Antonie van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641)

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Nasce il 22 marzo 1599: siamo alla vigilia del diciassettesimo secolo, un periodo politicamente drammatico e segnato dalla rivoluzione e dalla guerra; anche nel campo dell'arte, come abbiamo visto, sarà un secolo rivoluzionario. Caravaggio è attivo a Roma e si avvicina alla fine della sua tormentata esperienza. Come molti altri nordeuropei, Rubens, concittadino e in certi casi ispiratore di Van Dyck, è in procinto di recarsi a visitare la città eterna; tra gli artisti della generazione di Van Dyck, Poussin e Claude Lorrain hanno lasciato la Francia per stabilirsi a Roma, e Velázquez, coetaneo del nostro, studia in Italia prima di ritornare in Spagna quale pittore del Re. È inevitabile che Van Dyck segua le loro tracce.

Van Dyck trasformò l'arte dovunque si trovò ad operare, realizzò molti ritratti realistici dove spiccano per espressività le famose "mani alla Van Dyck", fu tra i più grandi talenti in un'età di straordinari ritrattisti; nel suo paese natale realizzò grandi opere di carattere religioso e nella sua tenera, romantica interpretazione della poesis, guardò indietro, a Tiziano e, nello stesso tempo, anticipò Watteau. Nel suo repertorio adottò colori ricchi e puri, fu ineguagliabile nel catturare i bianchi scintillanti del raso, i soavi azzurri della seta e i cremisi del velluto; la sua influenza in Inghilterra si protrasse nel tempo, se è vero, come si dice, che le ultime parole di Gainsborough furono: «Stiamo tutti per andare in cielo e Van Dyck è della compagnia».

San Martino e il povero (1618)

Saventhem - Chiesa parrocchiale di San Martino


Dedalo e Icaro Il buon Samaritano Gesù che guarisce i paralitici
Vergine e Bambino Autoritratto San Sebastiano e gli angeli

Il primo periodo di van Dyck ad Anversa

Antonie van Dyck nacque ad Anversa e vi fece sempre ritorno. Il percorso della sua carriera futura fu tracciato nel periodo che va dalla nascita, avvenuta il 22 marzo 1599, sino al 3 ottobre 1621 quando, prendendo le distanze dall'ambiente borghese in cui era cresciuto e si era formato socialmente e professionalmente, partì per l'Italia seguendo le orme di P.P.Rubens circa ventuno anni dopo di lui. Figlio del ricco mercante Franchois van Dyck e di Maria Cuyper, appartenenti al ceto dei nouveaux riches d'Anversa, era il settimo di dodici figli; il nonno Antoine van Dyck, il Vecchio è certo che fosse iscritto come pittore alla Gilda di San Luca nel 1546 e lasciò la pittura poco prima del 1563 per intraprendere la carriera di mercante.

Il giovane Antonie van Dyck era sostenuto dalla posizione sociale del padre quando si accinse all'apprendistato nel 1609 presso la bottega di Hendrick van Balen, noto pittore di piccoli quadri fatti per il mercato piuttosto che per un committente in particolare e che proprio in quell'anno era stato nominato decano della Gilda di San Luca. Van Balen era un uomo colto con un'alta reputazione artistica; aveva una vasta biblioteca, ampi interessi e conoscenza delle lingue. Per Antonie van Dyck si trattò di trasferirsi dalla sua splendida casa "De Stadt van Ghendt” (la città di Gand) alla casa di van Balen: l'apprendistato fu la prima opportunità, per questo ragazzino di dieci anni, di maturare intellettualmente e di essere istruito nell'arte della pittura

Il primo ritratto datato di van Dyck fu eseguito nel 1613, Ritratto di uomo settantenne (Bruxelles, Musée Royaux des Beaux-Arts): il dipinto porta l'iscrizione «AVD●F AETA●SUE●14». Il pittore quattordicenne usò un monogramma come firma e considerò il suo talento sufficientemente precoce da giustificare l'indicazione dell'età. Esegue il suo primo Autoritratto (1613-14, Vienna, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste).

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Ritratto di uomo settantenne

(1613, Bruxelles, Museo Reale di Belle Arti)

 

Autoritratto

(1613-1614 )

Vienna, Gemäldegalerie der Akademie der bildenden Künste

 

Gli anni in cui dipinse questi ritratti furono segnati dalla caduta in disgrazia della famiglia Franchois van Dyck che era passata dalla condizione di fiorenti mercanti ad una famiglia orfana di madre con grossi problemi finanziari: le proprietà erano state sperperate male dai tutori dei figli, o confiscate dai creditori del capofamiglia. Antonie, dopo aver completato alcuni anni d'apprendistato, coglie l'opportunità per avviarsi ad una carriera indipendente. Sembra probabile che il giovane pittore avesse veramente un proprio studio nella casa di "Den Dom van Ceulem" (La cattedrale di Colonia), prima di ottenere lo status di maestro nel 1618. Questo era forse in contrasto con le regole della Gilda di San Luca, ma nel diciassettesimo secolo ad Anversa, come altrove, le regole non sempre erano rispettate.

