre all'esecuzione dei suoi quadri, all'organizzazione del suo studio, alla preparazione dei bozzetti, schizzi, disegni, alla sua attività di diplomatico, ai rapporti con i committenti, Rubens si occupa di incisioni. Lavora assiduamente presso la stamperia di Christophe Plantin (poi del suo successore Moretus) già dal 1612 (sarà anche disegnatore ufficiale). L'incisione era l'unico strumento esistente per divulgare le sue opere e Rubens ne farà largo uso. Con risultati eccellenti, darà il compito di eseguire l'incisione dei suoi disegni a Vorsterman e a Pontius, prestigiosi conoscitori di questa tecnica.

La stagione di Rubens è un meraviglioso periodo in cui la pittura trova un sublime maestro. Non è possibile circoscrivere la sua opera con definizioni di appartenenza ad uno stile. Sarebbe oltremodo riduttivo, nonché, indubbiamente artificioso. Le realizzazioni di Rubens risentono di molti motivi della sua epoca. Ma non solo. Rimandano a tecniche pittoriche da lui studiate e utilizzate. Sono ben collocabili nel suo tempo, nella cultura di quegli anni. I lavori che lui esegue sono il più delle volte richiesti da personalità influenti. Le quali sono molto interessate ad utilizzare l'arte per servire scopi politici o religiosi. Deve, quindi, rispettare le volontà dei suoi committenti. Ma questo non lo limita, anzi. Riesce sempre e comunque ad andare oltre e senza mai offendere o ferire nessuno. D'altronde non è nelle intenzioni di Rubens collocarsi contro il potere politico e religioso del suo tempo. È un uomo che appartiene ad un ceto sociale nobile, è ricco e soprattutto negli ultimi anni della sua carriera raggiunge un altissimo tenore di vita. È inoltre, e soprattutto, come già abbiamo accennato, un fervente cattolico. Si propone a difesa della causa cattolica in Europa, in quella roccaforte del cattolicesimo che era la regione delle Fiandre.

Ma nelle sue opere va al di là di tutto questo. Realizza dipinti che si impongono al vertice della pittura luminista fiamminga. Al tempo stesso, interpreta perfettamente lo spirito religioso della Controriforma, portando sulle tele toni cupi, drammatici, solenni dando vita a meravigliose composizioni religiose. Utilizza con la stessa forza persuasiva il chiaroscuro tipico di Caravaggio e il colore tenue, vivo, liberatorio del Rinascimento. Alcuni suoi dipinti fanno evidentemente pensare al Barocco, anzi ne sono un esempio potente. Ma come dicevamo riesce ad andare oltre, tutta la sua opera è permeata di una interpretazione e di una sintesi, felicemente originali. Riesce a passare da un soggetto religioso ad uno mitologico dove si impone il nudo femminile, con la stessa forza e con lo stesso felice risultato. La sua potente vena creativa, gli permette di riprendere una classicità maestosa e vitale, facendola confluire serenamente nel suo tempo; gli permette di superare i limiti dei diversi stili lasciando spazio alla sua personale intuizione e lasciando agire in piena libertà la sua grandiosa forza vitale.

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Veduta tempestosa (1624, Kunsthistorisches Museen, Vienna)

Madonna con Bambino (1624-1625, Gemäldegalerie, Berlino)


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L’educazione di Maria da parte di Sant'Anna (1625-1626, Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles)

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Angelica e l’eremita (1625-1628, Kunsthistorisches Museen, Vienna) L’arcangelo San Michele (1625-1628, Galerie Heim, Parigi)

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Allegoria dell’eternità (1625-1630,  San Diego Museum of Art)


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Il profeta Elia che riceve pane ed acqua da un angelo 

(?) (Musée Bonnat Francia)

Giulio Cesare imperatore (1625 – collezione privata)

Ritratto di camerista (1625, Hermitage, San Pietroburgo)

Albert e Nicolaas Rubens (1626-1627, Museo Reale delle Belle Arti, Anversa)

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Trionfo dell’Eucarestia

 (1626, Prado, Madrid)

Offerta sacrificale del Vecchio Testamento (1626, Museum of Fine Arts Boston)

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Deborah Kipe e i suoi figli (?) (National Gallery of Arts, Washington) Enrico IV alla battaglia d’Ivry (1627, Uffizi, Firenze)

