Antonie van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641)

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VAN DYCK NEI PAESI BASSI MERIDIONALI

Quando Van Dyck ritornò ad Anversa nel 1627, dove rimase fino al 1632, fu in grado di sfruttare sia i suoi vecchi legami con la bottega di Rubens, che la nuova fama italiana per acquisire commesse prestigiose nella sua città natale, sostituendo lo stesso Rubens (allora in Spagna e in Inghilterra) per le commissioni delle maggiori chiese fiamminghe. I suoi quadri religiosi furono molto richiesti ed egli ne dipinse a dozzine fra il 1627 e il 1632. Grazie al loro pregnante sentimento religioso, articolato in espressioni languide e gesti delicati, essi portarono un contributo personale all'arte della Controriforma. I Paesi Bassi meridionali accolsero favorevolmente la traduzione del dogma della Controriforma - specialmente l'importanza della Vergine, l'intercessione dei Santi e la dottrina della transustanziazione - in un linguaggio monumentale, barocco.

Nonostante il suo stile fortemente italianizzante, alto-barocco, Van Dyck adottò molti degli schemi pittorici di Rubens nelle sue composizioni, come riflesso dell'intensa influenza formativa e della stretta collaborazione tra i due artisti nei primi anni della sua carriera.

Non vi è nulla di sorprendente, però, nel constatare che Van Dyck cercasse ispirazione anche in Gerard Seghers, uno dei pittori di maggiore successo ad Anversa quando egli ritorna in città. La sua fama, che si espande oltre Anversa, emerge dalle dozzine di opere religiose e grandi pale d'altare che produsse fra il 1620 e il 1630. Come Van Dyck, Seghers aveva trascorso molti anni in Italia, abitando a Roma e a Napoli fra il 1611 e il 1620. In Italia dapprima incontrò il nascente stile barocco, da cui trasse il suo caratteristico classicismo, carico di emozione. Portò ad Anversa questo nuovo stile barocco italiano preso da Caravaggio e dalla scuola di Carracci, soprattutto da Guido Reni, al tempo in cui anche Rubens stava introducendo un pathos barocco nelle sue opere.

COMMESSE PER PALE D'ALTARE AD ANVERSA

Nel 1628 i frati Agostiniani commissionarono il dipinto L'estasi di Sant'Agostino. Dai Gesuiti, nel 1629e 1630, ricevette due commesse per La visione del Beato Herman Joseph e L'incoronazione di Santa Rosalia (Vienna Kunsthistorisches Museum). Per l'altare maggiore della chiesa del Beghinaggio realizzò il Compianto sul Cristo morto (Anversa, Museo Reale di Belle Arti). Nel 1629 dipinse il Cristo crocifisso con San Domenico e Santa Caterina da Siena (Anversa, Museo Reale di Belle Arti) per il convento delle suore domenicane.

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Estasi di sant'Agostino (1628, Anversa, Museo Reale di Belle Arti)

Lo stile del dipinto rivela la familiarità di Van Dyck con l'arte italiana del tardo Rinascimento e del primo Barocco, che aveva studiato e assimilato durante il soggiorno in Italia. In questa composizione Van Dyck inserì elementi delle opere di Raffaello e Tiziano, Annibale Carracci e Guido Reni. Sant'Agostino contempla la visione celeste della Santissima Trinità sostenuta da nuvole e putti che reggono simboli dell'onnipotenza, dell'unità e dell'eternità della Trinità. Lo scettro con un occhio è il simbolo della Divina Provvidenza, il ramo di ulivo quello della Pace,  il serpente che si morde la coda, dell'Eternità  e il sole, della Giustizia.