Non si sa con certezza come e quando Rubens e van Dyck si conobbero. È certo che i maggiori artisti barocchi d'Anversa erano disposti a visitare lo studio di questo emergente maestro, che aveva con sé un apprendista, per verificare che il lavoro di questo genio precoce fosse realmente di sua mano. Questo "studio di adolescenti" sollevò certamente molta sorpresa e ammirazione. Dopotutto, il pittore non doveva avere più di diciassette anni e il suo assistente, Herman Servaes, appena un anno di più. Rubens riconobbe il potenziale di un assistente come van Dyck e fra i due dal 1617 nacque una collaborazione, anche se nulla ci assicura che van Dyck a quel punto avesse rinunciato al suo studio. Il ritratto di van Dyck, che Rubens si ritiene abbia dipinto intorno al 1615, è spesso citato come prova di uno stretto rapporto con il suo brillante allievo. Poco prima del 1617, Rubens e van Dyck collaborarono allo stesso progetto, i quindici quadri raffiguranti i misteri del Rosario che furono commissionati a vari artisti ed eseguiti per la chiesa di San Paolo ad Anversa. Certamente, van Dyck divenne assistente di Rubens nel 1617 poiché lo aveva preso con sé per una serie di progetti, prima della registrazione di van Dyck come maestro indipendente avvenuta il 1° febbraio 1618. Potrebbe essere segno del rispetto di Rubens per le regole della Gilda, il fatto che non si riferì mai a van Dyck per nome prima che questi avesse guadagnato il titolo di maestro. Van Dyck fu attivo nella bottega di Rubens anche dopo la sua registrazione ufficiale come maestro: Entrambi gli artisti dovevano essere ben consapevoli dei benefici della loro relazione artistica. Nel 1618 collaborò con Rubens alle decorazioni per la chiesa di San Carlo Borromeo in Anversa e l'influenza di questo pittore dagli interessi intellettuali ad ampio spettro, la sua profonda conoscenza dell'arte e della letteratura dell'antichità classica divenne basilare per la sua formazione ed è particolarmente evidente nelle prime opere. È molto difficile determinare, a distanza di quattro secoli, se la relazione di van Dyck con Rubens fu interessante, frustrante o entrambe le cose; tuttavia non c'è prova di un rapporto particolarmente affettuoso. Forse, inizialmente, Rubens fu affascinato dal suo assistente tanto dotato, ma cominciò a preoccuparsi verso il 1620 quando van Dyck - più giovane di ventidue anni - raggiunse le sue stesse capacità tecniche. La posizione subordinata di van Dyck rispetto a Rubens, le difficoltà finanziarie del padre e la perdita della madre in giovane età, gli lasciarono un senso di incertezza e instabilità che non superò mai. Raramente si fermò a lungo in un luogo e si sposò solo poco prima di morire. Durante i primi anni ad Anversa, una giovane donna di cui è scomparsa ogni traccia gli diede una figlia Maria Teresa cresciuta dalle sorelle del pittore. Van Dyck fu segnato a vita dall'esperienza della sua infanzia e adolescenza ad Anversa. I ricordi dolorosi dell'infanzia lasciarono un'impronta profonda nell'artista e fecero di lui un uomo incostante, la cui brillantezza nella rappresentazione spiritualmente elevata dell'amore, della passione e della sofferenza rimase insuperata.

Autoritratto di Rubens con van Dyck

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Il martirio di San Sebastiano

(1615-1618)

 Parigi, Louvre

 

Il martirio di San Pietro

(1615-1616)

 Bruxelles, Museo Reale delle Belle Arti

 

San Matteo

(1615-1616) 

Collezione privata

 

San Giacomo maggiore

(1615-1616)

 Collezione privata

 

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San Gerolamo

(1616-1617)

 Stoccolma, Museo Nazionale

 

Achille tra le figlie di Licomede

(1616-1618)

 Madrid, Museo del Prado

in collaborazione con Rubens

 

Decio Mure congeda i littori

(1616 circa)

 Madrid, Museo del Prado

in collaborazione con Rubens

 

Ritratto di Hendrick von Thudden

(1617 circa)

 Monaco, Alte Pinakothek

 


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Ritratto di uomo e della moglie (1617-1618, Budapest Szépmüvészeti Museum)


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Autoritratto (1617-1618, Monaco, Alte Pinakothek)


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Ritratto di famiglia

(1617-1618)

Collezione privata

Cristo che porta la croce

(1617-1618)

Chiesa di San Paolo, Anversa

Gesù che benedice i fanciulli

(1618 circa)

National Gallery of Canada, Ottawa

Ritratto di Maria van de Wouwer-Clarisse

(1618-1619)