Ritratto di Ludovico Nonnius (1627, National Gallery, Londra)
Trionfo della fede  (1627, Museo di Belle Arti, Valenciennes)

Trionfo dell'Eucarestia (1627, South Kensington, Londra)

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L’adorazione dell’Eucarestia (1627-1628, Chicago Art Institute) Trionfo della Chiesa 

Filippo II a cavallo (1628, Prado, Madrid)

Ritratto di Caspar Gevaert (1628, Museo Reale di Belle Arti, Anversa)

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Autoritratto (1628, Uffizi, Firenze) Autoritratto (1628-1630, Casa di Rubens, Anversa)


Quattro studi della testa di un negro (1629, Museo Reale di Belle Arti, Bruxelles)

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Ritratto di giovane donna 

(1628-1635 Boymans-van Beuningen – Rotterdam)

Minerva protegge la Pace da Marte (1629-1630, National Gallery, Londra)

Ritratto di Thomas Conte d’Arundel (1629-1630, National Gallery, Londra)

Paesaggio con arcobaleno (1630, Hermitage, San Pietroburgo)

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Ritratto del marchese Ambrogio Spinola (1630, Saint Louis Art Museum)

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Héléne Fourment (1630-1632, Alte Pinakothek, Monaco)

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La Madonna che consegna la pianeta a sant’Ildefonso (1630-1632, Kunsthistorisches Museen, Vienna


Natività sotto un albero di mele (1630-1632, Kunsthistorisches Museen, Vienna)


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Achille uccide Ettore (1630-1635)

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Incoronazione di Santa Caterina (1631, Museo d’arte di Toledo Ohio)

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Paesaggio con naufragio di Enea (1632)

[il dipinto sul francobollo è stato riprodotto al contrario]


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Ultima cena (1632 circa, Brera, Milano)

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Il giudizio di Paride (1632-1635, National Gallery, Londra)

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Adorazione dei Magi (1634, Cambridge King’s College Chapel)


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Il cardinale infante arciduca Ferdinando (1634, Prado, Madrid)


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Nettuno calma la tempesta (1635, Gemäldegalerie Dresda)


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Betsabea al bagno (1635 – Gemäldegalerie,  Dresda)


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Bellerofonte abbatte la chimera (1635, Bayonne, Musée Bonnat)

Ercole abbatte il leone di Nemea (1635 – Museo Nazionale d’arte Romania)


Atalanta e Meleagro (1635, Museo del Prado, Madrid)


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Héléne Fourment con due dei suoi figli (1636 circa, Louvre, Parigi)


Saturno che divora suo figlio (1636, Museo del  Prado, Madrid)


Briseide torna da Achille (1636, Museo del Prado, Madrid)


Vulcano che forgia le folgori di Giove (1636, Museo del  Prado, Madrid)


Aracne Punita da Minerva (1636-1637, Virginia Museum of   Fine Arts)

Festa di Venere Verticordia (1636-1637, Kunsthistorisches Museen,  Vienna)


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Ratto di Ganimede (1636-1638, Museo del  Prado, Madrid)

Scena Pastorale (1636-1638, Hermitage, San Pietroburgo)


L’origine della Via Lattea (1636-1638, Museo del  Prado, Madrid)


Madonna con Santi (1636-1640, Chiesa di Sant’Agostino, Anversa)


Gesù e san Giovanni con angeli (?) (Wilton House, Wiltshire )

Diana e Callisto (1637-1638, Museo del  Prado, Madrid)

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Ercole nel giardino delle Esperidi 

(1638 circa, galleria Sabauda, Torino)

 

Deianira presta ascolto alla Fama

 (1638 circa, Galleria Sabauda Torino)

 


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La fortuna (1638)

Le conseguenze della Guerra (1638,  Galleria Palatina, Pitti, Firenze)


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Helena Fourment (1639, Louvre, Parigi)


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Il serpente di bronzo (1638-1639, National Gallery, Londra)

99-33.jpg (332597 byte) Ecce Homo  (1639, Hermitage, San Pietroburgo)
Autoritratto (1638, Kunsthistorisches Museen, Vienna)

  

 

                                                                                         

 

 

 

 

 

 

 

 

Fine

 

 

 

 

 

 

 

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