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La visione del beato Herman Joseph

(1630)

Vienna, Kunsthistorisches Museum

Incoronazione di Santa Rosalia

(1629)

Vienna, Kunsthistorisches Museum


 

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Compianto sul Cristo morto

(1629)

 

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Cristo crocifisso con San Domenico e Santa Caterina da Siena

(1629)

Anversa, Museo Reale delle Belle Arti

I legami familiari sembrano aver svolto un ruolo rilevante in diverse commesse ricevute da Van Dyck ad Anversa. Tre delle sue sorelle, Cornelia, Isabella e Susanna erano Beghine e nel suo testamento, datato 6 marzo 1628, Van Dyck stesso chiede di essere sepolto nel coro della chiesa del Beghinaggio. La datazione del Compianto sul Cristo morto eseguita per l'altare maggiore della chiesa è incerta, ma è possibile che la sua tematica funeraria fosse stata scelta da Van Dyck in parte proprio per il suo dichiarato intento di essere seppellito nel coro, vicino all'altare maggiore. Una quarta sorella era una suora agostiniana al convento di Falcon.


COMMESSE PER PALE D'ALTARE FUORI ANVERSA PER I FRATI  MINORITI E CAPPUCCINI

Gli ordini francescani dei Minoriti e dei Cappuccini furono particolarmente importanti per Van Dyck, che dipinse scene della crocifissione per i conventi dei Minoriti di Malines e Lilla. Ricordiamo Gesù sulla Croce fra due ladroni (Malines, Duomo di St. Rombout), Sant'Antonio da Padova e il mulo di Rimini (Lilla, Musée des Beaux-Arts), La comunione di San Bonaventura (Caen, Musée des Beaux­Arts). Per la chiesa dei Cappuccini di Dendermonde, nel 1629, dipinse la Crocifissione con la Vergine e i santi Maria Maddalena, Giovanni Evangelista e Francesco d’Assisi e un'Adorazione dei pastori, mentre per i Cappuccini di Bruxelles dipinse due santi francescani, San Francesco d'Assisi e San Felice da Cantalice (entrambi a Bruxelles, Musée Royaux des Beaux-Arts). Nel 1630 dipinse un'altra Crocifissione per la Confraternita della Santa Croce nella chiesa di San Michele a Gand. Nel 1631 completò L'innalzamento della Croce ordinatogli dall'anziano canonico Rogier Braye per la sua tomba.  

 

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L'innalzamento della Croce

(1630-1631)

Courtrai, Chiesa di Notre-Dame

Crocifissione

(1630-1632)

Lilla, Museo di Belle Arti

Sant'Antonio da Padova e il mulo di Rimini

(1631 circa)

Lilla, Museo di Belle Arti

Adorazione dei pastori

(1631-1632)

Dendermonde, Chiesa di Notre-Dame


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Madonna col Bambino e due donatori (1630, Parigi, Louvre)


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Riposo nella fuga in Egitto (1630 circa, Monaco, Alte Pinakothek)

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Le nozze mistiche di Santa Caterina

(1630 circa)

Collezioni reali

Madonna col Bambino e Sant'Antonio da Padova

(1630-1632)

Bruxelles, Museo Reale di Belle Arti

Gesù sulla croce fra due ladroni

(1630-1632 circa)

Duomo di St. Rombout, Malines


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Rinaldo e Armida

(1629)

Museum of Art, Baltimora

Sansone e Dalila

(1630)

Vienna, Kunsthistorisches Museum


Ritratto di Fredrick Hendrick (1631-1632)

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Achille tra le figlie di Licomede 1631-1632)

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Amarilli e Mirtillo (1631-1632)

 

Entrambi i dipinti fanno parte della Collezione del Conte  von Schönborn - Pommersfelden


Ritratto di una madre e sua figlia (1627-1630)

Probabilmente si tratta della moglie di Theodoor Rombouts e di sua figlia Anna Maria


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Ritratto del pittore Jean de Wael e della moglie Gertrude de Jode (1629, Monaco Alte Pinakothek