Gemäldegalerie Dresda


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Ritratto di 'uomo

(1618)

Collezione Principe di Liechtenstein, Vaduz

Ritratto di donna

(1618)

Collezione Principe di Liechtenstein, Vaduz

Ritratto di uomo - probabilmente il signor Vinck

(1619 circa)

Collezione Lord Ramsey, Broadlands

 

Ritratto di donna - probabilmente la signora Vinck

(1619 circa)

Collezione Lord Ramsey, Broadlands

 


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L'imperatore Teodosio e Sant'Ambrogio (1617-1618, Vienna, Kunsthistorisches Museen) in collaborazione con Rubens

Teodosio (346-395 circa, imperatore romano d'Occidente dal 379, aveva ordinato il massacro di una folla in tumulto a Tessalonica dopo che uno dei suoi generali era stato ucciso. Per questo, Ambrogio (340-398 circa), arcivescovo di Milano dal 374, gli impedì di entrare nel Duomo di Milano fino a che Teodosio non riconobbe il proprio peccato e accettò la penitenza imposta dall'arcivescovo. Il soggetto rappresenta il trionfo dell'autorità spirituale su quella secolare dell'imperatore. Questa tela, progettata da Rubens fu eseguita in gran parte da van Dyck e fu dipinta probabilmente per la chiesa di Sant'Ambrogio a Genova, per la quale Rubens realizzò due pale d'altare. Nel 1619-1620, van Dyck dipinse una variante più piccola (National Gallery di Londra) nel proprio stile più deciso, abbozzato e meno tridimensionale, apportando diverse variazioni significative.

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Penitenza di San Gerolamo (1618)


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Giovane donna con un bambino (1618 circa, collezione privata)

Si tratta probabilmente di Baltazarina van Linick e di suo figlio Adriaen van den Heetvelde


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Il martirio di San Sebastiano

(1619-1620)

Monaco, Alte Pinakothek)

Sileno ebbro

(1618-1619)

Bruxelles, Museo Reale di Belle Arti

Sansone e Dalila

(1618-1620)

Londra, National Gallery

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San Bartolomeo

(1618-1620)

Collezione privata

San Giacomo maggiore

(1619-1620)

Collezione privata

Ritratto di Cornelius van der Geest

(1619-1620)

Londra, National Gallery


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Nozze mistiche di Santa Caterina (1618-1620, Madrid, Museo del Prado)


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Ritratto di famiglia (1619 circa, Sanpietroburgo, Hermitage)

L'informalità della posa sembra suggerire che i modelli fossero persone che van Dyck conosceva e potrebbero aver fatto parte del mondo artistico dell'Anversa dell'inizio del XVII secolo. Taluni critici definiscono come modelli il pittore Frans Snyders, che non aveva figli, e Jan Wildens il cui primo figlio nacque nell'agosto del 1620. Il modello di van Dyck per questo quadro è stato il Ritratto di Jan Bruegel il vecchio e della sua famiglia dipinto da Rubens più o meno cinque anni prima.


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Sileno ebbro (1620 circa,  Gemäldegalerie di Dresda)


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San Martino e il povero (1618-1620 circa, Chiesa parrocchiale di San Martino, Saventhem)

 

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San Martino e il povero (1620 circa, Londra, proprietà di S.M. la Regina)

Nel primo periodo di Anversa era abitudine di van Dyck eseguire più di una versione dei suoi quadri a tema religioso: questa conservata a Londra sembra essere una seconda versione, più elaborata dell'altro quadro esistente nella chiesa parrocchiale di San Martino a Saventhem. In confronto a questa pala d'altare, van Dyck nella seconda versione ha ritratto il soggetto su scala più monumentale, riducendo lo sfondo architettonico e ampliando la composizione sulla destra per collocare, dietro i due mendicanti, una donna, i bambini e un cane.


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La cattura di Gesù

(1620)

Madrid, Museo del Prado

La cattura di Gesù

(1620)

Museum and Art Gallery, Bristol

La cattura di Gesù

(1620)

Institute of Arts, Minneapolis

Thomas Howard, secondo conte di Arundel

(1620-1621)

J. P. Getty Museum, Los Angeles

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Autoritratto

(1620-1621)

Metropolitan Museum of Art, N.Y.

La continenza di Scipione

(1620-1621)

Chris Church, Oxford

Susanna e i vecchioni

(1620-1621)

Alte Pinakothek, Monaco

Sir George Villiers, futuro Duca di Buckingham e la moglie, Lady Katherine, come Venere e Adone

(1620-1621)

Collezione privata

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Ritratto di Isabella Brant

(1621)

National Gallery of Art, Washington

Ritratto di Frans Snyders e di sua moglie Margareta de Vos

(1621 circa)

Kassel, Gemäldegalerie

Ritratto di Margareta de Vos

(1621 circa)

Ritratto di Frans Snyders

(1621 circa)


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