L'identificazione della coppia in questo dipinto si basa sul ritratto di Jan de Wael che lo stesso Van Dyck incise per la sua "Iconografia". La stampa presenta la stessa composizione rovesciata, accompagnata dall'iscrizione

 10ANNES DE WAEL ANTVERPIAE PICTOR HVMANARVM FIGVRVUM"

I due anziani de Wael sono presentati qui su uno sfondo grigio-bruno, con un grande pilastro sulla sinistra e un drappo rosso dietro Gertrude de Jode, morta nel 1641.1 figli della coppia, Cornelius e Luca de Wael, come già precisato, ebbero un ruolo di rilievo nella colonia di artisti olandesi di Genova. Jan de Wael è ritratto in piedi e fissa deciso davanti a sé, fuori dal dipinto, con posa autoritaria a sottolineare il suo ruolo di capofamiglia. Gertrude de Jode è seduta, in posizione sottomessa rispetto al marito. Questo particolare, e la sua posizione sulla sinistra araldica, riflettono la subordinazione e la rassegnazione che, tradizionalmente, ci si attendeva dalle donne. Diversamente dal marito, non guarda fuori dal quadro, ma il  suo sguardo sognante è perso in lontananza. L'abbigliamento della coppia e la loro posa creano una sensazione di autorità e conservatorismo.


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Ritratto di Maria Luisa de Tassis (1629 circa, Vaduz, Collezione del Principe di  Liechtenstein

Maria Luisa de Tassis (1611-38) era l'unica figlia di Antonio de Tassis, un membro della famosa famiglia dell'Italia settentrionale che ebbe un ruolo di fondamentale importanza nell'organizzazione del servizio postale in Europa. Antonio de Tassis seguì la carriera militare e combatté nella rivolta dei Paesi Bassi la Guerra degli Ottant'anni a fianco degli spagnoli. Negli anni venti del Seicento fu varie volte consigliere al consiglio municipale di Anversa e nel 1627 fu nominato cavaliere. Sua moglie morì nel 1613. Antonio de Tassis fu ordinato nel 1629 e divenne canonico della cattedrale di Anversa. Maria Luisa de Tassis posa voltata di tre quarti verso sinistra ed è vestita all'ultima moda francese ed ha un aspetto molto raffinato.


Ritratto di Antonio de Tassis (1626-1632 circa, Vaduz, Collezione del Principe di Liechtenstein

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Ritratto di Peeter Stevens

(1627)

L'Aia, Mauritshuis

Ritratto di Anna Wake

(1628)

L'Aia, Mauritshuis

Ritratto di Nicholas Lanier 

(1628)

Vienna, Kunsthistorisches Museum

Jean-Charles de la Faille

(1629)

Bruxelles, Museo Reale di Belle Arti


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Ritratto di Rupert, Principe Palatino

(1631-1632)

Vienna, Kunsthistorisches Museum

Ritratto di Carlo Luigi, Principe Palatino

(1631-1632)

Vienna, Kunsthistorisches Museum

Ritratto di Maria de'Medici

(1631)

Bordeaux, Museo di Belle Arti

Ritratto di Gastone d'Orléans

(1631)

Chantilly, Musée Condé


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Ritratto di Hendrick van deer Bergh (1629-1632,

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Ritratto di Jacques le Roy (1631)


Ritratto di Martin Rijckaert (1630 circa, Madrid Museo del Prado)

I ritratti di questi anni, dedicati alla borghesia fiamminga, rivelano un atteggiamento meno ufficiale e più intimistico (Ritratto di P. Stevens e della moglie, L'Aia, Mauritshuis - ritratto di Gaspard de Crayer, Vaduz, Galleria del Liechtenstein). Nel 1630, a Parigi cominciò a preparare le incisioni per i ritratti (circa cento) di uomini illustri del suo tempo, note come "Iconografia di Van Dyck" e pubblicate ad Anversa nel 1645 (i rami sono conservati al Louvre di Parigi).

 

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